martedì 30 maggio 2017

Lacrime ad Hyde Park

Ed improvvisamente cambia la tua vita.

Quella gravidanza iniziata 6 anni fa, è giunta al termine.

Ricevi quella telefonata, che attendi da così tanto che quasi non ci speri e credi più. 

Hanno scelto noi. Hanno scelto noi perché credono che possiamo essere i migliori genitori per te.

Giovedì veniamo a conoscerti.

Io e Cristian non capiamo più niente.

Siamo seduti su una panchina di Hyde Park a Londra e cominciamo a chiamare mamma, suocera, sorella, fratello. 

E un fiume di lacrime. Ma gli inglesi si fanno gli affari loro, non ci guardano :-)

Giovedì. Giovedì di questa settimana?

Giovedì dopo domani???

Mi tremano le gambe. 

Mi trema il cuore.

Partono le domande: dobbiamo comprare il passeggino, il lettino, il sedile per la macchina. Il seggiolone. E poi cosa mangia? E i vestitini? E che taglia avrà? 

Oddio. Non ho mai fatto la mamma. 

6 anni per prepararsi e poi alla fine si arriva impreparati.

Che paura. 

E quando lo vediamo cosa proveremo? Come si comporterà? Sarà felice, spaventato, scostante? 

Non so. Quello che so è che ho il cuore in subbuglio. 

Sono tremendamente felice e tremendamente spaventata allo stesso tempo. 

Piccolo, ti abbiamo preso una cosa oggi.

Il tuo primo gioco. 

Ci tenevo a prendertelo, perché oggi per noi è un giorno speciale. Abbiamo saputo  che arriverai a riempire i nostri cuori. E noi ce la metteremo tutta per riempire il tuo. Ti daremo tutto e più di tutto. Insegnaci a diventare dei bravi genitori. 

Insegnaci ad amarci come tu vuoi essere amato. 

Disegnamo insieme la nostra vita insieme e costruiamo la storia della nostra famiglia. Ti aspettiamo, e anche la Gioia ti sta aspettando.

Ti abbiamo preso una giraffina.

La giraffa è un animale speciale: guarda in alto e vede lontano. 

Che la tua vita possa essere ricca di amore, gioia e risate. 

In bocca al lupo a noi.




sabato 27 maggio 2017

Keep calm e in bocca al lupo

Colloquio in tribunale.
Pare ci siano buone notizie, ma non ci sbilanciamo.
Dobbiamo aspettare qualche giorno che si riuniscano e prendano la decisione migliore. 
In bocca al lupo Chiara e Cristian!!!!


mercoledì 24 maggio 2017

Una strana giornata

Mattina intensa al lavoro.
Poi la notizia che marito deve essere di nuovo operato al ginocchio perché una vite anallergica ha fatto allergia (!!!!).
Poi il probabile sciopero degli aerei previsto per domenica proprio ora che riuscivamo, con i turni, ad andare via un paio di giorni.
Poi la mail quasi all'ultimo minuto che ci programma un incontro con l'ente nel paese di moltomoltolontano.
Poi la chiamata di uno dei tribunali in cui siamo stati. "Abbiamo bisogno urgentemente che veniate. Sabato riuscite?"
Sabato. Fra 3 giorni. Ovvio che mi sconvolgi la vita. Ovvio che vengo, cascasse il mondo. Un'urgenza è un'urgenza :-) 
Completamente asettici, affrontiamo anche questo incontro. 

"Chi non spera l'insperabile non lo scoprirà"



giovedì 18 maggio 2017

Perù 🇵🇪

Scelto l'ente, scelto il paese: Perù!!!
Ci prepariamo a rinnovare i passaporti, a fare le analisi del sangue, rifare la relazione psico-sociale e ovviamente la valutazione dallo psicologo :-) 
Sperando di partire il prima possibile :-)
In bocca al lupo a noi!!! 


domenica 14 maggio 2017

Festa della mamma 2017






Tanti auguri a me di buona festa della mamma, perché sono mamma di una bambolina pelosa. 
Dedicato a me, che ho il marito più super del mondo. Insieme ce la faremo. Sempre mano nella mano. Grazie. ❤️

sabato 29 aprile 2017

L'incontro formativo con l'ente

A volte ho come l'impressione di essere pazza.
Talmente "piena" di alti e bassi, e di sbalzi d'umore che faccio fatica a starmi dietro (e a sopportarmi). Immaginate un po' la gente che mi sta accanto.
Oggi incontro con l'ente; uno dei vari incontri di formazione che si fanno nel corso dell'attesa verso il paese straniero.
Siamo andati nel paese di moltomoltolontano per cui, anche oggi, sveglia abbondantemente prima dell'alba. 
Eravamo 6 coppie, una più bella dell'altra. Tutti belli esteticamente, ma anche bellissimi nel modo di parlare, nelle cose che dicevano, belli come coppia, sorridenti, spontanei. 
E ti accorgi che non siamo soli. Ma che siamo tutti sulla stessa barca. Una barca a remi, ovviamente. Nel bel mezzo dell'oceano.
Si è parlato dei "lavori" che ci sono stati dati da fare a casa. Il momento dell'incontro, la prima settimana insieme. Le metafore. Si è parlato di paure, aspettative, certezze. Ed è bello vedere che quello che pensi tu, è quello che pensano anche le altre coppie. E come probabilmente quello che ti passa in testa, le crisi di pianto, la voglia di niente, forse capita anche alle altre future mamme adottive.
Poi incontro individuale con la psicologa, per parlare nello specifico dei paesi a cui abbiamo pensato, sulla base delle nostre caratteristiche, dei nostri vincoli dati dal decreto, e del rischio sanitario che siamo disposti ad affrontare. 
All'uscita un po' di crisi. Perché ti accorgi per l'ennesima volta quanto sarà ancora lungo il cammino (almeno altri 2 anni  e mezzo), e di quanto purtroppo (sarà banale a dirsi) è una macchina per far soldi. A scapito di mio figlio che mi sta aspettando dall'altra parte del mondo.
Ma io devo prima dimostrare di avere la fedina penale pulita, di non essere pazza passando dalla valutazione dello psichiatra, e far vedere il mio conto in banca. Perché i soldi sì che fanno la differenza quando si tratta di crescere un bambino. 
Quanto mi fa soffrire tutto questo mondo, che amarezza. E non chiediamoci poi come mai calano le adozioni, o come mai alla fine del percorso arrivano 2 coppie su 10. 
Italia, rifletti.


venerdì 14 aprile 2017

Esausta

Un po' delusa, un po' triste, un po' arrabbiata. 
Oggi colloquio in un tribunale di molto molto lontano.
Premetto che ormai andiamo senza aspettative agli incontri con i giudici.
O meglio. Senza aspettative, ma comunque pieni di speranza.
Arriviamo carichi, emozionati, sorridenti come non mai. Arriviamo che siamo solo io e Cristian, nella nostra semplicità a volte anche banale. Siamo semplicemente noi. Non arrivo con i tacchi,nè truccata. Perché mi devono vedere per quello che sono nella vita.
Ma devono ascoltarmi e rispettare le mie idee.
Non sono mamma (ancora). Non sono una mamma adottiva (ancora). Ma in questi anni, da quando è iniziato il nostro percorso, noi siamo cresciuti. Abbiamo imparato cosa può voler dire essere stato abbandonato, picchiato, violentato psicologicamente. Sappiamo che il nostro bimbo potrebbe voler dormire per terra o mangiare con le mani "perché ha sempre fatto così". Forse vorrebbe rubare, perché ha sempre fatto così. Forse sarà chiuso, forse sarà un libro aperto. Forse ci accetterà il giorno stesso che entrerà in casa nostra, forse mai per tutta la vita. 
E io tutto questo lo so, anche se non l'ho mai provato in tutta la mia vita.
 Perché durante la nostra istruttoria ci hanno prospettato il peggio del peggio. E io so qual è il peggio del peggio, anche se non l'ho provato sulla mia pelle. 
Ma tu, mi devi ascoltare. Perché in questi anni io ho capito cosa vuol dire adottare un bambino. Conosco a menadito le mie paure presenti e future. So quello che sono disposta ad accettare e quello che non ho la forza di accettare. 
L'adozione non è un atto di volontariato. Per quello c'è la Caritas, la croce rossa o si parte in missione in Africa.
L'adozione è un atto d'amore. Lo si fa perché io voglio amare un bambino e dall'altra parte voglio essere amata. E il mio bambino vuole essere amato. Con tutte le difficoltà che questo può comportare.
Ho ancora tutto da imparare, sicuramente, ma il mio punto di vista va ascoltato. 
Detto questo, non so com'è andato questo colloquio. Io ne sono uscita un po' stanca e provata. È stato sicuramente stimolante, ci ha fatto ragionare tanto, ma non vedo tutto come lo vede lui. 
Non credo che ci richiameranno, anche se è palese che un bimbo che aspetta la sua famiglia c'è. 
Sono esausta.




giovedì 6 aprile 2017

Una telefonata tira l'altra

In attesa che il tribunale di sabato scorso ci faccia sapere qualcosa (nel bene o nel male), un altro tribunale ci ha chiamato ieri per un colloquio. 
Credo di aver capito che alla scadenza del decreto i vari tribunali fanno un giro di ricognizione per capire che intenzioni hanno le coppie che hanno dato la disponibilità. 
Credo anche che se ti chiamano ad un anno di distanza "gatta ci cova", e quindi vale tutta la pena girare l'Italia. 
Prima o poi arriverà, anche per noi. 
Se il prezzo da pagare è fare il giro delle 7 chiese girando l'Italia, o prendere un aereo e andare a 15.000 km di distanza, lo paghiamo volentieri. 
Nel frattempo guardiamo al lato positivo della cosa... ci vediamo un po' d'Italia :-) 




sabato 1 aprile 2017

E per quanta strada ancora c'è da fare, amerai il finale!!!


Abbiamo finalmente trovato la canzone di questa nostra avventura... Cesare Cremonini docet:

"Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo

L'incanto sarà godersi un po' la strada
Amore mio, comunque vada
Fai le valigie e chiudi le luci di casa

Coraggio, lasciare tutto e indietro e andare
Partire per ricominciare
Che non c'è niente di più vero di un miraggio
E per quanta strada ancora c'è da fare amerai il finale

Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love

Chi ha detto che tutto quello che cerchiamo
Non è su un palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle solo da lontano

Ti aspetto dove la mia città scompare
E l'orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi e vieni male

Coraggio, lasciare tutto e indietro e andare
Partire per ricominciare
Che se ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c'è da fare amerai il finale

Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love

Il mondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove, conta solamente andare
Comunque vada, per quanta strada ancora c'è da fare

Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love

Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno

E siamo solo di passaggio
Voglio godermi un po' la strada
Amore mio comunque vada
Buon viaggio!
Siamo in auto, verso casa. Questa mattina partenza prestissimo per il tribunale che ci ha convocato circa un mese fa.
2 persone, una ragazza giovane (il giudice che ci ha chiamato, credo) e un signore con un capello alla Branduardi.
Ci hanno prima di tutto chiesto se sapevamo perché eravamo lì. "Per un colloquio conoscitivo???"
Esatto. Ci hanno fatto però intendere che, visto che è passato quasi un anno da quando abbiamo inviato la nostra domanda di adozione nazionale al loro tribunale, non era proprio un caso che ci avessero chiamato. Insomma: c'è qualcosa nell'aria.
Il colloquio è iniziato in modo strano. Il signore ha disegnato un cerchio, o meglio, la terra. Ha disegnato il nucleo, poi le parti interne, fino ad arrivare alla superficie esterna, la crosta terrestre.
Ha disegnato vulcani, oceani, colline.


Risultati immagini per crosta terrestre nucleo



Io e Cristian credo che nel cervello avessimo un milione di punti interrogativi: dove vuole arrivare???
La domanda è stata: voi siete sulla superficie. In cosa vi identificate? In un vulcano, in una collina, in una foresta??
Io: entroterra, assolutamente collina.
Cristian: foresta, vasta e incontaminata.
Poi ci ha chiesto attraverso che elementi potremmo collegare quello che ci sentiamo di essere con il resto del mondo.
Io: con la condivisione
Cristian: con l'esplorazione, facendo domande.
Abbiamo discusso un po' della condivisione. Ci ha chiesto se il bimbo fosse in età pre - verbale, piuttosto che verbale, come condivideremmo con lui le informazioni.
Poi ha fatto un cerchio: era Cristian.
Poi un altro cerchio: ero io.
Poi un altro cerchio: il bimbo.
Ci ha chiesto cosa cambierebbe nella nostra vista se da 2 diventassimo in 3. Direi tutto!!! Dai giochi sparsi per casa, agli urli, ai tempi, alle abitudini, all'organizzazione della vita. Ma si riempirebbe la nostra vita, oltre che la nostra casa.
Poi ha fatto un altro cerchio: un altro bimbo. Che cosa cambierebbe se anziché uno, fossero 2 i bimbi? Bè, difficoltà triplicate, ancora più giochi e urli per casa, ma con il giusto aiuto, e il rimboccarsi le maniche, ce la si mette tutta per farla andare alla grande.
Bè signori, vi faremo sapere! :-)
Ovvio, l'idea è che ci sia qualcuno che sta aspettando una famiglia. L'idea è anche che non ci siamo solo noi in lista d'attesa. La speranza è che abbiano capito quanta voglia di famiglia abbiamo, e che potremmo essere dei genitori bravini :-)

Per quanta strada ancora c'è da fare, amerai il finale!!!





martedì 28 marzo 2017

Sogno finito

Sogno finito. Il tribunale che ci aveva chiamato più volte per l'abbinamento, ci ha telefonato questa mattina dicendo che il bimbo non è più adottabile. 
La situazione giuridica si è complicata, e tutto è stato sospeso. 
E così, dopo 4 mesi di speranza e di attesa, è finito anche questo sogno. 
Speranza dove sei finita???


mercoledì 8 marzo 2017

Quel guazzabuglio del cuore umano

Quel guazzabuglio del cuore umano, diceva il buon Manzoni. 
Poi c'era Mago Merlino, ne "La spada nella roccia" della Disney che diceva "un bel guazzabuglio moderno".
Guazzabuglio: mescolanza confusa di cose eterogenee
Oggi quello che sentivamo dentro io e il marito, era un gran bel guazzabuglio. Ossia, un gran bel casino. 
Partenza di buon ora questa mattina, direzione ente prescelto. 
Abbiamo trascorso una buona oretta per leggere tutto il contratto di conferimento; controllato i documenti che abbiamo portato, cd con le foto, pagamenti e scadenze, spiegazioni varie. 
Da oggi siamo ufficialmente in viaggio per l'estero. Paesi favoriti: Perù, Haiti e Vietnam.
Ma questo si deciderà con precisione fra qualche tempo. 
Arrivati a casa, suona il telefono di marito. Numero sconosciuto, l'ennesimo call center? 
E invece no. Un tribunale dei minori che ci chiede un incontro.
Confusione più totale. E ora cosa vogliono? Conoscerci, o proporci un abbinamento??? Ma proprio ora? 
Appuntamento per il 1 aprile. 
E così in ballo abbiamo solamente:
- tribunale n. 1 con situazione difficile del bimbo in corso
- ente conferito
- tribunale n. 2 
Cosa succederà ancora???
In ogni caso, val sempre la pena tenere le dita incrociate :-) 



mercoledì 1 marzo 2017

Pretty Woman e Cenerentola

In una scena di Pretty Woman, la protagonista, parlando di storie d'amore, chiede all'amica di farle un nome di qualcuno a cui è andata bene. Lei ci pensa un po', e poi risponde:
"Quella granculo di Cenerentola".
Ironico, ma vero a volte. Le cose sono belle nelle favole. Ai protagonisti delle favole le cose vanno sempre alla grande. Un bacio del principe sveglia la principessa dal coma (a questi principi li farei venire tutti da me in rianimazione a baciare i miei pazienti!!! vediamo se fanno miracoli!!), il ranocchio diventa principe, la principessa lancia la treccia giù dalla torre e si ritrova l'amore della sua vita in davanti. I tre porcellini vengono mangiati dal lupo, ma quando aprono la pancia del lupo sono ancora vivi e vegeti. Per non parlare addirittura dei 7 capretti, anche loro nella pancia del perfido lupo, ma sani e salvi.
Io non ho mai avuto quel colpo di fortuna da poter dire "cavolo, che culo Chiara!!" tranne ovviamente quando ho incontrato il mio principe Cristian, momento in cui mi sono giocata tutti i bonus - fortuna di un'intera vita. Ma ne è valsa la pena.
Solo che avrei davvero voluto che per una volta, arrivasse un colpo di fortuna anche a noi. Che per una volta le cose andassero lisce come l'olio.
Diventare genitori è difficile. Chi ha figli biologici magari non si vive l'angoscia dell'attesa e la trafila burocratica di un'adozione, oltre che le illusioni e le disillusioni. Ma magari ha un figlio che lo fa crepare per tutta la vita. Il genitore adottivo ha tutti e due: pene e dolori, lacrime e illusioni durante l'attesa della gravidanza che dura anni, più (magari sì o magari anche no?) un figlio che li fa crepare nell'adolescenza.
Proprio perché tutto è così profondamente difficile, speravo che questo fosse il nostro momento magico. 2 mesi fa ci siamo detti: cavolo, hanno chiamato proprio noi!!! Fuori regione, e per un bimbo con la rarissima adozione nazionale!! Non mi sembra vero!
Ed io, sognatrice che non sono altro (tipo Biancaneve che al pozzo canta "un giorno lui verrà") poi rimango come un'oca.
E in questo periodo psico - fisicamente pesantissimo, anche questa non ci voleva.
Il mio bicchiere è sempre mezzo pieno di solito, ma questa volta forse dovevo guardare bene quanta acqua c'era dentro.
Dal tribunale non ci hanno chiamato; li abbiamo cercati noi, ma invano. Abbiamo mandato mail, lasciato messaggi. Nessuno si è fatto sentire. "Nessuna nuova, buona nuova"?? Non credo. l'11 aprile scade il decreto di idoneità, e non c'è più tempo.
Profondamente delusa e dispiaciuta, ieri sera ci siamo messi a passare in rassegna gli enti che abbiamo visitato. Ne abbiamo scelto uno; poi abbiamo scelto il paese, e anche i paesi di riserva.
E oggi ho chiamato. Martedì prossimo abbiamo appuntamento per conferire ufficialmente incarico all'ente. Da quel momento partirà un conto alla rovescia di 4-5 anni prima di avere fra le braccia il nostro bimbo, se tutto va bene.
Sapete perché le coppie adottive hanno tutte più di 40 anni? Perché la gravidanza dura ancora di più di quella di un elefante. 7,8-10 anni. Ma dicono che poi si dimentica tutto. Sarà anche così, ma l'attesa sfianca, e solo i più forti arrivano alla fine.
Domani compro un gratta e vinci. Magari vinco mille milioni di euro e mi porto a casa tutti i bambini degli orfanotrofi del mondo. Alla faccia della burocrazia italiana.





sabato 25 febbraio 2017

Quando l'attesa diventa snervante

Io di pazienza ne ho da vendere.
Faccio un lavoro che mi ha permesso di sviluppare negli anni autocontrollo, calma e pazienza. 
E siamo onesti, sono quasi 6 anni che sogno di diventare mamma. O forse qualcosa di più, perché già ne parlavamo io e Cristian quando eravamo solo due fidanzatini. E fino ad ora ho atteso con calma, sapendo che questo viaggio era una storia lunga, e che l'attesa non sarebbe durata solo 9 mesi. 
Ma ora che so che là c'è un bimbo che forse aspetta noi, o meglio, avere la certezza che c'è qualcuno che sta aspettando una famiglia, be', crea un'attesa che non si sopporta più. 
Questo attendere un mese, poi due, poi tre, poi chissà quanto, sapendo che comunque lui c'è, mi ammazza. 
A me, che di secondo nome mi chiamo Pazienza. 
Forse era meglio non sapere, e venir chiamati all'ultimo minuto sentendosi dire "venite su, vi sta aspettando!!". Invece che stare qui ad aspettare. 
E magari anche lui sta aspettando. 
E chissà che cosa fa, e con chi sta. 
E chissà se si chiede se questa benedetta famiglia lo va a prendere o no. 
Forse l'avventura dell'adozione prevede anche questo: oltre alle lacrime, l'attesa, i colloqui, le interviste, i giri delle 7 chiese, sono previsti anche i "chivalà" e lo stare sul filo del rasoio. 
Lunedì abbiamo deciso che chiamiamo noi il tribunale per capire di che morte dobbiamo morire. 
Per noi il tempo stringe, ancora poco più di un mese e ci scade il decreto di idoneità e necessariamente dobbiamo scegliere un paese, e conferire incarico ad un ente. 
La prossima settimana vedremo di capire se lui sarà o meno il nostro bimbo, o se dobbiamo intraprendere un altro percorso. 
Ho tanta voglia di famiglia nel cuore.



venerdì 20 gennaio 2017

La clessidra

C'erano un tedesco, un italiano e un francese.
No, no.
Questa volta è così: c'erano un giudice, poi un altro giudice, poi un educatore, un assistente sociale, un altro assistente sociale, e due tirocinanti. Poi c'era una moglie con il marito, e di fianco un'altra moglie con il marito.
Questa la nostra situazione. Tutti insieme, in una grande stanza del tribunale del paese di Moltomoltolontano.
Il giudice ci dice perché ci ha convocato, poi a turno ognuno ci racconta qualcosa del bimbo. Come e dove vive, con chi, affetti, paure, carattere. Anche caratteri somatici. Cosa gli piace fare, con chi ha legato, e via cantando.
La situazione è complicata.
Dobbiamo aspettare.
C'è da aspettare perché è tutto complicato.
E oltre alla paura che non vada bene, c'è la paura/consapevolezza che comunque siamo 2 coppie.
E vi assicuro: l'altra coppia è adorabile. Così semplici e puri, che se fossi il giudice, farei davvero fatica a scegliere.
Dopo un colloquio tutti insieme, abbiamo fatto due chiacchiere di coppia.
Ci hanno chiesto se avevamo dubbi riguardo alla situazione. Noi gli abbiamo esposto le nostre preoccupazioni.
Ci hanno chiesto come e dove viviamo. Ci hanno detto di aver parlato addirittura in mattinata con i nostri assistenti sociali. Wow.
Dobbiamo aspettare. Dobbiamo aspettare fino alla metà di febbraio circa, perché c'è una questione in ballo.
Io esco devastata, come ogni volta. Eppure loro sono così talmente tanto carini con noi.
Sapete qual è il problema? Che ogni volta che mi parlano di questo bimbo, ogni volta che me lo raccontano, io lo sento sempre un po' più mio. Io, inguaribile sognatrice, me lo immagino a casa nostra. Io che lo coccolo, io che lo sgrido. Lui che gioca col babbo e con la pestifera Gioetta.
Io che lo guardo dormire. Io che ringrazio il cielo e tutto il resto del mondo che me lo ha portato a casa.
Ma bisogna stare calmi, piedi per terra. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo, e l'esperienza ci insegna che anche le lacrime sono sempre dietro l'angolo. E non voglio piangere ancora.
Ma teniamo le dita incrociate: delle mani, dei piedi. Teniamo anche gli occhi incrociati.
La nostra famiglia ci è vicina, gli amici, quelli più cari, anche. E tifano per noi.
Aspettiamo.





mercoledì 18 gennaio 2017

Il sogno nel cassetto

Ho un sogno nel cassetto.
Diventare mamma.
Domattina, vorrei aprire quel cassetto e fare uscire il mio sogno. Il mio sogno si trasformerebbe in una farfalla tutta colorata e poi in un bimbo. 



Il mio bimbo. Il nostro bimbo. 
Domattina apriremo quel cassetto, e vedremo se la farfalla si trasforma. 
In bocca al lupo a noi. 


sabato 24 dicembre 2016

E l'attesa continua...

Oggi la tanto attesa telefonata.
Da un lato temevo in un "oddio si sono dimenticati di noi", dall'altro "se ci hanno tenuto in sospeso fino all'antivigilia di Natale, devono per forza esserci buone nuove".
Alle 10 di mattina suona il telefono.
"Buongiorno, sono il funzionario del tribunale dei minori. Le abbiamo fissato l'udienza per il 19 gennaio alle h. 10.45"
Io: "L'udienza?? (tra me e me ho pensato di aver perso un pezzo). Per l'eventuale abbinamento del bimbo che ci hanno proposto?"
Lei: " Sì. C'è anche un'altra coppia (uffa) e c'è il giudice e l'assistente sociale.".
Sarebbe tutto una gran figata se non fosse che c'è un'altra coppia.
Ma va bene così. Prima la scelta era "tra tutte le coppie fuori regione". Poi fra "7-8 coppie".
Ora siamo 2. E ce la giochiamo. Se il bimbo è il nostro bimbo, fra un mese saremo genitori. Altrimenti aspetteremo il nostro bimbo, che arriverà, prima o poi.
Per questo Natale rimaniamo ancora noi 3: io, il marito della moglie, e la bimba pelosa che ci riempie cuori e giornate.
L'anno prossimo magari saremo in 4.
Intanto noi speriamo che "quello" sia proprio il nostro bimbo. E andiamo avanti, senza illusioni. Ma le mani sformicolano, e l'attesa è snervante. Ma come dicono tutti i genitori di cuore, in un attimo il tempo dell'attesa svanisce. E so che sarà così anche per noi.
Che sia un meraviglioso Natale per tutti, e che possa portare nelle vostre case amore, felicità, serenità, e tutto il meglio che esiste!!!
Buon Natale!!!
Chiara, Cristian e Gioia


 

mercoledì 21 dicembre 2016

In hovering

Quest'attesa sta diventando estenuante... mi sento come un elicottero in hovering... ferma, sospesa in aria, in attesa di capire se devo atterrare o partire verso una nuova avventura...
E francamente, non vorrei proprio atterrare...


lunedì 12 dicembre 2016

9 dicembre 2016: la grande prova

9 dicembre 2016, h. 8.15.
Ok. Ci siamo quasi.
In macchina, direzione tribunale.
Fino ad oggi abbiamo fatto tutte le cose che prevedeva il nostro iter: istruttoria, colloqui con i giudici, decreto, tour degli enti.
Ma oggi è diverso. Oggi siamo partiti da casa perché c'é un bimbo che aspetta di incontrare i suoi genitori.
Non so se è il nostro bimbo, ma noi la tensione la sentiamo tutta.
Vorrei che questa giornata potesse cambiarci la vita. Anzi, stravolgercela. 
Vorrei finalmente piangere di gioia, fino a seccarmi la gola e avere gli occhi gonfi come due meloni.
Vorrei trasmettere tutta la mia felicità al resto del mondo. 
Vorrei che fosse il Natale più stratosferico della nostra vita. Vorrei che tu, bimbo che stai aspettando i tuoi genitori, stessi proprio aspettando noi. 
In bocca al lupo Chiara e Cristian, che possa essere "la vostra volta". 

12 dicembre 2016
Non ho scritto subito quello che è successo quel giorno, perché avevo bisogno di metabolizzare.
Non entro nei particolari perché non credo sia il caso, per questioni di "sicurezza".
Comunque sia. Eravamo due coppie, una terza non si è presentata.
Il giudice in realtà ha convocato circa 7-8 coppie nei diversi giorni per proporre un abbinamento.
È un bimbo che ha bisogno di essere allontanato dalla famiglia biologica. Ci ha raccontato chi é, quanti anni ha, come ha vissuto fino ad ora. Ci ha spiegato per filo e per segno la situazione in cui si trova. E alla fine ci ha chiesto se siamo disposti a diventare i suoi genitori.
Ci ha lasciato un po' di tempo da soli, così io e Cristian abbiamo avuto la possibilità di confrontarci. Quanto avrei avuto bisogno del nostro psicologo Augusto in quel momento!!!
Dopo circa 40 minuti da soli, è venuto a chiamarci e ci ha chiesto cosa vogliamo fare.
Sì, c'è la sentiamo. Per una serie infinita di motivi, per il fatto che anche con l'adozione internazionale ci troveremmo nella stessa situazione, con una serie infinita di punti in comune. 
Ora siamo di nuovo in attesa. Questa settimana si riuniranno per valutare la coppia più giusta secondo loro, e poi ci chiameranno. In ogni caso.
Aspettiamo, aspettiamo e aspettiamo.


martedì 6 dicembre 2016

Tu mi fai girar come fossi una bambola...

Così profondamente in bambola da non aver bene la percezione del mondo...
suona il telefono, un numero che non conosco. Mi dico " che palle, di nuovo un call center. Se non rispondo mi tampinano fino a notte". Rispondo.
Dall'altra parte: " Signora Chiara? Buonasera, sono ... del Tribunale dei Minorenni di ... Vorrei comunicarle che abbiamo fissato un incontro con il giudice per venerdì mattina alle h. 10 per un possibile abbinamento".
Non ci ho capito niente. Ho scritto sull'agenda giorno e ora, ho ripetuto ad alta voce quello che mi ha detto (metti che non avessi capito bene ??) e ho chiuso.
Ho chiamato il marito. Non risponde. Gli mando un messaggio "chiamami subito appena puoi. cose importanti".
Poi realizzo. Ommioddio. C'è un possibile abbinamento. Il mio cervello parte in tromba.
Chissà quante coppie hanno convocato.
Chissà se è arrivato il nostro momento.
Chissà cosa ci chiederanno.
Chissà se gli piaceremo.
Chissà se questo sarà il Natale più bello della nostra vita.
Mando un messaggio a Marina, mamma di cuore di una meravigliosa creatura. Mi manda la foto dei suoi miracoli come portafortuna.
Siamo pronti.
Dita incrociate per noi (anche quelle dei piedi)!!!
In bocca al lupo!!!!
Che la forza del mondo sia con noi!!!!



martedì 25 ottobre 2016

Ente n.7 - Destinazione Ancona

Siamo in dirittura finale. 
Ultimi enti interessanti, o meglio che interessano a noi, dopodiché si passa alla scelta finale. 
Destinazione provincia di Ancona, per l'incontro informativo con uno degli enti maggiori d'Italia (in termini di numeri di adozioni). 
Premesso che l'Africa è ormai chiusa per tutti gli enti (perché la continuano a mettere nell'elenco dei paesi in cui operano???), questo ente opera in Sud America, Asia ed Est Europa. 
Ma veniamo al dunque. 
Innanzitutto non è richiesta la rinuncia alla nazionale (pare che tutti gli enti ormai si siano adeguati!!!)

SUDAMERICA:
  •         Brasile
  •        Colombia
  • .      Perù

Brasile: I bambini stanno in istituti e i servizi sociali hanno una buona struttura locale che permette di tenere buoni contatti con l'Italia. 
I bambini hanno spesso un'età scolare (8-9-10 anni). é richiesto che si mantengano i rapporti tra fratelli anche una volta tornati in Italia e i fratelli devono essere adottati contemporaneamente anche da più famiglie. Si fa un unico viaggio di circa 45 giorni e si sta in appartamento.
La pratica viene tradotta e depositata in tanti tribunali nei vari stati. Nel periodo di permanenza all'estero ci sono anche gli incontri con gli assistenti sociali. 
Colombia: i bambini sono in istituti e divisi per età. I bambini fino ai 5 anni non vanno in adozione (perché sono troppe le domande depositate). I tempi di abbinamento sono lunghi: 2 anni - 2 anni e 1/2. Si fa un unico viaggio di circa 30 giorni.
E' possibile adottare più fratelli; le informazioni date dai servizi sono complete e corpose.
Perù: la permanenza è di circa un mese. Le adozioni sono per qualsiasi fascia di età, anche di più fratelli. Ci sono circa 2 anni di attesa dalla deposizione della pratica; anche 2 anni e 1/2 per la fascia prescolare. Si sta una settimana nell'istituto e poi si sta a Lima fino alla fine della permanenza. E' un paese contingentato, ossia non può gestire più di 20 pratiche alla volta. Ci sono i special needs, con situazioni sanitarie più complesse oppure bambini più grandi, o gruppi di fratelli. 

EUROPA:
  •        Fed. Russa
  •         Bulgaria
  •        Ucraina

Il rischio giuridico è presente un po' in tutti i paesi.
Ucraina: tempi più veloci di attesa. Entro 6 mesi dalla registrazione, deve terminare la pratica. Non si hanno informazioni prima; la proposta di abbinamento avviene direttamente in loco. i bambini sono dai 5 anni in su.
E' un salto nel buio perché non si hanno informazioni del bambino prima di arrivare nel paese. Si arriva a Kiev, ma nelle prime due settimane si sta nel paese dell'istituto.
Il primo viaggio è di 30 gg poi un secondo di 15 gg oppure si sta là tutto il tempo.
Bulgaria: In Bulgaria il processo è a porte chiuse (c'è solo un avvocato che ci rappresenta). I viaggi sono brevi. Viene inviata una relazione che è un riassunto di varie relazioni nel corso della vita del bambino (quindi anche nel periodo che era in istituto o nelle famiglie affidatarie). Si fanno 2 viaggi in tutto. Tra il primo e il secondo passano 4 mesi. I tempi di attesa sono molto lunghi. Per bambini sotto i 6 anni l'attesa è di circa 2 anni e 1/2. 
Ci sono anche bambini in lista speciale, dove la maggior parte sono bambini grandi (9-10 anni) oppure bambini più piccoli ma con gravi problemi di salute. CI sono moltissimi bambini di etnia rom.
Fed. Russa: 3 viaggi di circa una settimana; nel primo si va a conoscere il bambino; nel secondo (dopo circa 2-3 mesi) si organizza l'udienza in regione. La sentenza è pronta in 10 giorni, e dopo 3 settimane si fa il 3° viaggio.

ASIA:
  •        India
  •         Filippine
  •         Cina

India: al momento ci sono poche coppie in attesa; per adottare bambini fino ai 4 anni, la coppia deve avere al massimo 90 anni in 2. Non si devono avere malattie gravi in atto (HIV; HCV, ecc) e si deve avere un reddito pulito di circa $ 40.000
I tempi di attesa sono buoni.  Passano 3 mesi per l'accettazione della documentazione e poi circa 1 anno e 1/2 per l'abbinamento.
Non si parte subito per l'abbinamento, ma passano 8 mesi.
Il tempo di permanenza sul luogo è circa una settimana.

Gli altri due paesi asiatici non li abbiamo ascoltati, non abbiamo i requisiti comunque :-(
Dopo l'incontro abbiamo fatto un incontro individuale con la responsabile, che ci ha questo quali sono i nostri orientamenti in termini di paese, e le nostre aspettative. 
Quali sono le nostre aspettative? Essere chiamati domani dal tribunale ovviamente!!! :-)
A parte gli scherzi... dopo quest'incontro sicuramente terremo in considerazione India e Perù, poi si vedrà....
Continuiamo la nostra via Crucis degli enti!!!