domenica 27 maggio 2018

Centro estivo

Giuro che ho pensato tanto se mandarlo o meno. 
A settembre scorso era troppo presto, anche a detta della psicologa. 
Era arrivato da poco, e in più era in piena crisi. 
Poi si è deciso per settembre di quest'anno. 
Poi ci è capitata sott'occhio una locandina, e abbiamo deciso di informarci per il centro estivo.

E domani inizia. 
Lui ha una voglia incredibile di stare con i bambini. Si incanta a guardarli e li chiama ogni volta che li vede. 

In più, se ci penso, quello che sono in grado di dare le maestre è tanto diverso da quello che sono in grado di dargli io. Sono due cose diverse, ma complementari. 
Ha bisogno di stare insieme agli altri bambini, di imparare da loro e con loro. 
E so per certo che lui sarà bravissimo e sarà una bellissima esperienza.
Ma che fatica.
Che fatica lasciarlo andare e metterlo nelle mani di qualcun altro. Affidarlo a qualcun altro. 
Ho detto alla maestra "te lo affido, mi raccomando". 
Ha già sofferto tantissimo, ha sofferto l'abbandono e tutto il resto. Ha sofferto per il fatto di non avere una mamma; ha sofferto di non aver avuto una famiglia.
Ora deve capire che la famiglia ce l'ha eccome, e che quella famiglia è pazza di lui.
E che quelle ore al mattino servono a lui per diventare grande, saggio, forte e bello. 
Buona nuova avventura Pisellino!!!


e giusto perché sia di buon auspicio... zainetto a forma di aereo!! Che possa viaggiare tanto nella sua vita, con la fantasia... e con l'aereo :-) 

mercoledì 16 maggio 2018

Festa della mamma 2018: finalmente anche la mia festa :-)

Festa della mamma 2018.
Premetto che non sono una di quelle che festeggia San valentino, la festa della donna, e tutte le altre feste dell'anno.
Ma quando si desidera diventare mamme, il giorno della festa della mamma assume ogni anno un valore particolare.
Più desideri diventare mamma e più passa il tempo, più il giorno della festa della mamma diventa doloroso.
non per invidia nei confronti delle altre mamme, ma semplicemente perché hai voglia che qualcuno ti faccia gli auguri, ti butti le braccia al collo per darti un abbraccio forte e farti capire in questo giorno che sei importante, e riempirti di baci.
Quest'anno è stata la mia festa.
Sono tornata dal lavoro e Pisellino e marito mi aspettavano con il regalo e un meraviglioso biglietto di auguri con una poesia dedicata a me.
Sono stata la più felice del mondo.
e sono la più fortunata del mondo, me ne accorgo ogni giorno.
Vivere accanto a lui è uno spettacolo, sentirlo parlare e vederlo giocare è una cosa che mi riempie il cuore.
E allora quest'anno tanti tanti tanti auguri a me, che possa diventare una mamma fantastica e possa essere in grado di coccolarlo, comprenderlo e consolarlo per tutto il resto della sua vita. 

Storia di un bambino adottato

C’erano due donne che non si erano mai conosciute,
una la ricordi, l’altra la chiami mamma.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno d’amore,
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità, l’altra il nome.
Una il seme della crescita, l’altra uno scopo.
Una ti ha creato emozioni,
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha lasciato, era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora mi chiedi la perenne domanda:
eredità o ambiente, da chi sono plasmato?
Da nessuno dei due. Solo da due diversi amori.

Madre Teresa di Calcutta


mercoledì 28 marzo 2018

Per sempre con noi

Ci sono giorni belli e giorni brutti.
Ci sono giornate speciali, che vale la pena ricordare per sempre, come il giorno in cui io e marito ci siamo sposati, o quando è arrivato Pisellino.
Ci sono giornate che già alle 8.30 di mattina sono in grado di cambiarti la vita.
Devo fare una premessa.
Per l'adozione nazionale ci sono dei tempi tecnici. Innanzitutto quando il bambino arriva nella nuova famiglia o è in uno stato di collocamento provvisorio (a scopo adozione), o in affido pre - adottivo. Per l'adozione internazionale è un po' diverso, nel senso che nella maggior parte dei paesi, nel momento in cui il bambino viene a casa con noi, è a tutti gli effetti nostro figlio, mentre in pochi paesi vi è una sorta di affido pre - adottivo come in Italia.
Cosa comporta l'affido pre - adottivo?
Che innanzitutto la famiglia biologica possa fare ricorso (anche se il bambino non viene riconosciuto alla nascita), e se fa ricorso si allungano i tempi dell'affido pre - adottivo. Inoltre il bambino può essere sotto "rischio giuridico", che sta a significare che è in una sorta di limbo, e potrebbe essere riaccolto nella famiglia biologica in qualsiasi momento.
Infine, l'affido pre - adottivo, dura di solito 12 mesi. In questi 12 mesi non è ancora nostro figlio dal punto di vista legislativo, perché non ha il nostro cognome, non ha la nostra residenza, non è nel nostro stato di famiglia.
In questi 12 mesi si è "controllati" dai servizi sociali territoriali, che devono valutare se ci stiamo comportando più o meno bene, e si siamo in grado di fare i genitori. Alla fine di questi 12 mesi, i servizi sociali scrivono una relazione per il tribunale, che, se positiva, decreta l'adozione definitiva.
Il bimbo prende il nostro cognome, ed è finalmente nel nostro stato di famiglia.
Tutta questa premessa per dire che, il nostro periodo "buio" è terminato.
Che Pisellino rimarrà per sempre con noi.
Che quel macigno sul cuore è caduto.
Questa mattina ero a donare il plasma; alla fine della procedura, mentre l'infermiera mi metteva il cerotto, mi ha suonato il telefono. Era la chiamata che aspettavo, non potevo non rispondere.
Lei mi ha detto quello che speravo. Sono crollata in un pianto, anche se c'erano almeno 6 persone vicino a me. La tipa al telefono mi ha detto "signora, ci sentiamo magari un'altra volta quando si sente meglio :-)"
Sì, forse è meglio.
Ho continuato a piangere, anche al telefono con marito.
Poi con la mia sorella, con il mio babbo, con la mia mamma.
Con Pisellino che mi guardava ridendo perché non capiva cosa stesse succedendo.
Mi sento leggera.
Mi sento felice.

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domenica 18 marzo 2018

La festa

Era l’8 aprile 2014.
Ho scritto un post dal titolo “i sogni son desideri”. Raccontavo la grande festa che avrei organizzato per lui.
Ed ecco che quel sogno (desiderio) è diventato realtà. 
Cenerentola cantava “tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà”. 
C’è stata quella grande festa che organizzavo nel mio cervello da anni. 
C’erano i nostri genitori/fratelli/nipoti. Poi c’erano tutte le persone a cui vogliamo più bene. Che hanno condiviso il cammino verso Pisellino con noi. Il dolore iniziale, poi la fase di preparazione, poi l’attesa, poi finalmente l’arrivo. 
Ognuna delle persone che era presente è stata un tassello importante della nostra storia insieme a lui. 
Lui è stato felice, anzi no. Felicissimo. Gioioso, sereno, spensierato. 
È stato il suo giorno, la sua festa.
Quanto se l’è meritata!!! E del resto, avevamo festeggiamenti arretrati da festeggiare.
Tra cui sicuramente, il giorno della sua nascita, in cui non siamo potuti essere presenti. 
Quando sarà più grande gli racconterò questa giornata. 
Gli racconterò di tutte le persone che erano lì per lui e solo per lui.
 Di tutti quelli che gli vogliono così immensamente bene anche se non lo abbiamo creato noi.
Di tutti quelli che hanno gioito del suo arrivo. 
Abbiamo una famiglia speciale, e degli amici speciali. 
Auguro a te Pisellino, tutta la felicità del mondo.
Quella che all’inizio la vita non ha voluto darti. Quella che quando sarai un po’ più grande ti metterà tristezza e malinconia. 
Ti auguro di poter curare e alleviare quel dolore che prima o poi, un giorno, dovrei affrontare.
Sappi che qui ti amiamo, infinitamente, incodizionatamente. 
Sei la nostra gioia, la nostra vita, e il frutto del nostro amore. 
Buona meravigliosa vita Angelo nostro!!!
Il babbo, la mamma e la Gioia ❤️

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giovedì 1 febbraio 2018

Il dolore

Nella mia testa mi chiedo spesso se gli sbalzi di umore e i cambiamenti di abitudine siano comuni a tutti i bambini, biologici e adottati.
Perché mio figlio passa da giornate di estrema tranquillità, in cui rinnega il ciuccio, e va a dormire parlando, a giornate in cui il ciuccio quasi lo ingoia, e si addormenta dopo aver pianto per mezz’ora, dopo avergli raccontato la sua storia, esserci seduti di fianco al lettino e fatto le coccole, tenuto in braccio per mezz’ora e cullato e coccolato.
Ieri sera è stata una di quelle da sbattere la testa contro il muro. Dopo aver letto la favola, averlo coccolato e baciato, ogni volta che provavano (a turno io e marito) a metterlo nel lettino, era un pianto straziante. Senza contare che sembrava quasi voler scavalcare e buttarsi giù. Un pianto disperato, e nonostante le mille parole “non ti lascerò mai”, e “la mamma è qui accanto, e domattina ti viene a svegliare con mille baci”, la disperazione non si è placata. Mi prendeva la mano e se la metteva sul cuore, e poi mi stringeva forte e mi guardava e mi baciava, e poi mi stringeva di nuovo, e poi ancora baci. All’1.30 dopo essere quasi andata fuori di testa, e dopo aver fatto intervenire marito, Pisellino è venuto a letto con noi. Ed è rimasto sveglio fino alle 5, e ogni volta che mi spostavo mi cercava con la mano.
Fino a che me lo sono messa addosso, come si fa con un neonato. E si è addormentato.
Possibile che in un corpicino così piccolo ci sia la paura dell’abbandono? Possibile che questo volerci accanto a tutti i costi sia paura che a risveglio non ci siamo più?
E come faccio, ad una creatura così piccola, indifesa e che ha già sofferto così tanto, a farle capire che la sua mamma e il suo babbo ci saranno per sempre?
Oggi ho il cuore che sanguina. Vorrei avere milioni di risposte e milioni di strumenti per poter esser in grado di affrontare tutto quanto. Forse arriveranno col tempo gli strumenti. E le risposte, forse non arriveranno mai. Ma voglio tanto che quel dolore guarisca, e che il coraggio prenda il posto della paura. Dai piccolo mio, ce la faremo!!!



lunedì 25 dicembre 2017

Natale

Natale.
La mia festa preferita. E la festa preferita di Cristian.
Il giorno dell’anno che aspettiamo con più emozione, perché si aprono i regali, perché si sta in famiglia. Tutti insieme, a mangiare, chiacchierare, fare giochi di società.
Quest’anno c’era anche lui. Il mio sogno, il mio desiderio di anni, la mia speranza, la mia ricchezza.
Come ha detto mia sorella “il pezzo del puzzle che mancava”.
Oggi è stata la nostra giornata. 
Dopo la minaccia di marito a Pisellino di ieri sera "se non ti svegli entro le 8 apro i regali da solo!!!", ecco che Pisellino alle 8 precise ha chiamato. Ed è venuto nel lettone con noi. 
Eravamo tutti e 4 insieme. Il giorno di Natale. La nostra giornata non poteva cominciare meglio di così.
Poi tutti ad aprire gli innumerevoli regali. Quasi non si riusciva più a stare in casa. 
Ma è stato bellissimo.


Tutta la giornata è stata bellissima, e ovviamente lui è stato il protagonista indiscusso. La creatura che aspettavamo da anni, tutti. 
e come ha detto una cara amica e mamma di cuore "Il Natale è sempre stato un giorno di felicità, ma ha sempre avuto un velo di tristezza, fino a quest'anno". Anche lei è diventata mamma di cuore, un mese prima dell'arrivo di Pisellino. 
Ora lui è nel suo lettino, e parla parla parla. 
Dopo l'incontro con assistente sociale e psicologa di una settimana fa, noi abbiamo cambiato atteggiamento con lui, e lui lo ha cambiato con noi.
Ci prendiamo le testate, ma non ne facciamo drammi. Non facciamo vedere che rimaniamo sconvolti, o particolarmente dispiaciuti. E per questo motivo lui sta perdendo interesse a darle. 
Sono ormai diversi giorni che è particolarmente felice, parla continuamente, ride continuamente. E non vuole più il ciuccio. Ma vuole tante coccole, vuole abbracci infiniti, soprattutto prima di andare a letto. 
Vuole avere la certezza che quando si sveglierà, noi saremo ancora lì. 
E noi saremo ancora lì, sempre. Ogni giorno e per tantissimi Natali a venire. 
Il nostro regalo di Natale sei stato tu, qualche mese fa. 
Ora ti festeggiamo, ogni giorno, perché sei il dono più atteso e desiderato del mondo. 
Ti amiamo. Buon Natale angelo nostro. 
Mamma, babbo, Gioia

venerdì 8 dicembre 2017

L'albero di Natale

Per anni, da fidanzata e poi moglie, ho sognato questo giorno. Il giorno in cui tutta la famiglia al completo, bimbo compreso e cane compreso, si mettevano a fare l'albero di Natale insieme, con le canzoni di Natale in sottofondo. 
Quest'anno è stato così, per la prima volta. C'eravamo proprio tutti. 
L'8 dicembre da quando io e Cristian stiamo insieme è sempre stato il giorno in cui insieme diamo inizio al periodo più bello dell'anno.
L'emozione al risveglio dell'8 dicembre e della magia del Natale, le decorazioni pronte, le palline e l'albero pronti per essere preparati. 
Quest'anno c'eravamo noi 2, la Gioia, e ovviamente Pisellino. 
Che guardava e toglieva ogni decorazione; che giocava con le palline dell'albero. 
Che ascoltava le canzoni di Natale del suo carillon . 



E allora nonostante tutto, nonostante le testate, la signora rabbia che incombe inesorabile, i pianti, gli urli, i fiumi di lacrime che ci hanno accompagnato in questi mesi, e che ci accompagnano anche in questo giorno, noi ci amiamo. Lo amiamo, profondamente. 
E se al tempo stesso mi sento la mamma più inadatta e incapace del mondo, allo stesso tempo ho la grande consapevolezza che lo amo da morire. 
E se il mio cuore si strugge dal dolore quando lo vedo piangere, dimenarsi, soffrire, e arrabbiarsi, il mio cuore allo stesso tempo batte per lui. 
Quest'anno è il tuo primo Natale in famiglia. 

Il Natale è per me e il tuo babbo un periodo e un giorno magico, perché la famiglia sta insieme, e si è più uniti che in qualsiasi altro giorno dell'anno.
Quest'anno entri a far parte anche tu di questa famiglia.

una famiglia che ti amava ancor prima che tu nascessi, una famiglia che farà di tutto per farti guarire dal dolore e della rabbia. Una famiglia che ti ha aspettato per anni e che non vede l'ora di condividere i cappelletti in brodo con te. 

Buon magico periodo di Natale amore mio!!!



e qui ci siamo tutti...
- Rabbia --> pisellino
- Gioia --> Gioia
- Tristezza --> mamma
- Disgusto --> babbo
- Paura --> nonna
:-)

martedì 14 novembre 2017

Un dolore così grande

Credo che oggi pomeriggio sia stato il momento più duro e psicologicamente struggente di questi 5 mesi. 
Un pianto vero, profondo, inconsolabile. 
Un pianto di quelli che a te mamma e a te babbo ti fanno il cuore in mille pezzi.
Perché ti senti impotente, perché non puoi far fronte al dolore che sta provando quel corpicino. 
Lo vedi che ti guarda con quei due occhioni come a dirti “ma non lo vedi che sto male???” 
E te stai lì, come un’ebete, a stringerlo, a coccolarlo, ad accarezzarlo. 
Ma lui è sempre più triste e arrabbiato, e mi da’ testate, e poi mi picchia, e io comincio a piangere con lui perché non so affrontare un dolore così forte.
Non trovo giusto che una creatura così piccola provi un dolore tanto grande, soprattutto se non ha fatto niente per trovarsi in questa situazione. 
Io oggi sono più vecchia; distrutta, rugosa, acciaccata. 
Ho un dolore dentro che mi divora. 
Voglio che sia felice, sereno. Solo questo. 
Non lo voglio ricco, bello, o un fenomeno del calcio.
Solo felice, perché la vita è stata già abbastanza ingiusta con lui fino ad ora, e non credo nessuno meriti un dolore così forte a questa età. 
Ti amo piccolo mio, 
Sii felice. 

sabato 28 ottobre 2017

Psicoanalisi

A me parlare con l’assistente sociale e la psicologa piace.



Mi piace perché mi posso in qualche modo sfogare.
Perché posso raccontare un sacco di cose e avere un parere professionale da loro che di storie di adozione ne hanno viste a bizzeffe. 
Forse mi piace anche perché non mi sento più giudicata come prima. 
Quando eravamo nella fase dell’istruttoria il loro parere contava parecchio, perché dovevano scrivere la relazione e spettava a loro, per primi, decidere se eravamo “idonei” a diventare genitori o meno. 
Adesso non sento questo peso, e mi godo la chiacchierata con loro.
Mi piace sentirmi chiedere “come mi sento”, come si comporta Pisellino e come mi sento quando si comporta così. 
Mi piace sentirmi raccontare la loro lettura psicologica e psicoanalizzata del suoi comportamenti, e capire quello che noi poveri genitori non riusciamo a cogliere.
Mi piace sentirmi dire che se le testate le da’a me e non ad un altri o contro il tavolo come faceva tempo fa, è perché la mamma “fa meno male” e la mamma “ accoglie”. 
Mi piace che abbiano apprezzato come stiamo affrontando questo problema, e il modo che abbiamo trovato per limitare i danni, prevenire le testate e prevedere il suo stato d’animo.
Hanno voluto vedere le foto e sono rimaste entusiaste. 
Gli abbiamo regalato la favola che abbiamo scritto.
Gli abbiamo dato la lettera che abbiamo scritto e che Pisellino leggerá quando sarà in grado di leggere. È la sua storia, per quel che ne sappiamo. E l’inizio della nostra vita insieme. 
Esci da quell’ufficio un po’ più leggero, un po’ più rilassato, un po’ più “genitore”.
Ed è una bella sensazione.
E io sono felice. 

venerdì 29 settembre 2017

4 chiacchiere con l'assistente sociale

Mercoledì mattina incontro con l'assistente sociale, quella che ci ha seguito in parte durante l'istruttoria. 
Quella che ci aveva cominciato a seguire nel post adozione è andata in aspettativa, e così ci ha preso in carico lei. 
Avevo un sacco bisogno di far quattro chiacchiere, per confrontarmi con chi ne sa di più, con chi ne ha viste di ogni, e con chi forse sapeva dare una risposta alle mie domande. 
Pisellino è stato bravissimo; ha giocato tutto il tempo nel suo ufficio con mille milioni di cose diverse. 
Lei è stata molto contenta, perché l'ha trovato sereno, tranquillo e molto legato a noi. 
Io le ho raccontato subito quello che mi duole al cuore: le testate. 
Pisellino dà le testate, prevalentemente a me. 
Quando è arrabbiato, quando gli dico di "no" per qualcosa, mi dà una bella testata. E se sono lontana, si avvicina, e mi dà una testata contro le gambe. 
Se cerchi su Google "mio figlio dà le testate" trovi 6000 mamme che raccontano questa cosa. Ma siccome il mio bambino ha un vissuto, che purtroppo io in parte non conosco, avevo e ho paura che questa rabbia manifestata con le testate sia espressione di qualcosa vissuto e provato in passato, che adesso viene fuori e gli fa male. 




Lei ci ha dato ragione, anche e soprattutto per il fatto che le testate sono principalmente rivolte a me, pochissimo al suo babbo, per niente ai nonni, zii e cugini. La mamma è il pungiball di casa. 
Da sola ho capito che: 
- gli urli non funzionano
- la sculacciata simbolica sul pannolino non funziona
- ignorarlo non funziona
- sgridarlo non funziona
- farmi vedere triste o addolorata non funziona

Stiamo testando il dialogo. Io parlo, non mi arrabbio, non alzo la voce. Gli dico "no Pisellino, perché mi fai, e ti fai male. Non sbattere la testa contro la mamma". L'assistente sociale ha aggiunto una cosa interessante: far spostare la rabbia su un oggetto. Per esempio "prendiamo la pallina della rabbia e lanciamola. Pisellino, quando sei arrabbiato, corriamo a prendere la pallina della rabbia, e la tiriamo". Funzionerà??? Proviamo.
Ci ha fatto vedere il lato positivo della sua dimostrazione di rabbia, ovvero che la rabbia la tira fuori. 
Non è un bambino introspettivo, non tiene tutto dentro, ma quello che lo addolora lo vomita addosso. Anzi, me lo vomita addosso :-)
Ci ha anche fatto notare come noi tutti quando siamo arrabbiati ce la prendiamo con le persone di cui ci fidiamo, con cui siamo più in confidenza. Non andiamo dal primo estraneo a dirgli che siamo arrabbiati. Questo mostra come lui abbia riconosciuto che ci sono io per lui, che posso aiutarlo, che lo ascolto, e che sono disposta a coccolarlo e consolarlo quando è arrabbiato. 
L'incontro è stato proficuo, utile, e mi ha rasserenato il cuore. 
Mi ci voleva, forse ci voleva a tutti e 3. 
Ci ha detto che abbiamo fatto un ottimo lavoro, e che è molto contenta di come Pisellino dopo nemmeno 4 mesi sia così profondamente legato a noi. 
E noi siamo felici. Anzi, di più. 


martedì 19 settembre 2017

Vacanze!!!

9 giorni di vacanza tutti e 4 insieme. 
Siamo in dirittura d'arrivo, domani si riparte per tornare a casa.
Resoconto? 
Ha mangiato come un bue, ad ogni pasto. Ha mangiato in ristornanti e baite come fosse a casa sua. Ha mangiato in centro città e a 2500 metri come se non ci fosse un domani.
Ha dormito. Ha dormito ogni pomeriggio almeno 2 ore. Almeno 10 ore per notte (siamo arrivati a 12 ore!!!) ha dormito sullo zaino da trekking, sul passeggino.
Ha pianto un sacco :-) 
Forse il cambio di ambiente, il cambio di "casa", il fatto di non avere tutti i suoi giochi. Di non avere il suo giardino. Di non avere il via vai di nonni, zii e cugini. 
Abbiamo spesso avuto bisogno del ciuccio, nonostante fossero almeno 2 mesi che lo usava solo un paio d'ore di notte. 
Ma è andata bene, e l'esperienza è da riprovare assolutamente. Anche se arrivati a sera eravamo stravolti... un po' per i km macinati, un po' perché la Gioia tira come una matta al guinzaglio, e un po' per star dietro a Pisellino 24 ore al giorno. 
Posti spettacolari, aria buona, e la mia piccola famiglia al completo. 




La nostra prima vacanza, prima fra mille spero. Anche perché io Pisellino ti voglio far vedere il mondo, ti voglio far mangiare riso al curry a colazione, cucinare carne di canguro nel deserto, guardare il sole a mezzanotte e farti fare una passeggiata nel bosco sulla slitta trainata dalle renne. 
Buon giro del mondo piccolo mio!!! 

venerdì 1 settembre 2017

Pisellino e il pianto inconsolabile

Cavolo se è dura a volte...
e come ci si sente piccoli, inutili e sbagliati quelle volte... 
Nelle giornate di crisi di Pisellino ... apriti cielo. 
si piange appena si aprono gli occhi, poi facendo colazione si smette, ma poi si ricomincia.
e poi si piange, piange, piange. E si danno testate.
Si ride un minuto e poi si ricomincia a piangere. E si danno testate.  
Si fa la pennica, ma quando ci si sveglia si piange di nuovo.
E tu ti senti così talmente impotente da non riuscire nemmeno a raccontarlo. 
Credo che la sensazione della neo mamma adottiva sia un po' quella della neo mamma biologica che deve combattere con pianti infiniti da notti insonni, coliche e rigurgiti. 
Io non ho tutto questo, ma ho un Pisellino che piange e che io non so come aiutare.
Ho la tendenza ad attribuire le sue crisi al fatto che sia adottato. Poi in realtà mi ritrovo a cercare su Internet "mio figlio dà le testate", e mi accorgo che altre mille mamme (biologiche, fra l'altro), hanno figli che danno le testate.
Cerco "pianto inconsolabile" e mi ritrovo altre tremila mamme che raccontano come il loro figlio pianga ininterrottamente. E allora mi rassereno, e mi dico che il mio bambino ha problemi come tutti gli altri. Si comporta come tutti gli altri. Piange e dà testate come tanti altri bambini della sua età.
Il mio bambino ha già un suo vissuto, delle sue emozioni, dei ricordi. Non è "nuovo" a tutto. 
Cioè. E'nuovo all'idea di famiglia. E' nuovo all'idea di mamma e babbo.
E questo mi mette in crisi. 
Piange perché é infelice con me?
Piange perché non so dargli quello che desidera?
Piange perché???
E allora mi viene da piangere, e piango davanti a lui perché non riesco a trattenermi. 
Lui mi sorride, mi abbraccia forte, e comincia a baciarmi da farmi togliere il fiato. 
E tutto passa. Come a dirmi "guarda mamma, piango perché non mi ricordo perché piango ma voglio piangere. Tu non piangere".
E allora smette di piangere. E la giornata cambia colore.  

Ho letto un libro, credo che sia stato la causa del mio male al cuore. Mi ha mandato un po' in paranoia. 
25 anni, adottata, si uccide. Perché prova un malessere che non ha saputo esprimere, e porta con sé un "buco" che non è riuscita a riempire. 
La storia è ben scritta, ma triste. E' quello che nessun genitore adottivo vorrebbe succedesse. 
Ma nonostante il senso di infelicità creato da questo libro, porto a casa un insegnamento: affrontare da subito il tema dell'adozione. Far capire a pisellino quanto è stato amato e desiderato. 
Provare a ricostruire e riempire con lui quel "buco" prima che arrivasse da noi. E cercare di guarire dal dolore di quel buco. 
Mi porto a casa qualche spunto. Il più bello è sicuramente la differenza tra abbandonare e lasciare.

  "L'abbandono implica sempre qualcosa di negativo; il lasciare no, al contrario. 
Si lascia ciò che non si è in grado di tenere; si lascia ciò che è talmente prezioso da meritare qualcosa di meglio". 

E poi: 

"La frustrazione e la mancanza si imparano subito. Nessuna madre è perfetta. Nessuna madre è capace. Nessuna madre va bene. 
L'importante è accogliere. E' questo l'amore. Che non ripara niente, ma accetta. Non basta mai, ma soccorre. " 
L'amore che mi resta, Michela Marzano 



martedì 22 agosto 2017

Honolulu... arrivo!!!

Ne "la spada nella roccia" Mago Merlino, stanco di essere preso in giro, decide di partire per Honolulu. 
Per anni da bambina mi sono chiesta sa questa "Honolulu" esistesse veramente, fino a che da grandina, ho scoperto che c'è :-)


Quando le giornate si fanno pesanti e Pisellino fa capricci o non fa altro che piangere, e la Gioia decide che anche la sua giornata è "no", mi sembra di crepare. 
Arrivo a sera stravolta, ma con la consapevolezza che il giorno dopo sarà migliore e che al risveglio mi sarò già dimenticata della giornata prima.
Ora, a mettermi in difficoltà ci si mettono i nonni.
Io so che i nonni nascono per viziare i nipoti, per fargli fare ciò che vogliono.
E sono tremendamente felice che mio figlio ne abbia 4 di nonni, visto che io ne ho "vissuta" solo una e che era anche malata.
Ma non possono e non devono criticare il lavoro e gli sforzi che io e marito facciamo ogni giorno. 
So che nostro figlio è piccolo, ma delle regole dobbiamo dargliele, perché così deve essere.
Deve capire cosa può o non può fare.
Deve capire quando sbaglia.
E questo non perché vogliamo un soldatino, ma perché è così tremendamente intelligente che so per certo che quello che gli diciamo lui lo capisce.
Non voglio il figlio perfetto, io per prima non lo sono stata.
Ma tra qualche anno arriveranno i problemi quelli grossi, le crisi quelle vere, e credo che se a quelle di sommeranno i comportamenti anarchici di un bambino che non si è mai sentito dire di no, bè... apriti cielo. 
Mio figlio è speciale, davvero.
Ha aspettato così tanto una famiglia che adesso, ogni giorno, non perde occasione per farti capire quanto aveva voglia di famiglia. Ti stringe forte da togliere il fiato. Ti bacia in maniera così vera e appassionata, che un bacio così non si è mai visto nemmeno in Titanic. 
Ma deve essere ripreso, sgridato e capire cosa è giusto e cosa no. 
Perché il suo cammino sarà lungo e difficile, e noi vorremmo che lui fosse in grado di affrontare la vita con coraggio, forza e perseveranza. 
Buona vita pisellino, ti auguro che tutti i tuoi desideri diventino realtà!! 
La mamma, il babbo e la Gioia ti amano da matti!! 
E nel frattempo... 
mangi come un re 👑...


lunedì 7 agosto 2017

Teniamo botta!!!

La mamma è di nuovo in ospedale... questa volta la situazione si era complicata. Siamo ancora un po' in alto mare, ma speriamo che la cosa si sistemi completamente, anche se magari ci vorrà del tempo.
Nel frattempo, oltre alla Gioia che è tornata cucciola (!!!!) e fa la scema (non che fosse mai neurologicamente maturata), anche Pisellino da' il suo bel da fare. 


Vuoi i ritmi, le preoccupazioni che probabilmente lui riesce a percepire per quanto noi cerchiamo di comportarci normalmente, vuoi che magari stia venendo fuori quella " crisi" di cui parlava la psicologa... 
La psicologa appena Pisellino è arrivato a casa, ha chiesto come si era comportato durante i primi giorni con noi. Noi abbiamo detto che si era ambientato al punto da sembrare che avesse sempre vissuto qui. In più era tranquillo, e piangeva pochissimo. Lei ci aveva detto :"Bene, ma potrebbe arrivare la crisi, prima o poi. O magari no".
Ora, io non so se è la crisi, o il caldo, o la tensione per la mamma, ma lui piange tantissimo. E l'unica consolazione è tenerlo in braccio.
Alcune amiche mi hanno aggiunto ad un gruppo WhatsApp di "new mamme". Pensiero carino, peccato che io non nè la montata lattea e nemmeno problemi di cordone ombelicale. Ma leggo come si comportano i loro figli (neonati). Ecco,  il mio si comporta nello stesso modo. Pensavo quasi di comprarmi quelle fasce per tenere i neonati sempre attaccati... anche se lui è qualche kg in più!!!! :-))))
Io e marito crediamo abbia bisogno più che mai del contatto con noi. Che abbia voglia di sperimentare tutti quei comportamenti che non ha potuto avere; che abbia voglia di essere coccolato, abbracciato e sbaciucchiato come nella sua vita non ha mai potuto fare.  
Tutti meritano una mamma. Tutti meritano di essere tenuti in braccio, essere stretti e amati. E se lui non ha potuto avere tutto questo quando era piccolo, bè, lo avrà adesso. E con gli interessi. Speriamo solo che si abbassino le temperature così magari viene anche più facile tenerselo addosso :-) 





venerdì 28 luglio 2017

Il mestiere più difficile del mondo

Tutti dai tempi dei tempi dicono che fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo.
Ma finché non ci sbatti la testa non capisci cosa voglia dire. 
Io so solo che arrivo a sera che sono stravolta, e mai il lavoro mi ha ridotto così, nemmeno ai tempi dei turni del lunedì pomeriggio in pronto soccorso :-)  
Ma ora la stanchezza è piacevole. 
Giochiamo tutto il giorno, lo guardo camminare. Gioca buttandosi addosso alla Gioia. 
Poi c'è la sua casina, e il suo triciclo con cui accompagnamo la Gioia a far la pipì :-)
Sono tante anche le difficoltà. Fino alla scorsa settimana quando aveva crisi di pianto importanti, tratteneva il fiato. La prima volta credo di essere quasi morta.
Ora non lo fa più, ma è periodo di capricci se non gli si lascia fare quello che vuole.
E allora cosa è giusto fare? Se ascolti i nonni credo che diventerebbe il bambino più viziato dell'universo. 
L'istinto è quello che non avendo avuto vita facile fino ad ora, vada sgridato "ma non troppo".
Noi invece lo sgridiamo, perché è un bambino come tutti gli altri. E io vorrei che crescesse coraggioso e forte, e con principi sani, nel limite del possibile. 
Lui intanto riflette il nostro stato d'animo. Se siamo tristi o nervosi o preoccupati, anche lui è nervoso.
Se siamo tranquilli, lui è uno spettacolo e ride e chiacchiera continuamente.
La scorsa settimana ha avvertito la tensione in casa per mia mamma che stava male, e per 3 giorni è stata dura veramente.
Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma a volte vorrei avere qualcuno che ci dicesse "state facendo bene" oppure "datevi una regolata che siete completamente fuori strada".
Sta progressivamente abbandonando il ciuccio. Per giorni e giorni è stato il suo inseparabile compagno di giochi, dormite, pianti e risate. Il ciuccio, il consolatore perfetto. E il miglior amico che tutti desiderano.
Lunedì sono venute assistente sociale e psicologa a casa per vedere come stava il pupo. 
Inutile dire che ha sfoggiato il suo repertorio: saluti, lingua, "batti il cinque", camminata/corsa. Le ha accompagnate in camera per fargli vedere il suo lettino e la sua collezione di scarpe. Si è anche messo a giocare a nascondino con loro dietro il lettino!!! 
Sono state contente. Spero si siano rese conto che questa è la sua casa, è che tutti e quattro stiamo davvero bene insieme :-) 

Ah! La stanchezza colpisce anche la Gioia... :-) 


sabato 15 luglio 2017

*Mamma*

Oggi è stato il mio compleanno. 
Mi sono arrivati tanti messaggi con scritto che questo era un compleanno speciale. 
E lo è, davvero.
Ma la mia mamma è in ospedale ricoverata, e dovrà essere operata alla testa.
Avevamo programmato una pizzata con la famiglia al completo, ma è saltata. 
Ogni anno, aspetto il mio compleanno per stare con tutta la famiglia. Genitori, suoceri, zii, nipoti, ovviamente marito. E quest'anno ovviamente il pupetto. 
Ma quest'anno niente.
Sono stata un po' triste oggi, non perché non potessi festeggiare, chissenefrega.
Ma perché sapevo che mancava un pezzo di famiglia.
Sapere che il mio babbo dorme da solo mi fa piangere il cuore.
Sapere che mia mamma è in ospedale, mi fa piangere il cuore e gli occhi. 
E mi accorgo che ho paura. Perché questa vita è davvero beffarda delle volte,  e il colpo di scena è sempre dietro l'angolo. Nel bene o nel male. 
Ma andrà tutto bene, perché mia mamma è una tosta e non ha voglia di stare lì dentro ancora a lungo. 
E poi mi ha promesso che appena esce andiamo a fare una pizzata per il mio compleanno tutti insieme.
E non importa se sarà il 25 luglio o il 15 agosto. L'importante è che la famiglia sia al completo.
Mamma in bocca al lupo. 
Daje tutta!!! 







martedì 4 luglio 2017

Un mese di noi

Oggi è esattevolmente un mese che è nata la nostra famiglia allargata.
È stato un mese estremamente intenso.
La prima settimana ho temuto di non farcela, di non essere pronta, di crollare da un momento all'altro.
Invece ho capito, anzi abbiamo capito, che il principino voleva metterci alla prova, cercando di capire se eravamo noi quelli che stava cercando :-)
Un mese importante, pieno di regali, di giochi, di coccole.
Un mese in cui ha stretto i primi legami forti con le persone che lo accompagneranno per tutta la vita: nonni, zii e cugini. 
Ha imparato a camminare.
Sta imparando ad amarci. Ci abbraccia fortissimo, ci bacia.
Prende la nostra mano e se la stringe al cuore.
Facciamo i giochi nel letto tutti e 4 insieme.
Andiamo in giro in bici cantando la canzone dei coccodrilli o di whisky il regnetto.
Si va a fare shopping.
Si sta seduti nel carrello della spesa.
Si siede per terra di fronte alla Gioia parlando nel linguaggio dei Minion, con lei che lo guarda curiosa.
Dorme a bocca aperta come la sua mamma...
È un piangolone come il suo babbo :-)
È vivace come la Gioia. 
Direi che è proprio nostro figlio. 
Buon primo mesiversario famiglia. 
Che siano mille milioni di mesiversari come questi!! 



 

martedì 13 giugno 2017

I figli vengono dal cuore

È proprio vero. I figli vengono dal cuore. 
Non so esprimere a parole quello che la nostra creatura ci fa sentire, ma anche il solo essere abbracciata, il vedere il suo sorriso alla Pippo con un dente a Catania e uno ad Aosta, vedere che mi si butta addosso per essere preso in braccio... 
e poi vedere come è riuscito a conquistare i nonni, gli zii e i cugini. 
Ti accorgi davvero che non serve portare in grembo 9 mesi un esserino per amarlo, ma basta che sia tuo figlio. 
Ci si sceglie. Noi abbiamo scelto lui come lui ha scelto noi. 
Siamo una famiglia. ❤️
E alla fine dei conti, questa cosa non dispiace poi nemmeno alla Gioia... :-)




sabato 10 giugno 2017

A casina nostra

Finalmente a casa. 
Finalmente a casa noi 4.
La casa è piena adesso, e io sono straordinariamente felice. 
La Gioia finalmente ha qualcuno che le allunga il cibo dal tavolo e un seggiolone da leccare :-)
Oggi è stato bravissimo.
Ha conosciuto i nonni (che sono già impazziti), gli zii e i cugini che sono venuti a fare merenda con il gelato e gli hanno regalato un favoloso costumino (anzi 2), e poi abbiamo conosciuto la spiaggia e l'acqua del mare. 
Poi stasera passeggiata con la Gioia, ma al ritorno è calata la palpebra... giornata intensa per noi, stra piena per lui. 
Ma è stato bravissimo, nemmeno una lacrima. 
È proprio nostro figlio. Mi sembra di aver fatto la mamma da sempre. 
Sono felice, il mio cuore stramazza di risate e io sono la più fortunata del mondo intero!!!