domenica 12 maggio 2019

Al colloquio con le Dade

Le nostre Dade sono speciali.
Lo penso e dico dall'inizio.
Hanno quel qualcosa in più che le rende speciali e che fa sí che i bambini siano così felici di andare all'asilo.
Ieri ho avuto il colloquio con le Dade.
Un colloquio riassuntivo di questo primo periodo di Pisellino.
Un confronto per farci sapere "come sta andando" e cosa succede fra le mura dell'asilo.
Ecco. Il percorso che ha avuto all'asilo è stato simile a quello a casa.
Come è successo a casa, lui è partito in sordina, osservando, rimanendo in silenzio, scrutando ogni situazione.
E non da ultimo, mettendo alla prova le persone che si trovava davanti.
Poi, quando ha visto che si poteva fidare, si è aperto.
Ed è sbocciato.
Ora è vivace, aperto, integrato con i bimbi.
Birichino.
Chiacchiera tanto, racconta quello che succede a casa.
Le Dade sono molto contente di lui, perché grazie alla pazienza, al rispetto dei suoi tempi, all'accoglienza che gli hanno riservato gli altri bimbi, è fiorito.
Eh giá, perché una grande mano gliel'hanno data proprio gli altri bambini.
Hanno saputo rispettarlo; hanno capito fino a dove potevano spingersi, hanno capito i bisogni di Pisellino.
Non è stato facile, così come non lo è stato fra le mura domestiche, ma ce l'abbiamo fatta.
E io sono così tanto fiera di lui.



Oggi è la festa della mamma.
In questi giorni sono un po' stanca.
Al lavoro la situazione è un po' difficile, e in più ho tanti progetti in testa che mi portano via del tempo e tantissime energie.
E proprio quando sopraggiunge la tristezza e mi viene voglia di mollare tutto, mi giro e ci sono loro.
Il mio ometto piccolino, la mia bambina pelosa, e il mio grande uomo, con le sue spalle grandi e accoglienti, sempre pronto a curarmi le ferite del cuore e far tornare il sereno nella mia testolina e nel mio cuore.
Sono tanto fortunata.
E allora auguri a me!!! ❤️
E buona festa della mamma a tutte le mamme che aspettano con ansia di poter festeggiare in questo giorno!!!
I miracoli esistono .. basta avere la tenacia, la pazienza e (ahimè) la forza di attendere!!!
Auguri mamme!!!

Regalo da parte del marito 

Regalo da parte di Pisellino, fatto all'asilo



giovedì 25 aprile 2019

E allora buona Pasqua!!!

E allora buona Pasqua!!

Uova dipinte a mano da Pisellino

Pensierino di Pasqua fatto all'asilo 


Noi abbiamo passato la Pasqua per metà al lavoro e per metà malaticci a casa.
E la Pasquetta?
La Pasquetta l'abbiamo trascorsa per metá al lavoro, e per metà in pronto soccorso pediatrico.
Tornati a casa dall'asilo con la gastroenterite, che è continuata fino al lunedì di Pasquetta.
Quando, all'ennesimo giorno di digiuno e vomito da cibo e acqua, l'abbiamo dovuto portare a controllare.
Mezzo rimbambito, addolorato, disidratato e con la glicemia sotto i piedi :-(
Ma una bella flebo e il farmaco contro il vomito sono bastati per fargli dire, dopo 20 minuti:" mamma ho sete. Mamma ho fame"
Benissimo, siamo guariti. 



E dopo 6 ore passati a svuotare le macchinette dell'ospedale dai cracker (in ospedale hanno i cracker più buoni dl mondo), una flebo al braccio, due pizzichi nelle dita, un parluzzo in braccio alla mamma, siamo tornati a casa, a mezzanotte.
Posizionati tutti e 4 insieme nel lettone (ebbene sí, anche mamma Gioia che lo aspettava con l'ansia di una nonna).
E dopo questa esperienza, dopo averlo visto così bravo, dopo che non ha versato nemmeno 1 lacrima dopo tutti i buchi che si è preso, io e marito ci siamo resi conto che siamo due cretini.
Cretini perché con un bambino così, abbiamo anche il coraggio delle volte di lamentarci se è noioso, birichino o piangolone.
Davvero due genitori ingrati.
6 ore di pronto soccorso senza lacrime, e senza un lamento.
Oggi si è finalmente ripreso.
E dobbiamo ammetterlo... È bellissimo sentirlo piangere, lamentarsi ed essere noioso.
Ebbene sí. Ci siamo accorti che tutte quelle cose che di solito ci irritano, sono proprio quelle che ci sono più mancate :-)
Quindi pulcino mio: evita di stare di nuovo male, piangi tanto e sii noioso :-)

venerdì 12 aprile 2019

In gita nel bosco

Pisellino non è nato dalla mia pancia.
non è stato nove mesi nel mio utero, e non è stato creato dal mio uovo n'è dal seme di mio marito.
non ha il colore dei miei occhi, e non ha nemmeno il colore dei miei capelli (anche perché i miei capelli al momento sono viola :-)
ma siamo legati dentro. lui è nato dal mio cuore.
Non è sangue del mio sangue, ma è cuore del mio cuore, come dico io.
è una cosa incredibile e inspiegabile, fisiologica in un genitore che partorisce un figlio, strana forse, e incomprensibile per chi non vive l'adozione, o chi la guarda dall'esterno.
Ma Pisellino viene dal mio cuore.
È così tanto simile a me e a mio marito, che solo adesso capisco come mai ci vogliono così tanti anni per riuscire ad adottare un bambino.
Perché devono trovare veramente quello giusto per te, devono veramente trovare TUO figlio.
Oggi ho avuto l'ennesima dimostrazione che Pisellino è un pezzo di me.
Oggi fa la sua prima gita.
Lo abbiamo accompagnato in stazione, gli abbiamo messo sulle spalle il suo mega zaino con il sacco a pelo, i vestiti di ricambio, il suo cappellino, la torcia per andare alla scoperta degli animali, la merendina, il panino per il pranzo e la sua bottiglia di acqua.
E quando l'ho visto così piccolo con quello zaino così grande sulle spalle, che barcollava e cadeva all'indietro, ho fatto fatica a trattenere le lacrime fino alla macchina.
Oggi fa la sua prima esperienza da grande.
Senza la sua mamma e senza il suo babbo, perché per circa 36 ore dovrà cavarsela soltanto con le dade e i suoi amici.
Non avrá la mamma che gli racconta la favola stasera prima di andare a letto, non avrò tante coccole, e dovrà addormentarsi da solo con Teddy, i suoi amici e le sue Dade.
Credo che lui sia sereno, di certo abbastanza inconsapevole di quello che sarà la giornata di oggi e di domani, ma comunque sereno.
Sa che andrà in gita, sa che dormirà nel bosco, sa che dormirá in un sacco a pelo.
Ma chi ne risente di più è la mamma.
La mamma dal cuore piangente, che dovrà farsene una ragione perché lei per prima ha passato la sua prima notte fuori di casa senza genitori a 5 anni, e se n'è andata a 13 anni da sola in una famiglia all'estero.
Perchè tutte queste esperienze servono; servono a farlo crescere, a farlo diventare forte, a farlo diventare autonomo, a riuscire a cavarsela nelle situazioni, a riuscire a interagire con le altre persone, a capire come va il mondo e capire come ci si deve arrangiare.
Quindi è giusto così.
Mi asciugo gli occhi, mi soffio il naso, e spero che vada tutto bene, che si diverta e che torni a casa carico ed emozionato della nuova avventura che ha vissuto.



giovedì 11 aprile 2019

Il male al cuore

Oggi ho male al cuore. 
Questa mattina risveglio di buon umore. 
Si è bevuto la sua super tazza di latte con il Nesquik, si è mangiato la sua torta con le mele, e tutto filava liscio. 
Poi improvvisamente, la crisi. 
Mi viene da ridere se penso a cosa ha scatenato la crisi (il mio reggiseno, con cui lui voleva giocare!!!)
Da lì è partita una crisi nera, con urla, calci, botte. 
Devono essere questi, quelli che gli esperti chiamano "capricci". 
Ma non è questo che mi ha fatto venire male al cuore. 
Ai capricci ci sono bene o male ormai abituata. 
Uno al giorno ci spetta di diritto, associato ad almeno un bello schiaffone. 
Quello che mi ha destabilizzato è stato il suo pianto. 
Un pianto angosciante, doloroso. 
Un pianto che veniva dal profondo. 
Un pianto di tristezza. Come a volermi dire che stava male dentro. 
Mi sono sentita pessima. Inadatta, inadeguata, incapace. 
Incapace di capire che cosa gli stesse succedendo. 
Incapace di farlo stare meglio. 
Poi siamo arrivati all'asilo.
Ci siamo seduti; ci siamo abbracciati fortissimo. 
Ci siamo baciati.
Ma lui mi ha guardato con lo sguardo triste. 
E quello sguardo triste oggi ce l'ho stampato nel cuore. 
Perché il mio pulcino è sempre sorridente. E quella tristezza oggi mi distrugge. 
A peggiorare il tutto c'è il fatto che quando tornerà dall'asilo io sarò al lavoro, e quando tornerò stasera dal lavoro, lui sarà già a nanna. 
Oggi mi sento pessima. 
E ho male al cuore. 




sabato 23 marzo 2019

La mamma pungiball

A volte sono felice che quasi mi scoppia il cuore .
A volte vado in crisi profonda, che qualsiasi cosa mi mette paura .
Esattamente funziona così: quando Pisellino è felice, io sono serena e contenta. Lo sono di conseguenza.
Può cascare il mondo, ma io sono la più felice del mondo.
Ma se quella mattina lui si sveglia con la luna storta, vuoi perché è stanco o perché ha il naso chiuso o per chissà quale altro motivo, la giornata lì inizia e lí finisce.
Anzi vorrei che lí finisse e che ne iniziasse una nuova, perchè da lí in poi sarà una tragedia continua.
Lui in continua crisi, che urla, sbraita, piange e io di conseguenza (come uno specchio) che urlo, sbraito e talvolta piango. Solo che per me ci sono anche le botte.
E nonostante sia passato del tempo, e io sia ormai consapevole che comunque è una fase, e come le altre volte, passerà anche questa volta, il mio cuore continua a soffrire.
Poi chiusa la giornata si chiude la crisi, e il giorno dopo è tutto passato.
E ricominciamo a sorridere, ricominciamo ad abbracciarci e a baciarci e a giocare insieme e a farci le pernacchie sul pancino e tutto il resto, come se la giornata precedente non fosse mai esistita.
mi riprometto ogni volta di cercare di diventare più forte, perché lo schiaffo dato oggi, un domani potrebbe essere una parola.
Quella parola che detta in quel momento di rabbia (così come adesso è lo schiaffo nel momento di rabbia), potrebbe ferirmi molto più di quanto non mi ferisca adesso la sua mano.
E poi arriva la sera, e a volte io sono talmente distrutta fisicamente ed emotivamente che veramente non vedo l'ora che la giornata volga al termine.
Ma c'è lui nel suo lettino, della sua cameretta nuova, verde come la speranza che ci ha accompagnato fino al suo arrivo.  
ci sono io che mi siedo accanto a lui e gli racconto la favola.
E gli racconto la favola di "ti voglio bene babbo", e poi la favola di "ti voglio bene mamma".
e non so spiegare quanto è bello sentirgli dire, quando leggo la frase "mamma ti voglio bene" all'interno del libro (ripetuta tra le altre cose 100 volte), : "Mamma, ti voglio bene!!!"
A volte non mi sento all'altezza di essere mamma, mi sento così piccola da voler sparire.
A volte invece, quando lui mi fa capire quanto bene mi vuole, mi sento la mamma più super del mondo. 
Ma adesso, ad essere super, è il suo babbo :-)
Festa del papà 2019,  e  mettiamolo al centro dell'attenzione per una volta :-)





lunedì 21 gennaio 2019

Pisellino e i cerchi della felicità

A tutti quelli che adesso mi chiedono come sta Pisellino, io ora rispondo che è felice.
Felice per davvero.
È sereno, sempre sorridente.
Piange pochissimo e comunque le lacrime durano pochi istanti.
Al mattino si sveglia con il sorriso, anzi con la risata.
La sera andiamo a dormire scompisciandoci dalle risate.
E poi di giorno ci sbaciucchiamo, ci abbracciamo.
Lui smette di fare quello che sta facendo e mi corre incontro. Mi abbraccia e mi dice :"ciao mamma!!!" Con un tono di voce languido che nemmeno il principe azzurro nella più bella delle favole.
Disegna e disegna. Disegna alla sua lavagna e fa i cerchi. La Gioia è un cerchio, la mamma è un cerchio, il babbo è un cerchio e lui stesso è un cerchio.


E allora ecco cosa dice una grafologa...


Come vorrei potesse essere sempre felice e spensierato come lo è ora... E noi glielo auguriamo con tutto il cuore ❤️❤️❤️

martedì 25 dicembre 2018

Natale

Io ho ricevuto tutto dalla vita.
Con un po' di stenti e difficoltá, tanti sacrifici soprattutto per il lavoro, con i turni e il sonno perso, ma alla fine mi è stato donato tutto ciò che desideravo. Una famiglia.
E anche se quest'anno abbiamo passato il Natale in compagnia della febbre di Pisellino, comunque l'abbiamo passato in famiglia, tutti insieme.
È stato immenso vedere la faccia di Pisellino che trova i regali sotto l'albero.



Volere aprirli tutti (anche i nostri 😅).
Vedere la gioia della sorpresa.
Ma quest'anno, come non mai, il mio pensiero non va tanto a chi ancora un figlio non ce l'ha, ma a chi l'ha perso .
Lavorare in quella rianimazione sta diventando sempre più emotivamente distruttivo, e il mio cuore spesso piange, per le storie altrui.
Per le storie di sconosciuti .
Allora quest'anno, come non mai, faccio un augurio di un sereno Natale a chi soffre, a chi ha perso un figlio da 2 giorni, a chi non può vedere la pancia di sua moglie che cresce, a chi si ritrova a 9 anni in una stanza di ospedale, a chi è in ospedale da 4 mesi, a chi sta per morire, a chi sta per nascere.
Che questo Natale porti la forza e il coraggio di affrontare il dolore, di continuare a sperare, di continuare a vivere.
Buon sereno Natale a tutti

venerdì 21 dicembre 2018

Preparandoci al Natale

Ed ecco che arriva anche quest'anno, il periodo più bello dell'anno.
Con le sue luci, il suo freddo "da neve", i pacchi, i colori, le piste di pattinaggio sul ghiaccio che crescono come funghi...
Ed ecco che ci prepariamo anche noi...
e mentre Pisellino chiede a Babbo Natale "pochi giochi e tanta cioccolata" (speriamo che duri così per sempre!!!! :-), noi ci prepariamo invece ad impacchettare tanti giochi e tanta cioccolata :-)
E nel frattempo, all'asilo fervono gli ultimi preparativi per il Natale...

Renna
Alberello da appendere all'albero di Natale

albero di Natale o stella cometa???



E per finire... si preparano biscotti nella casa di Babbo Natale!!!





giovedì 13 dicembre 2018

Le vacanze, che spasso!!!

A tutti coloro che mi dicono che le vacanze con i figli e il cane sono uno spasso, dico... beati voi!!!
Le vacanze con figlio e cane per noi sono frenetiche, incasinate, spesso stressanti e al limite della crisi di nervi!!!
Nonostante l'euforia iniziale a cui tutti partecipano attivamente, con la preparazione delle valigie e delle varie cose, quando si parte, inizia il delirio.
La Gioia che ansima ansiosa nella macchina come se la stessimo per portare al patibolo.



Pisellino che dopo 10 minuti dalla partenza, completamente disinteressato a cartoni, giochi e cose varie, comincia a chiedere di scendere.
E mentre lui comincia a piangere ed urlare perché vuole scendere, la Gioia ansima e chiede aiuto guardando fuori dal finestrino.
E tutto questo, nonostante si parta di notte (per mantenere il normale ritmo circadiano), per favorire il sonno, e via dicendo.
Poi la Gioia che deve far pipì, poi Pisellino che vuole il latte, poi ad un certo punto la pipì scappa anche a me, poi al marito fa male il ginocchio.
E fu così che un viaggio di 4 ore, diventò miracolosamente di 7!!!
Ma tutto a posto.
Siamo in camper ragazzi, andrà tutto bene perché qui abbiamo tutto ciò che ci serve.
E invece gli spazi sono ridicoli (ah, è la nostra prima esperienza in camper!!!).
E Pisellino vuole giocare fuori e dentro dal bagno.
E la Gioia vuole giocare a correre.
Poi la Gioia vuole dormire nel letto, ma il letto è troppo in alto e non ci arriva.
Poi Pisellino vuole giocare con gli sportelli della cucina mentre sto cucinando in una cucina grande quanto quella di Masterchef.
Aiuto!!!!
Quando pensi che stai per esaurirti, ecco che arriva il momento di sedersi e mangiare tutti insieme.
E tutto cambia.
Perché non hai lo stress del lavoro, non hai altri pensieri, non hai orari da rispettare. Non hai TV, telefonini che suonano. Siete solo voi 4, in un piccolo camper, seduti a tavola a mangiare e chiacchierare.
Ed ecco che ti rendi conto che forse vivere tutto questo ne valeva la pena.
Anche le botte e le testate prese nel viaggio. Già, perché come nei migliori film... " a volte ritornano!!!".
E le botte e le testate sono tornate inesorabilmente a farci compagnia.
E sempre e solo alla mamma, ovviamente.
Ma anche questo ha il suo lato bello. L'abbraccio per far pace che mi chiede dopo.
Vale più di mille testate. Anche se le testate fanno male al cuore, ve lo posso assicurare.







Ed ecco poi che consegniamo la nostra letterina a babbo Natale, dove scriviamo a chiare lettere che "non darò più le botte alla mamma" (testualmente dettatami da Pisellino). Quindi non ci resta che aspettare. A Natale mancano solo 12 giorni, dopodiché basta botte :-)



mercoledì 28 novembre 2018

L'amore non è bello, se non è litigarello

L'amore non è bello se non è litigarello. Sarà vero???
A me non piace litigare, con nessuno.
Ma spesso e volentieri mi capita di litigare con Pisellino.
I pedagoghi dicono che litigare con un bambino è normale, ma sostanzialmente inutile.
Sono spesso lotte di potere genitore - bambino, che non portano a nessuna conclusione. Se non, a far passare per "scemo" il genitore. Che in teoria, dovrebbe avere un livello di maturità tale, da essere in grado di spiegare dov'è l'errore, senza inutili ricatti, musi lunghi, urli, e via cantando.
Cioè: se il figlio piange che non vuole mangiare, il genitore medio cosa fa?
"Se non mangi, non giochi, e vai subito a letto, e ti mando a raccogliere il cotone nelle piantagioni, e non vai a giocare con i tuoi amici, e non mangi più la cioccolata, ecc ecc".
Il figlio ti guarda attonito. Spesso fa una risatina. E tu ti arrabbi ancora di più " e non mi prendere in giro, e devi portare rispetto, e sai chi sono io??? e guarda chi comanda, e bla bla bla".
Parole al vento.
Il figlio, o diventa ancora più dispettoso, oppure ride. In entrambi i casi, ci manda in fibrillazione.
E si comincia a litigare (che senso ha litigare con un bambino??? Che significato potrà attribuirgli??? e il muso o la punizione... hanno davvero un effetto positivo???).
Sta di fatto che, alla fine dei guai, chi ci sta male di solito è il genitore. E ci sta male tre volte.
1 - perchè si accorge di essere un cretino
2 - perché non ha trovato alcuna soluzione al problema
3 - perché litigare con un bambino non è fisiologico, e fa male. Un male fisico, oltre che emotivo. Almeno a me.
Dopo un'inutile discussione, ci siamo guardati. E per l'ennesima volta "facciamo pace???", lui mi stampa un mega sorriso e mi dice "Sì". Mi prende al collo e mi abbraccia.
Poi si fa l'ora di andare a lavorare.
E il cuore è ancora un po' in subbuglio per quegli stupidi 5 minuti.
E allora ci abbracciamo e ci sbaciucchiamo.
Lo saluto per andare al lavoro e...
 " Mamma, ancora baci!!!" e allora ancora baci.
Lo risaluto per andare al lavoro e...
"Mamma, ancora baci!!!", e allora ancora baci.
Il mio cuore si riempie. Lui è di nuovo felice, e io pure.
E il marito filosofo ridendo, cita "l'amore non è bello se non è litigarello". :-)

A parte le scene di ordinaria follia...
Sabato scorso siamo andati al presepe di sabbia che fanno ogni anno nel nostro paesello.
Le dade dell'asilo sono riuscite ad ottenere una speciale concessione dagli artisti della sabbia, e hanno creato uno spazio apposta per i bimbi dell'asilo.
Gli hanno creato una stradina, e ogni bimbo ha fatto la sua stella di sabbia.
La stella, perché ogni bimbo è una stella luminosa.
La strada, perché i bimbi sono in cammino.
Ovviamente una buona mano del suo babbo, ed ecco fatta la stella :-)
Tutti invitati l'8 dicembre al tendone del presepe che i bimbi hanno la loro bancarella e vendono i loro prodotti!!!! :-)











domenica 4 novembre 2018

Ultimo incontro con i servizi sociali

Eccoci arrivati all'ultimo incontro con i servizi sociali.
Ci hanno voluto vedere per l'ultima volta, visto che ora l'adozione è effettiva.
A febbraio inizieranno gli incontri post adozione con le altre coppie che dureranno circa 4- 5 mesi.
Hanno voluto sapere come sta Pisellino, come si comporta.
Come stiamo noi.
Nel frattempo Pisellino continua a fare le sue esperienze...
con le dade dell'asilo raccolgono olive e le fanno in salamoia...



a scuola di cucina prepara tortini con la zucca...

















e alla festa di Halloween portiamo la nostra zucca decorata, e arriviamo secondi alla gara!!!!
non vi dico la felicità di Pisellino... perché la sua zucca ha vinto, e perché ha vinto un sacchetto di caramelle :-)


























Ma la cosa più bella...
lo scambio generazionale.
I bimbi sono andati in una casa di riposo qua vicino e hanno trascorso la mattina facendo compagnia ai nonni.
Hanno cantato canzoni, fatto merenda insieme, e fatto le attività con loro.



" A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni"
Alessandro Baricco

sabato 20 ottobre 2018

Nella pancia della mamma

All'asilo da questa settimana inizia il progetto libro.
Ogni 15 giorni i bimbi andranno in biblioteca, nella zona dei libri per i  bambini e ragazzi, per far capire l'importanza dei libri nella loro crescita.
Sta di fatto che ai bambini viene chiesto di scegliere un libro da portare a casa, da riportare la volta successiva al ritorno in biblioteca.
Pisellino comincia a spulciare in questa gigantesca biblioteca e in questo marasma di libri e sceglie il suo libro.
Va dalla maestra gli fa vedere che libro ha scelto e lo mette nella sua borsetta.
Vado a prenderlo all'asilo, guardiamo nella sua borsetta, e mi accorgo che ha preso un libro che io non avrei mai nemmeno immaginato di comprare.
Ha preso a noleggio: "Nel pancione della mamma".
È la favola di un bimbo che sta aspettando una sorellina, che si trova, per l'appunto, nella pancia della mamma.
ora: a lui piace tanto questo libro, ma ancora probabilmente non ha consapevolezza di quello che gli racconto e di quello che sto leggendo.
Però tu guarda il destino che libro gli ha fatto scegliere fra tutti!! :-)
il giorno dopo sono andata dalle maestre e gli ho chiesto se avevano notato che tipo di libro avesse preso.
 Loro hanno detto che avevano visto e che ci avevano pensato un attimo se farglielo prendere comunque o no, ma in realtà una delle maestre ha detto che io e marito siamo troppo bravi per soffermarci su una favola del genere, e che comunque andava rispettato il fatto che l'avesse scelto lui, e quindi fosse proprio quello che voleva.
Devo essere onesta nel dire che non ha generato un grosso sconvolgimento nel mio cuore e in quello della mia famiglia, anche perché oramai, dopo aver concepito Pisellino dal mio cuore, ho capito bene cosa sono in grado di fare e cosa mi aveva riservato la vita.
Ma questa storia mi ha fatto sorridere e mi ha fatto pensare a quanto strana e beffarda  a volte sia la vita :-)



Nel frattempo, si sgranano fagioli all'asilo...



mercoledì 17 ottobre 2018

La busta verde

Ricevere una busta verde dal postino di solito non è mai una bella cosa...
Solitamente è una multa, o è una lettera dell'Agenzia delle entrate, o peggio ancora un avviso di garanzia. 
Ma questa volta, la busta verde porta con sè la notizia più bella che potessimo ricevere.
Iter dell'adozione: finito.  
Pisellino è finalmente a tutti gli effetti nostro figlio. 
Per la legge italiana, prende il cognome del suo babbo. 
So che per chi non ha vissuto questo percorso, questo può sembrare una banalità.
I bambini nascono e prendono il cognome del loro babbo, e tutto è normale. 
Per un genitore adottivo invece è una tappa fondamentale, che assume un'importanza incredibile perché finalmente è tutto finito. Pisellino ha avuto per mesi e mesi  un cognome inventato, di buon auspicio certo, ma di fatto inventato e che non apparteneva né alla sua vecchia vita nè alla sua nuova vita.
E in un attimo mi passano davanti agli occhi tutte le tappe di questa percorso: l'attesa di diventare mamma, il primo colloquio con l'assistente sociale, gli incontri con le altre coppie, la fase dell'istruttoria, l'incontro davanti al giudice, l'attesa del decreto, l'arrivo del decreto.
 I pellegrinaggi fra i vari enti, i pellegrinaggi in tutti i tribunali che ci hanno chiamato, e infine il lungo viaggio per arrivare da te.
Benvenuta nuova FAMIGLIA. 
E Buona grandiosa vita!!!




lunedì 8 ottobre 2018

Tutto tua madre

Credo che per ognuno di noi ci sia un disegno già scritto. 

E questo disegno comprende anche il diventare (o meno) genitore.
C'è chi diventa genitore senza volerlo o cercarlo, c'è chi diventa genitore non appena gli viene voglia di fare un figlio, c'è chi diventa genitore dopo anni di preghiere, chi lo diventa dopo un tentativo di fecondazione, chi dopo 10, chi prende la strada dell'adozione. 

E anche in quest'ultima, c'è chi ce la fa e chi no.
Nel nostro disegno, c'era Pisellino, fin dall'inizio. 

Ma questo lo capisci solo quando arrivi a fine corsa, non prima. Capisci perché non sei rimasta incinta 6 anni prima, perché la fecondazione è andata male. 

E lo capisci quando arriva lui. Quando lo tieni in braccio, lo baci e lo abbracci. 

Lo capisci quando ti chiama mamma, quando ti corre incontro. Quando è LUI che vuole TE quando si sveglia, quando è triste, quando ha voglia di giocare, quando è arrabbiato. 

Capisci che è LUI perché é LUI che ti fa arrabbiare così tanto, ma con cui hai così tanta voglia di far pace dopo.

Era lui che aspettavamo, ed è lui che è arrivato, dopo tanto.


E allora, ascolto la canzone di J-ax, una poesia bellissima dedicata a suo figlio. Lui che come noi, ha probabilmente atteso e pianto. 

E io ascoltando questa canzone mi ci ritrovo, anche se il nostro finale è diverso. 

E soprattutto, guardando il video, piango. Perché mi sembrano scene viste, e vissute, fra le quattro mura di casa nostra.


TUTTO TUA MADRE

La vita no non è uno scherzo ma ha la sua ironia
Io sorridevo per mestiere ma era una bugia
È più che una famiglia io volevo l’anarchia
Ma adesso asciugo tutti con la tua fotografia
avevo perduto fiducia nel mondo
senza nemmeno rendermene conto
il lavoro andava a gonfie vele
La casa una barca che andava giù a fondo
Sai che la mamma aspettava un bambino ma dopo l’ha perso
Io paralizzato come un brutto sogno
Mentre lei piangeva e cadeva in ginocchio
E in quel momento mi si è rotto qualche cosa dentro
per la prima volta mi sono sentito vecchio
Vittima di una fattura una stregoneria
tu hai rotto il sortilegio
Perché sei una magia 





E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre



Quand’è che ci fate un figlio?
tutti la stessa domanda
Io trattenevo la rabbia
Perché avrei voluto spaccargli la faccia
Avevo perso da mò la speranza
Non sopportavo più tutto quel dramma
Ad avere coraggio ci pensava mamma
tra medicine e le punture in pancia
Messo alle corde anch’io
Pensavo alla religione
Se un figlio è un dono di Dio
Forse questa era la mia punizione
Ma quelli che mi amano
Con il biglietto per il mio spettacolo
Chissà se si immaginano
Che hanno pagato le cure e i dottori che hanno realizzato un miracolo
ora so che dietro il caos c’è un senso più profondo
sei nato a Febbraio lo stesso giorno del nonno
mamma incredula temeva che fosse un miraggio
E i primi mesi ti ha tenuto giorno e notte in braccio



E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre



Da mamma hai preso il nasino
la forma degli occhi e del viso
l’abilità di cambiarmi l’umore soltanto facendo un sorriso
quando non dormi mai fino al mattino
quando fai casino rido perché
la testa dura e la voglia di urlare quelle le hai prese da me
Le hai prese da me



E ti porterò lontano con la forza di un missile
e ti prenderò per mano
ti porterò a giocare su un prato
E il telefono l’ho buttato
e ho buttato tutte le pare
per fortuna assomigli a tua madre
per fortuna sei tutto tua madre





mercoledì 3 ottobre 2018

Festa dei nonni 2018



2 ottobre 2018. Festa dei nonni.
Sono sicura che " ai miei tempi" questa festa dei nonni non ci fosse...
Poi leggo su Internet che la festa dei nonni nasce per valorizzare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie. 
E allora ben venga. 
Anche se il nostro Pisellino è al momento mamma - dipendente e babbo - dipendente, i nonni sono sempre presenti, e lui deve sapere che su di loro può contare, perché non ci sarà mai nessuno al mondo, oltre a noi, che gli vorrà così tanto bene.
E allora all'asilo hanno preparato un pensierino per i nonni, per tutti e 4. 
Un cuore a testa, con il suo disegno. 
E i nonni si sono sciolti. 
E allora... Buona festa dei nonni ai nostri quattro nonni :-) 



martedì 11 settembre 2018

Resoconto di un'estate

L'estate volge al termine.
Adoro questo periodo, perché la spiaggia si svuota, i negozi cominciano a chiudere. 
Le giornate sono ancora belle, ma è fresco e si riposa bene. 
L'estate è volata; fra lavoro, asilo, feste, e alla fine, le meritate ferie in montagna. 
Pisellino sta crescendo a vista d'occhio (17 cm da quando è arrivato!!!).
All'asilo gioca, balla, va al mare, mangia tanto ed è sereno. 
A casa piange tanto, recupera il tempo non passato a piangere all'asilo (dove non piange nemmeno se si fa male :-) 
Abbiamo abbandonato il ciuccio. In un momento di rabbia l'ha tirato, e abbiamo "fatto finta" che se lo fosse mangiato la Gioia. Non l'ha mai più chiesto. 
Abbiamo tolto una sponda del letto, ora che sta diventando grande. Spesso e volentieri cade (abbiamo messo il tappetino "salva testa" sotto però), ma a lui piace tanto perché può salire e scendere da solo. 
Leggiamo una favola al buio tutte le sere, una "nuova" tutte le sere. E poi la sua favola. 
Abbiamo fatto la nostra settimana in montagna. A giocare, ridere, mangiare sempre insieme, piangere, dormire, coccolarci, baciarci e abbracciarci. 
Ha imparato a fare lo scivolo al contrario. 
Ha imparato a scendere dallo scivolo al contrario. 
Sta cominciando a comporre le frasi.
Sta cominciando a fare le sue "cose" nel vasino. 
Ha ricominciato a mangiare da solo, come quando era arrivato. Mangia con la forchetta, taglia con il coltello.
Da lunedì toglierà ufficialmente il bavaglino, perché sta diventando "grande". 
Sta diventando sempre più coccoloso. Dà mille baci, ti stringe da togliere il fiato. 
Ma in compenso vuole stare solo con me e marito. No nonni, no zii, no cugini. 
Abbiamo firmato il termine dell'anno di affido pre - adottivo. 
Tra poco arriveranno i documenti e potremo preparare le carte per fargli prendere il cognome di marito. 
I servizi sociali ci hanno scritto una bellissima relazione, in cui mettono in luce la serenità di Pisellino, il suo cambiamento. La sua amicizia speciale con la Gioia. La sua evoluzione in questo ultimo anno. 
I giudici sono stati contenti, noi anche. 

Poi c'è tutto il resto.
Gli urli in casa; i capricci. Le scenate, le sceneggiate. 
Lui che urla, io che urlo. 
Lui che quando è arrabbiato ti tira un bel ceffone. Noi che ci arrabbiamo e urliamo più forte. 
Si litiga. 
Ci si tiene un po' il muso. 
Si cerca di fare del proprio meglio, ma a volte il cervello non aiuta e non si riesce a fare la cosa migliore. Vengono a meno i buoni principi dell' "urlare non serve a nulla", "parlare con dolcezza", tenerlo stretto e accoglierlo (anche perché hai paura che ti tiri uno schiaffone). 
Ma poi passa. 
Lui arriva mezzo ciondolante, con le candele al naso, gli occhi gonfi e si attacca alla gamba. 
Allunga le braccia. Tu lo prendi in braccio, lui mette la testa sulla tua spalla. 
"Facciamo pace?" Gli chiedo. 
"Sì". E ci diamo un bacio. 
Ed è tutto finito. 
E speriamo che, tutto sommato, fare pace sia così semplice anche in un futuro prossimo.






martedì 28 agosto 2018

La super festa

Io non so come siano gli altri asili del pianeta, non so come siano le altre maestre, se vogliono bene ai loro bimbi e quanto.
Io so che le nostre maestre sono speciali, davvero.
Attente, amorevoli, presenti. Instancabili. Giá, perché oltre a tutti i giorni della settimana, hanno voglia di organizzare feste di venerdì sera. Hanno voglia di creare libroni di ricordi, fare foto ai bambini per immortalare ogni momento condiviso con i bimbi, per far vedere come trascorrono il loro tempo all'asilo.
Comunque sia.
Venerdì sera, festa con apericena in riva al mare, e "spettacolo" dei bimbi.
Tutto organizzato magnificamente , i bimbi con la maglietta fatta da loro con le loro manine stampate




La recita, in cui spiegano "chi sono i bimbi".
E poi i libroni dei ricordi.



E poi il video con tutte le loro foto: al lavatoio a lavare i panni, al mare a guardare l'alba, a Sant'Arcangelo a fare le capriole nell'erba, nell'orto ad innaffiare e poi a raccogliere i pomodori.
Io ho pianto, marito ha pianto, gli altri genitori hanno pianto. Le nostre tate hanno pianto.


E io sono tremendamente felice che Pisellino cresca con loro.
Grazie Bea, grazie L'eli, grazie Ceci. ♥️







sabato 11 agosto 2018

C'era una volta

C'era una volta un bimbo che cercava una famiglia.
C'era una volta un babbo con una mamma e una cagnolina che cercavano un bimbo.
Il bimbo cercava una famiglia che lo amasse, lo coccolasse e lo tenesse stretto.
Il babbo con la mamma e la cagnolina cercavano un bimbo da amare, da coccolare, da tenere stretto.
Un bel giorno tutti e 4 si incontrarono, e iniziò una delle più belle storie d'amore che si possano raccontare.
Tante lacrime, tante crisi. Tanti urli. Una mamma un po' sciocca che spesso alza la voce credendo sia il modo migliore per farsi ascoltare.
Un bimbo in piena fase di capricci, che crede che i capricci possano fargli conquistare il mondo.
Un babbo, un po' irritabile a volte.
Una cagnolina, che risolve tutto leccando tutti dalla testa ai piedi.
Che famiglia ragazzi! mi ritrovo nel letto, con marito da una parte, Pisellino nel mezzo, e la Gioia in fondo ai piedi a proteggere tutti. E mi accordo che è tutto quello che ho sempre sognato e desiderato.
E allora chissenefrega degli urli, dei pianti, dei capricci. Perché sono felice, per davvero. Come non lo sono mai stata.


Pisellino va all'asilo, è tanto sereno. Ha imparato a fidarsi delle sue tate, ed è bellissimo. Si fida dei suoi amici, li prende per mano, ci gioca insieme.
Piange tanto, ma ride anche tanto.
Vuole la favola prima di dormire; una "nuova" tutte le sere, dice.
Poi vuole la sua favola. Quella che racconta la sua storia, la SUA favola. Quella che lo accompagnerà per tutta la vita. Quella che farà nascere in lui un milione di domande.
E mentre va all'asilo e prepara lo spettacolo di fine estate, noi ci accingiamo a mettere un punto alla trafila burocratica che ci ha portato fino a qui. 
Il 22 di questo mese si va a firmare il "per sempre con noi".
La fine del periodo di affido pre -adottivo, la fine del nostro "periodo di prova". La fine del "chissácomeandráafinire".
L'inizio del "famigliaanchedavantiallalegge".
Perché in realtà famiglia lo siamo ormai da 14 mesi, ma finalmente potremo dire non è "domiciliato" da noi (!!!!!) ma che questa è la sua casa anche sul documento :-)
E piano piano prenderà anche il cognome del suo fierissimo babbo.

Ecco i "frutti" dell'orto dell'asilo :-)