martedì 28 luglio 2015

Incontro n. 4

Oggi il tema della giornata siamo stati NOI.
Noi come coppia, dalla nascita dell'amore, fino ad ora. 
Un bel flash back, in cui ho ricordato i tempi in cui mio marito faceva il provolone con me, la bellissima sera in cui mi ha baciato sotto casa, come nel più romantico dei film...
il giorno in cui inginocchiandosi mi ha chiesto di sposarlo... (e qui credo che si siano emozionati anche psicologo e assistente sociale :-) )
abbiamo parlato dei nostri pregi e difetti, delle nostre "differenze", di come abbiamo cercato di crescere nel tempo... delle cose su cui abbiamo dovuto lavorare...
su cosa litighiamo, su cosa non la vediamo allo stesso modo.
Sono state due ore molto intense, in cui è venuto fuori anche un confronto tra me e lui, con elementi "inaspettatamente" diversi...
lo psicologo è in gamba un bel po'... sta tirando fuori cose che noi non ci siamo mai soffermati ad analizzare... 
sta cercando di capire, e soprattutto di farci capire il perché delle cose; perché abbiamo fatto scelte di un certo tipo; perchè abbiamo agito in un modo piuttosto che in un altro. 
La cosa bella è che ci sta facendo comprendere, attraverso il nostro racconto, gli elementi profondi che hanno caratterizzato le scelte della nostra vita. E laddove da soli non ci arriviamo, ci aiuta lui. Ci fa capire dove il nostro comportamento dovrebbe cambiare, dove dobbiamo lavorare per migliorare il rapporto con gli altri, per soffrire meno, per piangere meno... Noi ci stupiamo, ma lui, non per niente, fa lo psicologo e non il panettiere.
La cosa ancora più bella è che ogni domanda, ogni riflessione, è pensata e riadattata in vista di un bimbo. 
ogni scelta fatta nella vita, ogni nostra caratteristica personale importante, lui la trasporta nel nostro rapporto con il bimbo, spiegandoci come tutto ciò che abbiamo vissuto, e il modo in cui siamo comportati o ci comportiamo, può influire il rapporto con il bimbo e la sua crescita. 
Le cose su cui pensare sono tantissime, dobbiamo davvero lavorare tanto, perché vogliamo fare tutto al meglio delle nostre possibilità, e dare al nostro bimbo la vita migliore che si possa desiderare. 
Dal prossimo incontro si parlerà del bimbo, e allora le cose si complicano.
Avanti tutta!!! 




martedì 21 luglio 2015

Istruttoria, incontro n. 3

Oggi il nostro terzo incontro.
Protagonista indiscusso questa volta è stato Cristian.
Anche per lui sono partite le domande riguardo alla sua infanzia, il rapporto con i genitori, la fase dell'adolescenza.
E anche a lui la domanda su che cosa vorrebbe dare a suo figlio di diverso da quello che non ha ricevuto.
Domande sugli amici, sugli amori precedenti...
un racconto infinito sui parenti in Australia, sui parenti vicini e lontani... 
E qualche meravigliosa chicca dello psicologo...
Quest'istruttoria non serve solo a loro per capire noi, e per capire se siamo all'altezza e pronti per diventare genitori. Ma serve soprattutto a noi. Non solo per capirci nel profondo, e capire a cosa stiamo andando incontro... Ma anche per prepararci al lungo cammino che durerà per tutta la vita.
Non sarà facile, non lo è stato fino ad ora, e credo che le difficoltà non finiranno nel momento in cui nostro figlio arriverà a casa. 
Anzi, da quel momento inizierà la parte più faticosa del viaggio, quella in cui dovremo impegnarci per farlo diventare bravo, buono, e farlo vivere sereno. Ma soprattutto, per insegnargli ad amare la vita, così come noi amiamo lui. 
E come dice il nostro psicologo " quello che chiediamo a voi, è di diventare speciali, di essere genitori speciali perché voi dovete avere qualcosa in più". E allora, super marito mio, prendiamoci per mano e lavoriamo insieme per diventare "speciali".
E che la gioia, l'euforia, la voglia di tagliare il traguardo, sia con noi per tutto il viaggio!!! 





mercoledì 15 luglio 2015

Incontro istruttoria n.2: e questa cosa comincia a piacerci...

Ieri secondo incontro dell'istruttoria!
Favoloso lo psicologo in canottiera perché moriva dal caldo... E vi assicuro che questa cosa, anche se poco professionale, non fa altro che metterci a nostro agio perché ci fa capire che anche lui è "umano"... E la giovane assistente sociale... Tranquilla e alla mano... Quella con la frangetta non c'era :-)
Argomento della giornata... IO!!!!
Ce l'avevano raccontato durante gli incontri di settembre che un incontro sarebbe stato incentrato su di me, uno su Cristian, uno sulla coppia, e così via...
Cristian, così cavaliere, ha ovviamente mandato avanti me... Ben gli sta, la prossima volta si becca l'assistente sociale crudele!!!
L'incontro è stato carino, mi hanno chiesto tutta la mia storia... Dalle calende greche ai giorni nostri. Quello su cui si sono soffermati un sacco era il rapporto con i miei genitori... Com'erano caratterialmente, se erano presenti, se mi ascoltavano. E soprattutto, quello che volevano sapere era se ero una bambina serena. Che dire, io sono nata felice!! 
E comunque è stato un incontro davvero piacevole! Loro, a parte aver scritto circa 6 pagine di appunti, sono stati davvero carini con noi! 
Parlare con loro del mio passato è stato,  ad un certo punto, qualcosa di spontaneo e gradevole, quasi da ripetere... e nel frattempo rimaniamo in attesa del prossimo... Tocca a Cristian!!!!! 




venerdì 3 luglio 2015

Al via la fase 2: l'istruttoria!!!!

Ed eccoci arrivati, finalmente inizia la fase dell'istruttoria. Ecco, Cristian avvertiva una forte tensione e ansia già da una settimana; ieri mattina, al risveglio, io ero ancora in fase di "non capisco cosa mi succede" mentre lui ha passato la sua buona mezz'ora in bagno a sfogare la tensione :-) 
All'arrivo, è salita l'ansia...


Tutta l'attesa di questi mesi, si era azzerata... Quel momento così lontano era arrivato. Ora siamo pronti ad iniziare per davvero il nostro viaggio d'amore.
Alle10.15 inizia il nostro primo incontro. Gli incontri saranno circa 10, e fra circa 6 mesi dovrebbe essere tutto pronto per poter consegnare la domanda al tribunale dei minori.
Davanti a noi ci sono lo psicologo, un' assistente sociale e un'altra assistente sociale in fase di inserimento nel percorso adottivo.
Cristian si distrugge un dito della mano dalla tensione; io invece continuo a dire " ok... Ok..." Penseranno forse sia scema... Comunque glielo diciamo " siamo emozionati, e agitati" e la loro domanda è d'obbligo "perché?"
"bè, perché stiamo andando incontro a qualcosa di nuovo, e per quanto ci abbiamo pensato, l'abbiamo immaginato e abbiamo provato a prepararci, comunque andiamo verso a qualcosa che non conosciamo e che ci spaventa." 
Detto questo, è andato tutto liscio come l'olio, o quasi....
Lo psicologo è un signore sui 55 anni, carino da morire... Super abbronzato, pochissimi capelli alla Homer Simpson sulla testa, ma bravissimo a metterci a nostro agio...
La prima domanda che ci fa è semplice semplice "perché l'adozione? Che cos'è l'adozione per voi??"
Ora, direte voi, facile rispondere se sei entrato in questo vortice da ormai un anno e mezzo. Certo, dare una risposta da enciclopedia è facile, ma darla esprimendo che cosa significa per noi, ecco, la musica cambia. E se in testa hai perfettamente ben in mente che cosa vuoi dire, esprimerlo "a parole tue", è dura un bel po'.
Comunque il nostro incontro va avanti senza grossi intoppi...
L'assistente sociale, quella che già conoscevamo, è una signora sulla cinquantina con un caschetto alla Carrà e una frangetta così precisa che sembra fatta con il righello.
Ha un problema: ha un viso completamente asettico. Ti guarda, ma non traspare emozione, e questa cosa spaventa da matti. È un po' come quando durante un'interrogazione, il prof ti guarda senza fare alcuna espressione e tu non capisci se stai dicendo bene, male, se stai dicendo delle fesserie... Ecco, quello di cui avevamo bisogno era un cenno con il capo, oppure un mezzo sorriso, o un ghigno... Qualsiasi cosa, e invece niente...
Ma che fosse una tipa tosta ce l'avevano detto, quindi, cerchiamo di fare del nostro meglio...
L'incontro è durato circa un'ora e mezza... Per tutto il tempo loro non hanno fatto altro che scrivere, scrivere scrivere... Anche questo spaventa... Ti chiedi "cos'avranno mai da scrivere? Scrivono quello che dico o scrivono quello che vogliono rielaborando le mie parole? Scrivono per non dimenticarsi o mi stanno analizzando??" Comunque ad un certo punto, ci siamo tranquillizzati.: io ho accavallato le gambe, segno che mi comincio a sentire un po' a mio agio, e Cristian ha ricominciato a sorridere, segno che comincia ad andare meglio... 
Prossimo incontro fra 12 giorni. 
E già, non vediamo l'ora...
Perché tutto sommato, tutta questa cosa, poi non è tanto male, anzi... Parlare di noi, ma non solamente di ció che sta fuori di noi, ma soprattutto quello che proviamo, che abbiamo provato, forse serve soprattutto a noi... A conoscerci ancora di più, a capirci nel profondissimo dl nostro cuore... E allora ben venga l'istruttoria. 
Siamo carichi!!!! 


venerdì 5 giugno 2015

Le immagini dell'amore

Ieri era il nostro quarto anniversario di nozze... 
Oggi mi ritrovo più innamorata, consapevole e decisamente più forte. 
Auguro a me e a Cristian almeno altri 46 anni come questi, pieni di difficoltà, lacrime, e paure, ma anche di gioie, baci, e abbracci così forti da togliere il respiro!! 
Auguri a noi, auguri al nostro amore!!! ❤️❤️❤️
E se queste sono le immagini che meglio rappresentano l'amore....

 






... Allora casa nostra ne è davvero piena!! 

mercoledì 20 maggio 2015

Bibliografia n.2: Adottato per caso. Il mio amore per la verità

Ecco, questo è uno di quei libri che ti lascia una profonda amarezza. Quei libri così fortemente negativi, che te (cioè io) che vedi sempre il bicchiere mezzo pieno, ti senti atterrata.
Dimitri Peruzzi, è lo scrittore protagonista del libro. Nato in Russia, adottato all'età di 6 anni insieme alla sorella da Wilma, donna dalle origini italiane, ma che vive in Germania. 
Lui odia sua madre tutta la vita. La accusa di averlo adottato per "poter dire anche lei di avere una famiglia", per "potersi sentire realizzata".  Lui per tutta la vita non la chiama "mamma". 
Non ha padre perché la legge tedesca permette l'adozione ai genitori single purché pieni di soldi. 
Nella sua vita ne combina di ogni, cambia città continuamente, va a prostitute, odia i suoi fratelli. Non riesce a costruire amicizie, non riesce ad avere relazioni con le ragazze... Inizia mille lavori lasciandoli il giorno dopo. Si fa mantenere per anni dall'amica di sua mamma..: insomma, quello che si potrebbe definire "insuccesso adottivo".
Quello che tutti noi non ci auguriamo; quello che tutti noi pensiamo "a me non capita".
Ora, questo è un caso profondamente estremo, probabilmente è anche vero che la madre non provava amore nei confronti dei figli, ma fa male comunque.
Fa male perché affrontiamo un percorso che dura anni, ci prepariamo (anche se al peggio non siamo mai pronti), sentiamo di essere vogliosi e desiderosi di diventare genitori e alla fine... Ciccia!!! 
Ma forse serve anche questo... Forse serve anche vedere il lato positivo di tutta la storia... Forse serve a dire "non voglio che accada a me e ce la metterò tutta per far sì che non accada". Ecco sì, prendiamola così. 
Nel complesso, ci sono alcuni spunti carini che riporto.





E poi qualche bella citazione che ha messo all'inizio di alcuni capitoli:










Ed infine, la mia preferita


martedì 19 maggio 2015

Bibliografia n.1: storia di una gabbianella e del gatto che le insegnó a volare

Nell'attesa di iniziare l'istruttoria, forse è il caso che cominciano a prepararci un po'... In realtà non sappiamo bene cosa ci aspetti, anzi... Non lo sappiamo per niente... Ne abbiamo discusso un sacco, abbiamo provato ad ipotizzare le domande, abbiamo cercato di pensare se verremo messi sotto esame e se sì, come... Ma per quando possiamo prepararci, credo che non saremo mai effettivamente pronti. 
Tutto ciò che possiamo fare è continuare a confrontarci, ed io, nel frattempo, leggo un po' quella "bibliografia dell'adozione" di cui tanto si parla.
E allora ecco il libro n.1: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.


In realtà nasce come libro per bambini, è una favola leggera che però racconta in maniera semplice il tema dell'adozione, e il tema della diversità.
In soldoni, la storia racconta di un gabbiano che, in punto di morte, chiede ad un gatto di accudire il suo uovo, crescerlo ed insegnargli a volare.
Il pulcino nasce, ed il gattone si prende cura di lui, dapprima scaldando l'uovo, e poi nutrendolo e proteggendolo. Il gabbiano lo chiamerà per tutta la vita "mamma", fino a quando il gatto gli insegnerà a volare e lui se ne andrà per la sua strada. 
C'è un passo bellissimo del libro, che riprende il dialogo tra il gatto e Fortunata, che è la gabbianella, dopo che uno scimpanzé ha deriso Fortunata dicendole di smettere di comportarsi come un gatto. Il pezzo dice: 


Sarà anche una favola, ma è semplice e bella. ❤️

mercoledì 13 maggio 2015

Chiedimi se sono felice ❤️

E allora.... Si inizia!!!!! L'assistente sociale ieri ha chiamato Cristian e finalmente abbiamo fissato il primo incontro per l'istruttoria!!! Il 2 luglio alle h.10 si inizia ufficialmente!!!!
Un misto di confusione mentale, paura, ansia ed emozione ci sta scapocchiando il cuore... 
Finalmente!!! E ora parte ufficialmente il conto alla rovescia verso la fase 2 del nostro percorso!!! 
Chiedetemi se sono felice????


martedì 12 maggio 2015

La festa della mamma

Un'altra festa della mamma è passata, per fortuna.
In questa giornata, che io spero di festeggiare da ormai 4 anni, andare in giro per le strade, o semplicemente aprire Facebook, diventa così doloroso da non poter nemmeno immaginare.
E se da un lato io sono mamma solamente del nostro bimbo peloso per ora, dall'altro io mamma mi ci sento già dentro da un pezzo. Solo che non ho nessuno che in questa giornata mi festeggi come tale. Non ho nessuno che mi porti un regalino fatto a mano all'asilo, non ricevo un fiore.
E come sempre, mi auguro che questo sia l'ultimo anno da "non mamma" che trascorro...
con l'augurio che tutte le "non mamme" come me quest'anno, l'anno prossimo possano essere mamme!!!!



Condivido un post meraviglioso dalla pagina Volo D'amore di Facebook, che penso possa rappresentare il sentimento di ogni "non mamma" in questo giorno...


"E anche per quest'anno la festa della Mamma è passata .
Un giorno che tanto sogni ma che per ora, fà anche un pò tristezza.
Ieri i bimbi , con i loro sorrisi più belli e in mano il loro lavoretto hanno festeggiato la loro mamma,e tu che non aspetti altro che riceverne uno, anche per quest'anno hai pensato " sarà per il prossimo anno".
E' stata una giornata strana, carica di emozioni,una giornata che ti auguri sempre, di non dover rivivere.
Ma questa è l'attesa
Questa fa parte del percorso che hai scelto, e che passo dopo passo stai affrontando sognando quel bimbo tornare a casa fiero del suo lavoretto.
E anche se ieri quel bimbo non era lì fiero davanti a te,
anche se oggi la sua cameretta è solo un ripostiglio
anche se oggi lui ancora non c'è
Auguri Mamma!
Perchè tu con il tuo percorso, tu con le tue giornate tristi , tu con tutti i piccoli passi in avanti che fanno battere il cuore in una maniera che è impossibile da spiegare,
sei una mamma!
E presto le tue braccia non saranno più vuote e conoscerai quelle emozioni che ora sogni."
Alessandra Utzeri


martedì 5 maggio 2015

La voglia di pancia


A volte mi viene voglia di pancia... Oggi è uno di quei giorni... In realtà sono contentissima dell'avventura che è iniziata... Non ho mai provato invidia delle amiche e colleghe che hanno avuto bimbi, anzi... Ho sempre gioito con loro, ho sempre portato regali perché davvero sentivo e ancora sento la loro gioia...
Ma oggi la mia testa dice così... Ci sono giorni che subentra un velo di tristezza, e tutto sembra difficile e irraggiungibile...
La mia compagna di università che è molto incinta, e tra le altre cose è seduta vicina a me, oggi ha la pancia che si muove... 
Vedi questo pancione che si deforma, vedi spuntare un piede nel fianco... E poi la senti parlare di come oggi alla bimba nella pancia non piaccia la lezione, e poi ti fa vedere la sua culla pronta... 
Ed ecco, che mi viene voglia di pancia... Come mai per noi una cosa così semplice e naturale e diventata così lunga e complicata? Se solo ci chiamassero per iniziare i colloqui... Mamma mia che attesa infinita... 
Coraggio Chiara, raccogli forze e speranze... 




martedì 14 aprile 2015

Si intravede l'orizzonte



"Intravediamo l'orizzonte". Così ha detto l'assistente sociale.
Non resistevo più, loro non si facevano sentire, e io ho chiamato.
Ci siamo quasi, all'inizio di maggio ci chiamano per fissare il nostro primo incontro per l'istruttoria.
E noi siamo emozionati, e non vediamo l'ora!!!! Daiiiiiiii!!!!!



domenica 5 aprile 2015

La lavatrice

Pubblico una meravigliosa lettera scritta da una mamma in occasione di una manifestazione sulle adozioni...
io ho pianto profondamente... ma io non faccio testo... piango sempre!!! :-)
comunque spiega in maniera meravigliosa alcune delle difficoltà che si possono avere con un figlio adottivo...
fa riflettere...




La lavatrice
Anna ha sette anni.
È mia figlia da quando aveva 8 mesi.
Chi dice che adottare neonati sia una passeggiata, una cosa facile perché «tanto non capiscono niente i neonati, e crescono con te come se fossero i tuoi figli biologici», non ha capito nulla.
Anna ha un vuoto dentro, un buco, lei lo chiama «la cosa che ho qui sopra lo stomaco e mi fa male».
Ogni  tanto ne parliamo, lei ora comincia a farsi domande, a farmi domande, a rendersi conto che non è normale, e non è bello, che una madre abbandoni il figlio che ha messo al mondo.
Questo è un periodo difficile; forse a scuola hanno parlato di nascite, ci son diversi compagni che hanno fratellini in arrivo, si vedono tante mamme col pancione, all'uscita da scuola.
Forse qualcuno le ha chiesto qualcosa, sul suo essere color cioccolato in una famiglia di smorti.
Forse sta semplicemente prendendo consapevolezza della sua storia di bimba adottata.
Fatto sta che questo non è un periodo semplice.
La sera le capita di essere triste, è molto nervosa, capisco che non è la mia solita Annina spensierata e monella.
Sono due giorni però che è passiva, zitta, silenziosa, non è da lei, di solito bisogna chiederle per favore di smettere di parlare, e se non parla canta, e se non canta balla.
Penso che forse starà covando l’influenza, d'altronde siamo in inverno, niente di più facile, le provo la febbre ma è fresca come una rosa, le chiedo se senta male da qualche parte, se abbia qualche malessere, ma mi risponde di no.
Poi, accade.
Sono in bagno, negli unici 5 minuti tutti per me che ho durante la giornata, ed entra sbattendo la porta, in lacrime.
Le chiedo cos’abbia, «Anna stai male? Cosa c’è?», lei non risponde, piange, riesce a dirmi solamente che ha una «cosa» dentro la pancia, proprio sopra lo stomaco, che non riesce a spiegarmi cosa sia, ma le fa tanto tanto male.
Allora la faccio sedere sulle mie ginocchia,  come quando era piccolina e neanche in bagno da sola mi faceva andare, e le chiedo di parlarmi, di aprirsi, io sono qui per questo, sono la sua mamma, non deve avere paura di parlare con me.
Anna mi guarda, gli occhi enormi lucidi, mi dice «no, non voglio, io soffro e non voglio che tu ti spaventi per me».
Allora mi viene in mente; non so come, ma mi viene in mente. Devo ancora capire com'è che quando devo ribattere alla gente maleducata e invadente non trovo mai le parole giuste, mentre quando devo parlare con lei le parole escano da sole, spontaneamente, senza che possa controllarle.
«Anna» le dico «ma tu non lo sai, che quando il Signore ci fa diventare delle Mamme, regala a ognuna di noi donne una lavatrice del cuore?»
Lei mi fissa sbalordita «La lavatrice del cuore? Cos'è??»
«Ma si, Annina! quando noi donne diventiamo mamme, in qualsiasi modo lo diventiamo, riceviamo in dono una lavatrice del cuore, e anche io ho la mia!
Quando tu ti senti triste, quando il peso nella pancia ti sembra insopportabile, tu vieni da me, apri l’oblò che c’è nel mio cuore, ci butti dentro tutte le cose brutte che ti rendono triste e non ti fanno stare bene, io poi le lavo, le centrifugo con tanto amore per te, e vedrai che dopo usciranno solo serenità e tranquillità»
«Davvero??»
Le sorrido «Si, Anna, davvero. Proviamo? Apriamo il mio oblò?»
Lei annuisce, sorride, poi ricomincia a singhiozzare, questa volta forte, fortissimo, dei singhiozzi che lacerano il cuore, e comincia a buttarmi addosso tutte le sue paure: l’abbandono, il terrore che le possa succedere di nuovo di essere abbandonata, il rifiuto della sua mamma biologica di tenerla con sé, la tristezza di non essere nella sua Terra,  l’incomprensibile fatto che una mamma possa non volere più il proprio figlio.
Parla, e piange, e parla e piange ancora di più.
Non riesco a sostenere tanto dolore rimanendo impassibile, non riesco più a sorriderle serena, sono singhiozzi ingiusti in una bambina di 7 anni, mia figlia sta soffrendo da matti e devo lasciarla sfogare, ma è doloroso per tutte e due, vorrei solo che non fosse accaduto niente, che fosse nata da me, che non dovesse ogni volta fare i conti con tanta angoscia.
Comincio a piangere anch'io, quanto dolore, quanto sofferenza in un corpicino di 17 chili, non è giusto, per niente.
Lei mi vede piangere, si blocca, mi fissa, si intristisce.
«Ecco, vedi.. adesso ho fatto piangere anche te, non volevo, vedi??»
«Ma no, Annina, tranquilla… è solo l’acqua di scarico della lavatrice! Adesso passa tutto e ritorniamo felici!»
Le sorrido, lei mi sorride.
Si alza, tira su col naso, è sollevata, ride, fa un passo di danza, gira su se stessa e se ne va cantando.
Io mi accascio, mi sento più vecchia di 10 anni, ho due occhi viola e l’anima svuotata, ma la mia lavatrice, per questa sera, ha fatto un ottimo lavoro.



al termine di questa, ho proposto a mio marito Cristian, di comprarci una lavatrice nuova :-)
certo è che abbiamo davvero tanto da imparare... cerchiamo di usare il tempo dell'attesa meglio che possiamo... 

sabato 4 aprile 2015

la pazienza è la virtù dei forti



dicono che la pazienza sia la virtù dei forti... e io ci voglio credere...
credo di essere forte, e soprattutto paziente...
ho deciso di cominciare ad affrontare la vita in maniera più "soft", senza arrabbiarmi e prendermela troppo... i cattivi e gli stolti avranno da scontare le loro colpe quando sarà il momento...
per il resto, siamo ancora qua. calma piatta.
Abbiamo chiamato le assistenti sociali a febbraio per sapere a che punto era l'inizio della nostra istruttoria, ma ci hanno comunicato che sono indietro, scarso personale, tante coppie a cui scrivere le relazioni... e poi e poi e poi... in Italia va tutto un po' così, spesso anche ciò che dovrebbe avere un decorso regolare, o quantomeno "snello", diventa lungo, difficile, e tortuoso... come se questo percorso non fosse già complicato di suo...
e noi rimaniamo in attesa... per fortuna abbiamo il lavoro che ci tiene compagnia, l'università che non mi molla un attimo con lo studio e gli esami... il folle amore scoperto per il ballo.... l'amore per il nostro cagnino con l'ipertrofia prostatica... e il "nostro" di amore...
nel frattempo rimaniamo in rilassante attesa, sempre più vogliosi di iniziare il nostro viaggio...
e a proposito di viaggio... faccio un grande in bocca al lupo alla mia collega Enza che parte domani per la Russia... le auguro con tutto il cuore che sia un meraviglioso viaggio d'amore, e che sia finalmente il viaggio in cui diventerà mamma!



giovedì 5 febbraio 2015

La lezione del giorno


Oggi ho imparato una cosa... Che ogni singolo errore nella vita si paga... Se si è fatto del male, se ci si è comportati male... Se ci si è beffati degli altri, se si é trattato male qualcuno... Ecco, tutto torna. Banale a dirsi, ma ognuno raccoglie per davvero ciò che ha seminato.
E poi ti ritrovi un giorno profondamente affranto, con il cuore distrutto, e completamente svuotato. Senza sentimenti, nè emozioni, nè forse, la voglia di vivere.
E purtroppo, come sempre, ci sia accorge sempre tardi di avere sbagliato. E si piange sul latte versato, e si urla, ci si sente arrabbiati, ma il gioco è fatto... E quando c'è un bambino nel mezzo, il prezzo da pagare è devastante. Già, perché se ieri ero mamma, oggi non lo sono più. Se ieri ero babbo, oggi non lo sono più. E non sono più zio, nè nonno... E sono vuoto.
La storia è semplice; gli è stata data in affido una meravigliosa bambina, Sofia, 10 mesi. Ma talvolta, nonostante la "fortuna" di diventare genitori, e in fretta, e di avere un bambino piccolo e per di più con l'adozione nazionale, non si sa comprendere la fortuna. Non si ha la forza di accantonare i propri "vizietti", non ci si accorge pienamente che la vita con un bambino deve necessariamente cambiare. 
E quando le bugie diventano insormontabili, e vieni scoperto... Ecco che ti ritrovi davanti ad un giudice che dice che non sei "idoneo". E d'un tratto, non sei più mamma, nè babbo, nè nonno, nè zio...
Provo un profondo dolore per loro, provo un profondo dolore per Sofia, che da grande avrà sul groppone un'altra incredibile storia di dolore da metabolizzare. 
Questa storia mi ha colpito. Mi sento devastata come se fosse successo a me.
In bocca al lupo Sofia, buona vita... E ti auguro di trovare due genitori che sapranno amarti incondizionatamente, e che metteranno sempre te al primo posto. Per tutta la vita.





giovedì 25 dicembre 2014

Caro Babbo Natale...

Il Natale è per me il periodo più meraviglioso dell'anno... Dall'8 dicembre si sente il profumo nell'aria, la musica... Il cielo cambia colore, si accendono le luci... La gente diventa più buona... Eh già, tutti diventano stranamente più buoni, e riesci a vedere il bello e il buono anche dove non c'è... E ti ritrovi a sorridere a tutti, e ad augurare un meraviglioso Natale a chiunque... E auguri a tutti la felicità e la gioia, e tutte le cose più meravigliose della vita... Io quest'anno ho ricevuto ciò che avevo chiesto: di trascorrere un altro favoloso Natale con la mia famiglia. La cosa più preziosa che ho, e la cosa che mi voglio tenere prepotentemente stretta per tutta la vita. La mia mamma e il mio babbo, i miei nipoti, mia sorella e mio cognato, i miei suoceri... Ma sopratutto loro, i miei due ometti, il mio meraviglioso cagnaccio e il mio compagno di vita, Cristian. A babbo Natale per 4 anni di fila ho chiesto sempre lo stesso regalo: un bimbo. Mi sembrava la cosa più naturale e semplice da ricevere come regalo. Mi sono accorta che invece è così difficile da non poterlo  nemmeno immaginare. Allora quest'anno non gliel'ho chiesto. So che farà del suo meglio per esaudire il desiderio che abbiamo racchiuso nel cuore... So che fra uno, due o tre anni, sotto all'albero ci saranno milioni di giochi... Si canteranno le canzoni di natale tutti insieme, si farà a botte per chi arriva prima ad aprire i regali, e ci si sveglierà all'alba per vedere se tu, caro babbo Natale, sei passato. Caro babbo Natale, o Gesù bambino, o chiunque tu sia, ascolta quello che ti chiedo: porta felicità a tutti, quella è gratis, e non ti costa niente. Porta la salute a tutte le persone vecchiette e giovani che stanno male, e soprattutto a tutti coloro che trascorrono questo meraviglioso giorno rinchiusi in rianimazione... Strappa un sorriso a tutti... Fai guardare negli occhi gli innamorati e fagli dire "ti amo" col cuore... Fai abbracciare gli amici... Fai far pace alle persone arrabbiate... Fai danzare i cuori degli innamorati, fai prendere per mano due fratelli... Fai sentire meno solo chi è solo, o chi semplicemente si sente solo... 
E poi, come ultima cosa, porta un bimbo nelle case di tutti coloro che lo desiderano... Dai la gioia ai genitori, ma soprattutto ai bimbi... Fai gioire tutti quei bimbi nati "indesiderati" e tutti i bimbi che soffrono chiusi nelle strutture e trepidanti in attesa di una mamma e un babbo a cui stringersi... Vorrei sentire risuonare nel cielo per tutti i giorni del 2015 le risate di bambini felici che finalmente hanno una famiglia, e di singhiozzi infiniti di genitori che non possono credere di essere finalmente "genitori" e di stringersi al cuore il frutto del loro amore... Che sia uno stratosferico Natale per tutti!!!! Amore  amore e amore nel cuore di tutte le persone del mondo!!!!! 





venerdì 28 novembre 2014

Una bellissima chiacchierata


Una bellissima chiacchierata. Poco più di mezz'ora, ma io le ho fatto una domanda e lei è partita a raffica a parlare. Lei aveva voglia di raccontare, e io avevo tanta voglia di stare ad ascoltarla. 
Licia, una ex collega, da 2 anni ha adottato ben 3 bambini/ragazzi.
Era da tanto che volevo incontrarla, ed era da tanto che cercavo 10 minuti per poter scambiare qualche parola. Oggi l'ho vista, e ho colto la palla al balzo.
6 anni di attesa, un percorso lunghissimo con tante delusioni nel mezzo, ma che si è concluso con lei che è diventata mamma di tre bambini bellissimi dalla Lituania. 
Erano partiti con l'adozione in Messico, ma poi causa influenza H1n1, causa caduta e ricaduta e ricaduta del governo ogni volta dovevano ricominciare le pratiche. 
Poi hanno deciso di cambiare paese è in men che non si dica sono diventati genitori di tre bambini di 5, 7 e 10 anni, un maschio e due femmine, fratelli. Proprio nel momento in cui stavano per cedere, in cui si erano rassegnati. 
Ed ecco che la vita ti riserva la sorpresa più favolosa che si possa desiderare.  
Le difficoltà ci sono, i problemi sono tanti... Ma lei dice che sono problemi che ogni figlio può dare. Ovvio, c'è nel cuore la sofferenza e talvolta la rabbia di due genitori che non ti hanno voluto, cresciuto ed ascoltato. Ma dall'altro lato c'è la consapevolezza che ora hai una famiglia, una famiglia vera. 
Bellissimo il suo racconto. La prima cosa che ha fatto è stato farmi vedere le foto dei suoi figli. Bellissimi, biondissimi, e con una somiglianza incredibile ai suoi nipoti. Poi ha raccontato di come, il giorno che li hanno conosciuti, la prima cosa che ha fatto il maschio, è stato andare ad abbracciare il suo nuovo papà. 
E dopo una settimana, senza chiederglielo, erano già la loro "mamma" e il loro "papà". E poi il racconto di come siano affettuosi, dispettosi, amorevoli nei loro confronti... degli abbracci e dei baci...di come sia bello guardarsi un film insieme, giocare a monopoli... di come siano ora una famiglia completa. 
Di come lei e suo marito, nel momento in cui li hanno incontrati, nonostante la loro paura più grande fosse di non "piacersi" a pelle, si sono immediatamente sentiti loro genitori, di come si è sentita "mamma" in un attimo.
E poi, nonostante la durata dell'avventura, ha detto che rifarebbe tutto di nuovo altre mille volte. E la felicità usciva dalla sua bocca; ed è riuscita così bene a trasmettermi il suo amore verso i figli, che sentivo quasi di provarlo anche io nel mio cuore. 
Ora più di ieri, vogliosa di iniziare... 
ora più di ieri, innamorata della vita...
Ora più di ieri, innamorata del mio compagno di vita, e pronta a percorrere con lui questo lungo cammino d'amore!

mercoledì 12 novembre 2014

La mamma di cuore


Periodo intenso... intenso di impegni, di preoccupazioni... e con la stanchezza che sta prendendo il sopravvento, non riesco ad organizzare le idee e scrivere qualcosa... però faccio una cosa... Copio-incollo una poesia bellissima trovata sulla pagina "Volo d'amore" di Facebook, che esprime con parole bellissime i sentimenti di una mamma di cuore...





La mamma di cuore difficilmente la riconosci per strada. Lei non ha un pancione da mostrare, ma ha un cuore che attende e che sogna.

Non ha ecografie da far vedere, ma ha varie tappe di cui parlare orgogliosa..
Lei non ha microscopici calzini da comprare, ma sceglie con gioia il primo giochino da portare al suo amore, l'oggetto che farà da tramite nei primi momenti.
La mamma di cuore la vedi sognare guardando i bimbi di ogni colore, la trovi in biblioteca che tiene in mano un dizionario di lingua straniera, che a casa spulcerà cercando le piccole parole per comunicare con il suo piccolo.
La mamma di cuore a volte si arrabbia, cerca di far capire che il suo amore è forte è unico come quello delle altre mamme,cerca di sfatare ogni mito assurdo che si sente alla tv e ovunque.
A volte la mamma di cuore si ritrova da sola. Ma ecco che poi conosce le altre mamme di cuore e in quelle sconosciute trova delle sorelle, trova qualcuno che possa veramente capire ogni suo stato d'animo,che sanno come lei si sente veramente.
La mamma di cuore controlla sempre che il telefonino abbia campo, controlla le mail più volte al giorno con il cuore che batte all'impazzata.
La mamma di cuore sogna , lotta e prega che il suo cucciolo stia sempre bene, si arrabbia e sorride proprio come tutte le mamme del mondo , perché la mamma di cuore è semplicemente una mamma.






venerdì 3 ottobre 2014

Lesson n. 4: ultimo incontro, fine della prima fase

Oggi è terminata la prima fase della nostra avventura... ultimo incontro con le assistenti sociali e la psicologa.
Si è parlato tanto di adozione nazionale, di rischio giuridico... infatti i bambini nati in Italia, a meno che non vengano "non riconosciuti" alla nascita e quindi dati in adozione nel giro di 15-20 giorni, spesso sono bambini allontanati dalle famiglie, e sui quali c'è tutto un procedimento penale che durerà anni (w la burocrazia italiana) fino a dichiararli ufficialmente figli di qualcun'altro. Nel periodo del rischio giuridico non si parla di adozione, ma di affido temporaneo, perché in qualsiasi momento la legge può decidere di ridarlo alla famiglia di origine.
Poi abbiamo parlato tanto della seconda fase, l'istruttoria... ossia gli incontri di coppia che faremo con psicologo e assistente sociale. Il tutto partirà fra circa 4 mesi e durerà circa 4-5 mesi (10 incontri). Al termine scriveranno una relazione della coppia che poi presenteremo al tribunale dei minorenni di Bologna.
A quel punto, per l'adozione nazionale si deve attendere e basta (la nostra "dichiarazione di disponibilità" ha una durata di 3 anni), mentre se vogliamo procedere con l'adozione internazionale, ci dovremo trovare un ente e affidarci a lui per tutto l'iter.
La strada è lunga, tortuosa e difficile. a volte vorrei che non mi dessero dei tempi, perché ho come l'impressione che rendano tutto ancora più lungo.
Ma devo avere pazienza. Dobbiamo avere pazienza. Le assistenti sociali dicono che il TEMPO è fondamentale in questo percorso. Che aiuta da matti... a capire quello a cui stiamo andando incontro, a crescere come coppia...
oggi abbiamo pure fatto un giochino, di quelli tipo "tecnica di rilassamento".
L'assistente sociale leggeva e noi, ad occhi chiusi, immaginavamo quello che ci diceva di fare.
immagine n.1: siamo nella nostra infanzia, e ci immaginiamo un momento che ricordiamo con piacere.
immagine n.2: siamo adulti, qualcuno ci "preleva" e ci porta in un posto lontano.
Ora, sembrerà sciocco, ma quando ci ha chiesto di immaginare un momento dell'infanzia, io mi sono trovata all'asilo. Avrò avuto 3-4 anni, ero con i miei amichetti, quelli che poi sono rimasti con me fino alle medie. giocavamo con il Didò, la plastilina per intenderci... siccome aveva la brutta abitudine di indurirsi stando all'aria aperta, noi avevamo l'abitudine di metterla sul termosifone per farla ammorbidire... e poi mi è venuto in mente quell'odioso odore di caffelatte che all'epoca non sopportavo... e poi quell'odore di minestrina tipico dell'asilo che se passi anche adesso davanti ad un asilo senti ancora quell'odore particolare di minestra...
invece dell'immagine n.2 mi sono ritrovata in Germania, ad Offenburg. Era domenica, a pranzo, ed eravamo a tavola io, Cristian e i nostri due bambini...
Cristian invece nell'immagine n.1 si è rivisto con questo pullman blu, che a detta sua, era il pullman più bello del mondo... dovrò ricomprarglielo in qualche modo... :-)
e così è finita la prima fase, domani spediremo la domanda ufficiale all'AUSL per iniziare l'indagine psico-sociale...
siamo carichi, fiduciosi, speranzosi e tremendamente felici... e non pensiamo che a quel giorno in cui finalmente ti porteremo a casa con noi... Ti aspettiamo con ansia!!!!!

#vivalavita
#noiadottiamounbimbo


giovedì 25 settembre 2014

Lesson n.3: diamo ora la parola all'ente

Eccoci al terzo incontro. Questa volta è la volta dell'ente, o meglio, di un rappresentante di un ente.
Una volta ricevuta l'idoneità dal giudice, infatti, per potersi avvicinare all'adozione internazionale, bisogna scegliere un ente che si occupi dell'adozione.
In Italia ci sono diversi enti, ognuno dei quali si occupa solo di alcune regioni e ognuno dei quali si occupa solo dell'adozione in alcuni paesi. Per esempio in Emilia Romagna c'è l'ente tizio e l'ente caio. L'ente tizio si occupa di adozioni in Russia e Cina, mentre caio in Ucraina e Brasile. E via dicendo.
Il signore di oggi, è il rappresentante anonimo (per questioni di pubblicità)  di uno di questi enti. 
Ci ha parlato di tutto il percorso, dal momento in cui consegnamo la nostra "dichiarazione di idoneità" del tribunale, al momento dell'abbinamento del bimbo, a quando si comincia a viaggiare per conoscere il nostro bimbo. 
Ogni paese ha dei criteri che riguardano l'età o il tempo di permanenza nel paese. Ci sono paesi in cui i bimbi adottati sono già grandini, tipo 6-7 anni (sud America), oppure paesi in cui vengono dati molto piccoli (tipo nelle Filippine). 
In Kenya i bimbi sono piccoli, ma addirittura è necessario stare almeno 6 mesi sul posto e prendere la cittadinanza keniota. 
Ha raccontato di come l'adozione nazionale sia difficile perché i bimbi che vengono dati in adozione sono solo i bimbi che vengono abbandonati alla nascita, dati molto piccoli e solo a coppie giovani, perché lo stato italiano ha tutti i vantaggi a tenersi i bambini nelle case famiglie... Che tristezza...
Comunque, oggi più che mai, mi sono accorta che questo sarà il viaggio più favoloso della nostra vita...
L'ultima diapositiva diceva: "da qualche parte del mondo, tuo figlio ti sta aspettando". 
E noi vogliamo crederci follemente. In bocca al lupo a noi!! 

venerdì 19 settembre 2014

Lesson n.2: il secondo incontro

al secondo incontro, è la volta della psicologa. 
Sarà quella che entrerà nelle nostre menti, ci analizzerà, rielaborerà i nostri pensieri. Ma tutto sommato, si è presentata molto bene. Sorridente e solare, e l'impressione è stata buona. 
ha messo in luce tutte le difficoltà "psicologiche" a cui possiamo andare incontro, e l'impatto è stato duro. 
la prima cosa che mi è passata per la mente è stata "cavolo, com'è facile la gravidanza e partorire naturalmente un bambino!!"
Noi partiamo già feriti, già sofferenti... già zoppicanti... 
oggi, le mie paure sono aumentate:
1- paura di essere giudicata da persone che non mi conoscono
2- paura che il percorso sia più lungo del previsto
3- paura dell'attesa dell'abbinamento di un bimbo
4- paura dell'incontro con il bimbo
5- paura della paura che proverà lui quando arriverà a casa nostra
6- paura di crescerlo, e crescerlo bene
7- paura di non essere in grado di donargli la vita stratosferica che merita
In ogni momento di questo percorso troveremo delle difficoltà... la nostra (mia e di Cristian, e di tutte le altre coppie) sarà una gravidanza che durerà anni... 
non partorirò con dolore, non mi farò 48 ore di travaglio, ma il travaglio del cuore sarà molto più lungo, e forse più doloroso. 
Ci hanno fatto elencare le somiglianze e le differenze tra l'essere genitori naturalmente, ed essere genitori adottivi. Ma su una cosa hanno puntato l'attenzione un sacco di volte:
non siamo genitori adottivi, siamo genitori.
Non è il mio figlio adottivo, è mio figlio. Punto. 

e noi ... siamo profondamente fiduciosi!!!!
e poi, bimbo mio...

                           " non nascerai dalla mia pancia, ma nascerai dal mio cuore ♥ "

ci sono due cose belle nella vita... RIDERE E AMARE...se ne hai una va bene, se le hai tutte e due sei invincibile