martedì 11 settembre 2018

Resoconto di un'estate

L'estate volge al termine.
Adoro questo periodo, perché la spiaggia si svuota, i negozi cominciano a chiudere. 
Le giornate sono ancora belle, ma è fresco e si riposa bene. 
L'estate è volata; fra lavoro, asilo, feste, e alla fine, le meritate ferie in montagna. 
Pisellino sta crescendo a vista d'occhio (17 cm da quando è arrivato!!!).
All'asilo gioca, balla, va al mare, mangia tanto ed è sereno. 
A casa piange tanto, recupera il tempo non passato a piangere all'asilo (dove non piange nemmeno se si fa male :-) 
Abbiamo abbandonato il ciuccio. In un momento di rabbia l'ha tirato, e abbiamo "fatto finta" che se lo fosse mangiato la Gioia. Non l'ha mai più chiesto. 
Abbiamo tolto una sponda del letto, ora che sta diventando grande. Spesso e volentieri cade (abbiamo messo il tappetino "salva testa" sotto però), ma a lui piace tanto perché può salire e scendere da solo. 
Leggiamo una favola al buio tutte le sere, una "nuova" tutte le sere. E poi la sua favola. 
Abbiamo fatto la nostra settimana in montagna. A giocare, ridere, mangiare sempre insieme, piangere, dormire, coccolarci, baciarci e abbracciarci. 
Ha imparato a fare lo scivolo al contrario. 
Ha imparato a scendere dallo scivolo al contrario. 
Sta cominciando a comporre le frasi.
Sta cominciando a fare le sue "cose" nel vasino. 
Ha ricominciato a mangiare da solo, come quando era arrivato. Mangia con la forchetta, taglia con il coltello.
Da lunedì toglierà ufficialmente il bavaglino, perché sta diventando "grande". 
Sta diventando sempre più coccoloso. Dà mille baci, ti stringe da togliere il fiato. 
Ma in compenso vuole stare solo con me e marito. No nonni, no zii, no cugini. 
Abbiamo firmato il termine dell'anno di affido pre - adottivo. 
Tra poco arriveranno i documenti e potremo preparare le carte per fargli prendere il cognome di marito. 
I servizi sociali ci hanno scritto una bellissima relazione, in cui mettono in luce la serenità di Pisellino, il suo cambiamento. La sua amicizia speciale con la Gioia. La sua evoluzione in questo ultimo anno. 
I giudici sono stati contenti, noi anche. 

Poi c'è tutto il resto.
Gli urli in casa; i capricci. Le scenate, le sceneggiate. 
Lui che urla, io che urlo. 
Lui che quando è arrabbiato ti tira un bel ceffone. Noi che ci arrabbiamo e urliamo più forte. 
Si litiga. 
Ci si tiene un po' il muso. 
Si cerca di fare del proprio meglio, ma a volte il cervello non aiuta e non si riesce a fare la cosa migliore. Vengono a meno i buoni principi dell' "urlare non serve a nulla", "parlare con dolcezza", tenerlo stretto e accoglierlo (anche perché hai paura che ti tiri uno schiaffone). 
Ma poi passa. 
Lui arriva mezzo ciondolante, con le candele al naso, gli occhi gonfi e si attacca alla gamba. 
Allunga le braccia. Tu lo prendi in braccio, lui mette la testa sulla tua spalla. 
"Facciamo pace?" Gli chiedo. 
"Sì". E ci diamo un bacio. 
Ed è tutto finito. 
E speriamo che, tutto sommato, fare pace sia così semplice anche in un futuro prossimo.






martedì 28 agosto 2018

La super festa

Io non so come siano gli altri asili del pianeta, non so come siano le altre maestre, se vogliono bene ai loro bimbi e quanto.
Io so che le nostre maestre sono speciali, davvero.
Attente, amorevoli, presenti. Instancabili. Giá, perché oltre a tutti i giorni della settimana, hanno voglia di organizzare feste di venerdì sera. Hanno voglia di creare libroni di ricordi, fare foto ai bambini per immortalare ogni momento condiviso con i bimbi, per far vedere come trascorrono il loro tempo all'asilo.
Comunque sia.
Venerdì sera, festa con apericena in riva al mare, e "spettacolo" dei bimbi.
Tutto organizzato magnificamente , i bimbi con la maglietta fatta da loro con le loro manine stampate




La recita, in cui spiegano "chi sono i bimbi".
E poi i libroni dei ricordi.



E poi il video con tutte le loro foto: al lavatoio a lavare i panni, al mare a guardare l'alba, a Sant'Arcangelo a fare le capriole nell'erba, nell'orto ad innaffiare e poi a raccogliere i pomodori.
Io ho pianto, marito ha pianto, gli altri genitori hanno pianto. Le nostre tate hanno pianto.


E io sono tremendamente felice che Pisellino cresca con loro.
Grazie Bea, grazie L'eli, grazie Ceci. ♥️







sabato 11 agosto 2018

C'era una volta

C'era una volta un bimbo che cercava una famiglia.
C'era una volta un babbo con una mamma e una cagnolina che cercavano un bimbo.
Il bimbo cercava una famiglia che lo amasse, lo coccolasse e lo tenesse stretto.
Il babbo con la mamma e la cagnolina cercavano un bimbo da amare, da coccolare, da tenere stretto.
Un bel giorno tutti e 4 si incontrarono, e iniziò una delle più belle storie d'amore che si possano raccontare.
Tante lacrime, tante crisi. Tanti urli. Una mamma un po' sciocca che spesso alza la voce credendo sia il modo migliore per farsi ascoltare.
Un bimbo in piena fase di capricci, che crede che i capricci possano fargli conquistare il mondo.
Un babbo, un po' irritabile a volte.
Una cagnolina, che risolve tutto leccando tutti dalla testa ai piedi.
Che famiglia ragazzi! mi ritrovo nel letto, con marito da una parte, Pisellino nel mezzo, e la Gioia in fondo ai piedi a proteggere tutti. E mi accordo che è tutto quello che ho sempre sognato e desiderato.
E allora chissenefrega degli urli, dei pianti, dei capricci. Perché sono felice, per davvero. Come non lo sono mai stata.


Pisellino va all'asilo, è tanto sereno. Ha imparato a fidarsi delle sue tate, ed è bellissimo. Si fida dei suoi amici, li prende per mano, ci gioca insieme.
Piange tanto, ma ride anche tanto.
Vuole la favola prima di dormire; una "nuova" tutte le sere, dice.
Poi vuole la sua favola. Quella che racconta la sua storia, la SUA favola. Quella che lo accompagnerà per tutta la vita. Quella che farà nascere in lui un milione di domande.
E mentre va all'asilo e prepara lo spettacolo di fine estate, noi ci accingiamo a mettere un punto alla trafila burocratica che ci ha portato fino a qui. 
Il 22 di questo mese si va a firmare il "per sempre con noi".
La fine del periodo di affido pre -adottivo, la fine del nostro "periodo di prova". La fine del "chissácomeandráafinire".
L'inizio del "famigliaanchedavantiallalegge".
Perché in realtà famiglia lo siamo ormai da 14 mesi, ma finalmente potremo dire non è "domiciliato" da noi (!!!!!) ma che questa è la sua casa anche sul documento :-)
E piano piano prenderà anche il cognome del suo fierissimo babbo.

Ecco i "frutti" dell'orto dell'asilo :-)

domenica 17 giugno 2018

Un fiore per me

Un fiore per me.
Il primo fiore che mi ha regalato il mio principe.



Spiaggia.
Al tramonto.
Il mio principe azzurro tutto vestito di bianco, mi viene incontro con il suo fiore in mano e lo regala alla sua mamma.
Come nei film più romantici.
E io mi sciolgo.

sabato 9 giugno 2018

La prima Alba sul mar

Questa mattina tutti i bimbi sono andati sull
a spiaggia a guardare l'alba.
in realtà, gli altri bimbi hanno anche fatto un pigiama party all'asilo, ma noi, in accordo con le tate, abbiamo deciso di farlo dormire a casa e poi portarlo al mare con gli altri bimbi.
Un po' perché è tanto poco che ha iniziato l'asilo, ma anche e soprattutto perché è ancora tanto prezioso il momento della nanna a casa, che avevamo paura di fargli vivere un senso di abbandono lasciandolo dormire fuori casa.
Poi colazione al mare con tutti i genitori, e prima di andare a casa, la consegna della sua prima opera d'arte, già bella che incorniciata :-)!!!
 All'asilo va alla grande, è tanto sereno e sorridente quando deve andare. le maestre hanno detto che Pisellino è una grande scoperta, che tutti i bambini vogliono giocare con lui, e vogliono stare seduti accanto a lui.
E io sono così tanto orgogliosa che quasi mi scoppia il cuore ❤️


lunedì 4 giugno 2018

Battesimo!!!!

So che tanti non ci credono, che non ritengono essenziale il battesimo, che lasciano al figlio la libertà di scegliere quando è grande se farlo o meno.
Ma io nel battesimo ci credo.
E quando 7 anni fa, durante le  promesse  matrimoniali  a  mio marito, avevo giurato di accogliere i figli che ci avrebbe donato, mi ero anche ripromessa che saremmo tornati in quella chiesa.
E così è stato.
7 anni dopo abbiamo attraversato la chiesa, ma questa volta con lui mano nella mano.
Era bellissimo ed elegantissimo.
Ed è stato bravissimo, anche quando gli hanno tirato l'acqua addosso e l'hanno spettinato :-)
Una bellissima festa, la sua festa.
E siccome lui è arrivato con la cicogna, la bomboniera non poteva essere che un bambino portato con la cicogna!!!!


E il segnaposto...
Una poesia bellissima, di Luciana Littizzetto, che esprime con tutta la semplicità, l'amore per nostro figlio.


LETTERA AD UN BAMBINO RINATO 

Caro te, che sei femmina o sei maschio, poco importa;
te, che non sei nato dalla mia pancia, ma dal mio cuore;
te, che hai una faccia diversa dalla mia, anche se tutti  dicono che ci somigliamo,
te, che la vita è bastarda perché ti ha fatto nascere in un posto e rinascere in un altro e non hai potuto scegliere… nessuna delle due volte;
te, che una mamma ce l’avevi, ma poi ne è arrivata un’altra, e adesso ne hai due…ed è un gran casino;
te, che sei da maneggiare con cura, come c’è scritto sulle robe fragili; che sei fatto di spine, ogni tanto pungi… e ti dispiace; che a volte non ci sei dentro, che vuoi scappare, ma non sai da cosa;
te, che per paura di essere lasciato, lasci; che non ti fidi mai;
te, che “dimmi che mi vuoi bene, ma dimmelo venti volte di seguito”;
te, che “posso venire nel letto con te?.. e dimmi che non mi lasci anche tu”;
te, che è vero che sei un figlio o una figlia diversa, perché i figli nati solo dal cuore, sono più figli ancora degli altri;
sei 
un figlio al quadrato, alla terza, alla quarta, alla quinta potenza;perché sei stato l’attesa, il mistero, la pazienza, la tenacia… il senso definitivo di tutto!Se ci fosse una misura dell’amore ti direi che il mio amore per te non sta dentro una piscina olimpionica;se lo misurassi in kilometri, sarebbe lungo come la Salerno – Reggio Calabria, la Transiberiana e la curva dell’arcobaleno;se fosse mare, tutti gli oceani messi insieme;e se fosse cielo, una galassia intera, un miliardo di stelle sarebbero tutte per te… e sei non sei convinto, voglio ripetertelo ancora: SEI MIO FIGLIO, SEI MIA FIGLIA, IN OGNI ISTANTE, DI OGNI MINUTO, DI OGNI ORA DELLA MIA VITA E NON POTREI MAI, DI TUTTO IL MONDO DEI MAI, FARE A MENO DI TE.
Per questo, ti do tutti i baci che ho.
Luciana Littizzetto 

venerdì 1 giugno 2018

C'era una volta

C'era una volta l'inizio di una storia d'amore.
Una storia d'amore tra una mamma, un babbo e un piccolo principe. Nella storia si aggiungerà pochi giorni più tardi anche una principessa pelosa.
Oggi è esattevolmente un anno. Un anno che ti abbiamo conosciuto e un anno che siamo perdutamente innamorati di te.
Un anno di emozioni, baci infiniti, pianti, capricci, crisi.
Ma come dice la Littizzetto " la famiglia in cui va tutto bene è solo quella dove ognuno si fa gli affari suoi".
Quindi , sono fiera di tutti gli alti e bassi della nostra famiglia.
Oggi è anche finita la prima settimana di asilo.
Iniziata in sordina , poi evoluta in una crisi di pianto, ma terminata alla grande, senza una lacrima , con la gioia di voler tornare lunedì a "giocare con i bimbi" , e per ultimo (non per importanza) una bellissima pizza!!!!
Fatta con le tue manine, con i tuoi amici bimbi e le tue tate.
Sono profondamente orgogliosa di te.
Ti amo alla follia!!!





domenica 27 maggio 2018

Centro estivo

Giuro che ho pensato tanto se mandarlo o meno. 
A settembre scorso era troppo presto, anche a detta della psicologa. 
Era arrivato da poco, e in più era in piena crisi. 
Poi si è deciso per settembre di quest'anno. 
Poi ci è capitata sott'occhio una locandina, e abbiamo deciso di informarci per il centro estivo.

E domani inizia. 
Lui ha una voglia incredibile di stare con i bambini. Si incanta a guardarli e li chiama ogni volta che li vede. 

In più, se ci penso, quello che sono in grado di dare le maestre è tanto diverso da quello che sono in grado di dargli io. Sono due cose diverse, ma complementari. 
Ha bisogno di stare insieme agli altri bambini, di imparare da loro e con loro. 
E so per certo che lui sarà bravissimo e sarà una bellissima esperienza.
Ma che fatica.
Che fatica lasciarlo andare e metterlo nelle mani di qualcun altro. Affidarlo a qualcun altro. 
Ho detto alla maestra "te lo affido, mi raccomando". 
Ha già sofferto tantissimo, ha sofferto l'abbandono e tutto il resto. Ha sofferto per il fatto di non avere una mamma; ha sofferto di non aver avuto una famiglia.
Ora deve capire che la famiglia ce l'ha eccome, e che quella famiglia è pazza di lui.
E che quelle ore al mattino servono a lui per diventare grande, saggio, forte e bello. 
Buona nuova avventura Pisellino!!!


e giusto perché sia di buon auspicio... zainetto a forma di aereo!! Che possa viaggiare tanto nella sua vita, con la fantasia... e con l'aereo :-) 

mercoledì 16 maggio 2018

Festa della mamma 2018: finalmente anche la mia festa :-)

Festa della mamma 2018.
Premetto che non sono una di quelle che festeggia San valentino, la festa della donna, e tutte le altre feste dell'anno.
Ma quando si desidera diventare mamme, il giorno della festa della mamma assume ogni anno un valore particolare.
Più desideri diventare mamma e più passa il tempo, più il giorno della festa della mamma diventa doloroso.
non per invidia nei confronti delle altre mamme, ma semplicemente perché hai voglia che qualcuno ti faccia gli auguri, ti butti le braccia al collo per darti un abbraccio forte e farti capire in questo giorno che sei importante, e riempirti di baci.
Quest'anno è stata la mia festa.
Sono tornata dal lavoro e Pisellino e marito mi aspettavano con il regalo e un meraviglioso biglietto di auguri con una poesia dedicata a me.
Sono stata la più felice del mondo.
e sono la più fortunata del mondo, me ne accorgo ogni giorno.
Vivere accanto a lui è uno spettacolo, sentirlo parlare e vederlo giocare è una cosa che mi riempie il cuore.
E allora quest'anno tanti tanti tanti auguri a me, che possa diventare una mamma fantastica e possa essere in grado di coccolarlo, comprenderlo e consolarlo per tutto il resto della sua vita. 

Storia di un bambino adottato

C’erano due donne che non si erano mai conosciute,
una la ricordi, l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore,
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome.
Una il seme della crescita, l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni,
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente, da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due. Solo da due diversi amori.

Madre Teresa di Calcutta


mercoledì 28 marzo 2018

Per sempre con noi

Ci sono giorni belli e giorni brutti.
Ci sono giornate speciali, che vale la pena ricordare per sempre, come il giorno in cui io e marito ci siamo sposati, o quando è arrivato Pisellino.
Ci sono giornate che già alle 8.30 di mattina sono in grado di cambiarti la vita.
Devo fare una premessa.
Per l'adozione nazionale ci sono dei tempi tecnici. Innanzitutto quando il bambino arriva nella nuova famiglia o è in uno stato di collocamento provvisorio (a scopo adozione), o in affido pre - adottivo. Per l'adozione internazionale è un po' diverso, nel senso che nella maggior parte dei paesi, nel momento in cui il bambino viene a casa con noi, è a tutti gli effetti nostro figlio, mentre in pochi paesi vi è una sorta di affido pre - adottivo come in Italia.
Cosa comporta l'affido pre - adottivo?
Che innanzitutto la famiglia biologica possa fare ricorso (anche se il bambino non viene riconosciuto alla nascita), e se fa ricorso si allungano i tempi dell'affido pre - adottivo. Inoltre il bambino può essere sotto "rischio giuridico", che sta a significare che è in una sorta di limbo, e potrebbe essere riaccolto nella famiglia biologica in qualsiasi momento.
Infine, l'affido pre - adottivo, dura di solito 12 mesi. In questi 12 mesi non è ancora nostro figlio dal punto di vista legislativo, perché non ha il nostro cognome, non ha la nostra residenza, non è nel nostro stato di famiglia.
In questi 12 mesi si è "controllati" dai servizi sociali territoriali, che devono valutare se ci stiamo comportando più o meno bene, e si siamo in grado di fare i genitori. Alla fine di questi 12 mesi, i servizi sociali scrivono una relazione per il tribunale, che, se positiva, decreta l'adozione definitiva.
Il bimbo prende il nostro cognome, ed è finalmente nel nostro stato di famiglia.
Tutta questa premessa per dire che, il nostro periodo "buio" è terminato.
Che Pisellino rimarrà per sempre con noi.
Che quel macigno sul cuore è caduto.
Questa mattina ero a donare il plasma; alla fine della procedura, mentre l'infermiera mi metteva il cerotto, mi ha suonato il telefono. Era la chiamata che aspettavo, non potevo non rispondere.
Lei mi ha detto quello che speravo. Sono crollata in un pianto, anche se c'erano almeno 6 persone vicino a me. La tipa al telefono mi ha detto "signora, ci sentiamo magari un'altra volta quando si sente meglio :-)"
Sì, forse è meglio.
Ho continuato a piangere, anche al telefono con marito.
Poi con la mia sorella, con il mio babbo, con la mia mamma.
Con Pisellino che mi guardava ridendo perché non capiva cosa stesse succedendo.
Mi sento leggera.
Mi sento felice.

Risultati immagini per draw family with dog

domenica 18 marzo 2018

La festa

Era l’8 aprile 2014.
Ho scritto un post dal titolo “i sogni son desideri”. Raccontavo la grande festa che avrei organizzato per lui.
Ed ecco che quel sogno (desiderio) è diventato realtà. 
Cenerentola cantava “tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà”. 
C’è stata quella grande festa che organizzavo nel mio cervello da anni. 
C’erano i nostri genitori/fratelli/nipoti. Poi c’erano tutte le persone a cui vogliamo più bene. Che hanno condiviso il cammino verso Pisellino con noi. Il dolore iniziale, poi la fase di preparazione, poi l’attesa, poi finalmente l’arrivo. 
Ognuna delle persone che era presente è stata un tassello importante della nostra storia insieme a lui. 
Lui è stato felice, anzi no. Felicissimo. Gioioso, sereno, spensierato. 
È stato il suo giorno, la sua festa.
Quanto se l’è meritata!!! E del resto, avevamo festeggiamenti arretrati da festeggiare.
Tra cui sicuramente, il giorno della sua nascita, in cui non siamo potuti essere presenti. 
Quando sarà più grande gli racconterò questa giornata. 
Gli racconterò di tutte le persone che erano lì per lui e solo per lui.
 Di tutti quelli che gli vogliono così immensamente bene anche se non lo abbiamo creato noi.
Di tutti quelli che hanno gioito del suo arrivo. 
Abbiamo una famiglia speciale, e degli amici speciali. 
Auguro a te Pisellino, tutta la felicità del mondo.
Quella che all’inizio la vita non ha voluto darti. Quella che quando sarai un po’ più grande ti metterà tristezza e malinconia. 
Ti auguro di poter curare e alleviare quel dolore che prima o poi, un giorno, dovrei affrontare.
Sappi che qui ti amiamo, infinitamente, incodizionatamente. 
Sei la nostra gioia, la nostra vita, e il frutto del nostro amore. 
Buona meravigliosa vita Angelo nostro!!!
Il babbo, la mamma e la Gioia ❤️

Risultati immagini per sogno

giovedì 1 febbraio 2018

Il dolore

Nella mia testa mi chiedo spesso se gli sbalzi di umore e i cambiamenti di abitudine siano comuni a tutti i bambini, biologici e adottati.
Perché mio figlio passa da giornate di estrema tranquillità, in cui rinnega il ciuccio, e va a dormire parlando, a giornate in cui il ciuccio quasi lo ingoia, e si addormenta dopo aver pianto per mezz’ora, dopo avergli raccontato la sua storia, esserci seduti di fianco al lettino e fatto le coccole, tenuto in braccio per mezz’ora e cullato e coccolato.
Ieri sera è stata una di quelle da sbattere la testa contro il muro. Dopo aver letto la favola, averlo coccolato e baciato, ogni volta che provavano (a turno io e marito) a metterlo nel lettino, era un pianto straziante. Senza contare che sembrava quasi voler scavalcare e buttarsi giù. Un pianto disperato, e nonostante le mille parole “non ti lascerò mai”, e “la mamma è qui accanto, e domattina ti viene a svegliare con mille baci”, la disperazione non si è placata. Mi prendeva la mano e se la metteva sul cuore, e poi mi stringeva forte e mi guardava e mi baciava, e poi mi stringeva di nuovo, e poi ancora baci. All’1.30 dopo essere quasi andata fuori di testa, e dopo aver fatto intervenire marito, Pisellino è venuto a letto con noi. Ed è rimasto sveglio fino alle 5, e ogni volta che mi spostavo mi cercava con la mano.
Fino a che me lo sono messa addosso, come si fa con un neonato. E si è addormentato.
Possibile che in un corpicino così piccolo ci sia la paura dell’abbandono? Possibile che questo volerci accanto a tutti i costi sia paura che a risveglio non ci siamo più?
E come faccio, ad una creatura così piccola, indifesa e che ha già sofferto così tanto, a farle capire che la sua mamma e il suo babbo ci saranno per sempre?
Oggi ho il cuore che sanguina. Vorrei avere milioni di risposte e milioni di strumenti per poter esser in grado di affrontare tutto quanto. Forse arriveranno col tempo gli strumenti. E le risposte, forse non arriveranno mai. Ma voglio tanto che quel dolore guarisca, e che il coraggio prenda il posto della paura. Dai piccolo mio, ce la faremo!!!



lunedì 25 dicembre 2017

Natale

Natale.
La mia festa preferita. E la festa preferita di Cristian.
Il giorno dell’anno che aspettiamo con più emozione, perché si aprono i regali, perché si sta in famiglia. Tutti insieme, a mangiare, chiacchierare, fare giochi di società.
Quest’anno c’era anche lui. Il mio sogno, il mio desiderio di anni, la mia speranza, la mia ricchezza.
Come ha detto mia sorella “il pezzo del puzzle che mancava”.
Oggi è stata la nostra giornata. 
Dopo la minaccia di marito a Pisellino di ieri sera "se non ti svegli entro le 8 apro i regali da solo!!!", ecco che Pisellino alle 8 precise ha chiamato. Ed è venuto nel lettone con noi. 
Eravamo tutti e 4 insieme. Il giorno di Natale. La nostra giornata non poteva cominciare meglio di così.
Poi tutti ad aprire gli innumerevoli regali. Quasi non si riusciva più a stare in casa. 
Ma è stato bellissimo.


Tutta la giornata è stata bellissima, e ovviamente lui è stato il protagonista indiscusso. La creatura che aspettavamo da anni, tutti. 
e come ha detto una cara amica e mamma di cuore "Il Natale è sempre stato un giorno di felicità, ma ha sempre avuto un velo di tristezza, fino a quest'anno". Anche lei è diventata mamma di cuore, un mese prima dell'arrivo di Pisellino. 
Ora lui è nel suo lettino, e parla parla parla. 
Dopo l'incontro con assistente sociale e psicologa di una settimana fa, noi abbiamo cambiato atteggiamento con lui, e lui lo ha cambiato con noi.
Ci prendiamo le testate, ma non ne facciamo drammi. Non facciamo vedere che rimaniamo sconvolti, o particolarmente dispiaciuti. E per questo motivo lui sta perdendo interesse a darle. 
Sono ormai diversi giorni che è particolarmente felice, parla continuamente, ride continuamente. E non vuole più il ciuccio. Ma vuole tante coccole, vuole abbracci infiniti, soprattutto prima di andare a letto. 
Vuole avere la certezza che quando si sveglierà, noi saremo ancora lì. 
E noi saremo ancora lì, sempre. Ogni giorno e per tantissimi Natali a venire. 
Il nostro regalo di Natale sei stato tu, qualche mese fa. 
Ora ti festeggiamo, ogni giorno, perché sei il dono più atteso e desiderato del mondo. 
Ti amiamo. Buon Natale angelo nostro. 
Mamma, babbo, Gioia

venerdì 8 dicembre 2017

L'albero di Natale

Per anni, da fidanzata e poi moglie, ho sognato questo giorno. Il giorno in cui tutta la famiglia al completo, bimbo compreso e cane compreso, si mettevano a fare l'albero di Natale insieme, con le canzoni di Natale in sottofondo. 
Quest'anno è stato così, per la prima volta. C'eravamo proprio tutti. 
L'8 dicembre da quando io e Cristian stiamo insieme è sempre stato il giorno in cui insieme diamo inizio al periodo più bello dell'anno.
L'emozione al risveglio dell'8 dicembre e della magia del Natale, le decorazioni pronte, le palline e l'albero pronti per essere preparati. 
Quest'anno c'eravamo noi 2, la Gioia, e ovviamente Pisellino. 
Che guardava e toglieva ogni decorazione; che giocava con le palline dell'albero. 
Che ascoltava le canzoni di Natale del suo carillon . 



E allora nonostante tutto, nonostante le testate, la signora rabbia che incombe inesorabile, i pianti, gli urli, i fiumi di lacrime che ci hanno accompagnato in questi mesi, e che ci accompagnano anche in questo giorno, noi ci amiamo. Lo amiamo, profondamente. 
E se al tempo stesso mi sento la mamma più inadatta e incapace del mondo, allo stesso tempo ho la grande consapevolezza che lo amo da morire. 
E se il mio cuore si strugge dal dolore quando lo vedo piangere, dimenarsi, soffrire, e arrabbiarsi, il mio cuore allo stesso tempo batte per lui. 
Quest'anno è il tuo primo Natale in famiglia. 

Il Natale è per me e il tuo babbo un periodo e un giorno magico, perché la famiglia sta insieme, e si è più uniti che in qualsiasi altro giorno dell'anno.
Quest'anno entri a far parte anche tu di questa famiglia.

una famiglia che ti amava ancor prima che tu nascessi, una famiglia che farà di tutto per farti guarire dal dolore e della rabbia. Una famiglia che ti ha aspettato per anni e che non vede l'ora di condividere i cappelletti in brodo con te. 

Buon magico periodo di Natale amore mio!!!



e qui ci siamo tutti...
- Rabbia --> pisellino
- Gioia --> Gioia
- Tristezza --> mamma
- Disgusto --> babbo
- Paura --> nonna
:-)

martedì 14 novembre 2017

Un dolore così grande

Credo che oggi pomeriggio sia stato il momento più duro e psicologicamente struggente di questi 5 mesi. 
Un pianto vero, profondo, inconsolabile. 
Un pianto di quelli che a te mamma e a te babbo ti fanno il cuore in mille pezzi.
Perché ti senti impotente, perché non puoi far fronte al dolore che sta provando quel corpicino. 
Lo vedi che ti guarda con quei due occhioni come a dirti “ma non lo vedi che sto male???” 
E te stai lì, come un’ebete, a stringerlo, a coccolarlo, ad accarezzarlo. 
Ma lui è sempre più triste e arrabbiato, e mi da’ testate, e poi mi picchia, e io comincio a piangere con lui perché non so affrontare un dolore così forte.
Non trovo giusto che una creatura così piccola provi un dolore tanto grande, soprattutto se non ha fatto niente per trovarsi in questa situazione. 
Io oggi sono più vecchia; distrutta, rugosa, acciaccata. 
Ho un dolore dentro che mi divora. 
Voglio che sia felice, sereno. Solo questo. 
Non lo voglio ricco, bello, o un fenomeno del calcio.
Solo felice, perché la vita è stata già abbastanza ingiusta con lui fino ad ora, e non credo nessuno meriti un dolore così forte a questa età. 
Ti amo piccolo mio, 
Sii felice. 

sabato 28 ottobre 2017

Psicoanalisi

A me parlare con l’assistente sociale e la psicologa piace.



Mi piace perché mi posso in qualche modo sfogare.
Perché posso raccontare un sacco di cose e avere un parere professionale da loro che di storie di adozione ne hanno viste a bizzeffe. 
Forse mi piace anche perché non mi sento più giudicata come prima. 
Quando eravamo nella fase dell’istruttoria il loro parere contava parecchio, perché dovevano scrivere la relazione e spettava a loro, per primi, decidere se eravamo “idonei” a diventare genitori o meno. 
Adesso non sento questo peso, e mi godo la chiacchierata con loro.
Mi piace sentirmi chiedere “come mi sento”, come si comporta Pisellino e come mi sento quando si comporta così. 
Mi piace sentirmi raccontare la loro lettura psicologica e psicoanalizzata del suoi comportamenti, e capire quello che noi poveri genitori non riusciamo a cogliere.
Mi piace sentirmi dire che se le testate le da’a me e non ad un altri o contro il tavolo come faceva tempo fa, è perché la mamma “fa meno male” e la mamma “ accoglie”. 
Mi piace che abbiano apprezzato come stiamo affrontando questo problema, e il modo che abbiamo trovato per limitare i danni, prevenire le testate e prevedere il suo stato d’animo.
Hanno voluto vedere le foto e sono rimaste entusiaste. 
Gli abbiamo regalato la favola che abbiamo scritto.
Gli abbiamo dato la lettera che abbiamo scritto e che Pisellino leggerá quando sarà in grado di leggere. È la sua storia, per quel che ne sappiamo. E l’inizio della nostra vita insieme. 
Esci da quell’ufficio un po’ più leggero, un po’ più rilassato, un po’ più “genitore”.
Ed è una bella sensazione.
E io sono felice. 

venerdì 29 settembre 2017

4 chiacchiere con l'assistente sociale

Mercoledì mattina incontro con l'assistente sociale, quella che ci ha seguito in parte durante l'istruttoria. 
Quella che ci aveva cominciato a seguire nel post adozione è andata in aspettativa, e così ci ha preso in carico lei. 
Avevo un sacco bisogno di far quattro chiacchiere, per confrontarmi con chi ne sa di più, con chi ne ha viste di ogni, e con chi forse sapeva dare una risposta alle mie domande. 
Pisellino è stato bravissimo; ha giocato tutto il tempo nel suo ufficio con mille milioni di cose diverse. 
Lei è stata molto contenta, perché l'ha trovato sereno, tranquillo e molto legato a noi. 
Io le ho raccontato subito quello che mi duole al cuore: le testate. 
Pisellino dà le testate, prevalentemente a me. 
Quando è arrabbiato, quando gli dico di "no" per qualcosa, mi dà una bella testata. E se sono lontana, si avvicina, e mi dà una testata contro le gambe. 
Se cerchi su Google "mio figlio dà le testate" trovi 6000 mamme che raccontano questa cosa. Ma siccome il mio bambino ha un vissuto, che purtroppo io in parte non conosco, avevo e ho paura che questa rabbia manifestata con le testate sia espressione di qualcosa vissuto e provato in passato, che adesso viene fuori e gli fa male. 




Lei ci ha dato ragione, anche e soprattutto per il fatto che le testate sono principalmente rivolte a me, pochissimo al suo babbo, per niente ai nonni, zii e cugini. La mamma è il pungiball di casa. 
Da sola ho capito che: 
- gli urli non funzionano
- la sculacciata simbolica sul pannolino non funziona
- ignorarlo non funziona
- sgridarlo non funziona
- farmi vedere triste o addolorata non funziona

Stiamo testando il dialogo. Io parlo, non mi arrabbio, non alzo la voce. Gli dico "no Pisellino, perché mi fai, e ti fai male. Non sbattere la testa contro la mamma". L'assistente sociale ha aggiunto una cosa interessante: far spostare la rabbia su un oggetto. Per esempio "prendiamo la pallina della rabbia e lanciamola. Pisellino, quando sei arrabbiato, corriamo a prendere la pallina della rabbia, e la tiriamo". Funzionerà??? Proviamo.
Ci ha fatto vedere il lato positivo della sua dimostrazione di rabbia, ovvero che la rabbia la tira fuori. 
Non è un bambino introspettivo, non tiene tutto dentro, ma quello che lo addolora lo vomita addosso. Anzi, me lo vomita addosso :-)
Ci ha anche fatto notare come noi tutti quando siamo arrabbiati ce la prendiamo con le persone di cui ci fidiamo, con cui siamo più in confidenza. Non andiamo dal primo estraneo a dirgli che siamo arrabbiati. Questo mostra come lui abbia riconosciuto che ci sono io per lui, che posso aiutarlo, che lo ascolto, e che sono disposta a coccolarlo e consolarlo quando è arrabbiato. 
L'incontro è stato proficuo, utile, e mi ha rasserenato il cuore. 
Mi ci voleva, forse ci voleva a tutti e 3. 
Ci ha detto che abbiamo fatto un ottimo lavoro, e che è molto contenta di come Pisellino dopo nemmeno 4 mesi sia così profondamente legato a noi. 
E noi siamo felici. Anzi, di più. 


martedì 19 settembre 2017

Vacanze!!!

9 giorni di vacanza tutti e 4 insieme. 
Siamo in dirittura d'arrivo, domani si riparte per tornare a casa.
Resoconto? 
Ha mangiato come un bue, ad ogni pasto. Ha mangiato in ristornanti e baite come fosse a casa sua. Ha mangiato in centro città e a 2500 metri come se non ci fosse un domani.
Ha dormito. Ha dormito ogni pomeriggio almeno 2 ore. Almeno 10 ore per notte (siamo arrivati a 12 ore!!!) ha dormito sullo zaino da trekking, sul passeggino.
Ha pianto un sacco :-) 
Forse il cambio di ambiente, il cambio di "casa", il fatto di non avere tutti i suoi giochi. Di non avere il suo giardino. Di non avere il via vai di nonni, zii e cugini. 
Abbiamo spesso avuto bisogno del ciuccio, nonostante fossero almeno 2 mesi che lo usava solo un paio d'ore di notte. 
Ma è andata bene, e l'esperienza è da riprovare assolutamente. Anche se arrivati a sera eravamo stravolti... un po' per i km macinati, un po' perché la Gioia tira come una matta al guinzaglio, e un po' per star dietro a Pisellino 24 ore al giorno. 
Posti spettacolari, aria buona, e la mia piccola famiglia al completo. 




La nostra prima vacanza, prima fra mille spero. Anche perché io Pisellino ti voglio far vedere il mondo, ti voglio far mangiare riso al curry a colazione, cucinare carne di canguro nel deserto, guardare il sole a mezzanotte e farti fare una passeggiata nel bosco sulla slitta trainata dalle renne. 
Buon giro del mondo piccolo mio!!! 

venerdì 1 settembre 2017

Pisellino e il pianto inconsolabile

Cavolo se è dura a volte...
e come ci si sente piccoli, inutili e sbagliati quelle volte... 
Nelle giornate di crisi di Pisellino ... apriti cielo. 
si piange appena si aprono gli occhi, poi facendo colazione si smette, ma poi si ricomincia.
e poi si piange, piange, piange. E si danno testate.
Si ride un minuto e poi si ricomincia a piangere. E si danno testate.  
Si fa la pennica, ma quando ci si sveglia si piange di nuovo.
E tu ti senti così talmente impotente da non riuscire nemmeno a raccontarlo. 
Credo che la sensazione della neo mamma adottiva sia un po' quella della neo mamma biologica che deve combattere con pianti infiniti da notti insonni, coliche e rigurgiti. 
Io non ho tutto questo, ma ho un Pisellino che piange e che io non so come aiutare.
Ho la tendenza ad attribuire le sue crisi al fatto che sia adottato. Poi in realtà mi ritrovo a cercare su Internet "mio figlio dà le testate", e mi accorgo che altre mille mamme (biologiche, fra l'altro), hanno figli che danno le testate.
Cerco "pianto inconsolabile" e mi ritrovo altre tremila mamme che raccontano come il loro figlio pianga ininterrottamente. E allora mi rassereno, e mi dico che il mio bambino ha problemi come tutti gli altri. Si comporta come tutti gli altri. Piange e dà testate come tanti altri bambini della sua età.
Il mio bambino ha già un suo vissuto, delle sue emozioni, dei ricordi. Non è "nuovo" a tutto. 
Cioè. E'nuovo all'idea di famiglia. E' nuovo all'idea di mamma e babbo.
E questo mi mette in crisi. 
Piange perché é infelice con me?
Piange perché non so dargli quello che desidera?
Piange perché???
E allora mi viene da piangere, e piango davanti a lui perché non riesco a trattenermi. 
Lui mi sorride, mi abbraccia forte, e comincia a baciarmi da farmi togliere il fiato. 
E tutto passa. Come a dirmi "guarda mamma, piango perché non mi ricordo perché piango ma voglio piangere. Tu non piangere".
E allora smette di piangere. E la giornata cambia colore.  

Ho letto un libro, credo che sia stato la causa del mio male al cuore. Mi ha mandato un po' in paranoia. 
25 anni, adottata, si uccide. Perché prova un malessere che non ha saputo esprimere, e porta con sé un "buco" che non è riuscita a riempire. 
La storia è ben scritta, ma triste. E' quello che nessun genitore adottivo vorrebbe succedesse. 
Ma nonostante il senso di infelicità creato da questo libro, porto a casa un insegnamento: affrontare da subito il tema dell'adozione. Far capire a pisellino quanto è stato amato e desiderato. 
Provare a ricostruire e riempire con lui quel "buco" prima che arrivasse da noi. E cercare di guarire dal dolore di quel buco. 
Mi porto a casa qualche spunto. Il più bello è sicuramente la differenza tra abbandonare e lasciare.

  "L'abbandono implica sempre qualcosa di negativo; il lasciare no, al contrario. 
Si lascia ciò che non si è in grado di tenere; si lascia ciò che è talmente prezioso da meritare qualcosa di meglio". 

E poi: 

"La frustrazione e la mancanza si imparano subito. Nessuna madre è perfetta. Nessuna madre è capace. Nessuna madre va bene. 
L'importante è accogliere. E' questo l'amore. Che non ripara niente, ma accetta. Non basta mai, ma soccorre. " 
L'amore che mi resta, Michela Marzano