sabato 15 luglio 2017

*Mamma*

Oggi è stato il mio compleanno. 
Mi sono arrivati tanti messaggi con scritto che questo era un compleanno speciale. 
E lo è, davvero.
Ma la mia mamma è in ospedale ricoverata, e dovrà essere operata alla testa.
Avevamo programmato una pizzata con la famiglia al completo, ma è saltata. 
Ogni anno, aspetto il mio compleanno per stare con tutta la famiglia. Genitori, suoceri, zii, nipoti, ovviamente marito. E quest'anno ovviamente il pupetto. 
Ma quest'anno niente.
Sono stata un po' triste oggi, non perché non potessi festeggiare, chissenefrega.
Ma perché sapevo che mancava un pezzo di famiglia.
Sapere che il mio babbo dorme da solo mi fa piangere il cuore.
Sapere che mia mamma è in ospedale, mi fa piangere il cuore e gli occhi. 
E mi accorgo che ho paura. Perché questa vita è davvero beffarda delle volte,  e il colpo di scena è sempre dietro l'angolo. Nel bene o nel male. 
Ma andrà tutto bene, perché mia mamma è una tosta e non ha voglia di stare lì dentro ancora a lungo. 
E poi mi ha promesso che appena esce andiamo a fare una pizzata per il mio compleanno tutti insieme.
E non importa se sarà il 25 luglio o il 15 agosto. L'importante è che la famiglia sia al completo.
Mamma in bocca al lupo. 
Daje tutta!!! 







martedì 4 luglio 2017

Un mese di noi

Oggi è esattevolmente un mese che è nata la nostra famiglia allargata.
È stato un mese estremamente intenso.
La prima settimana ho temuto di non farcela, di non essere pronta, di crollare da un momento all'altro.
Invece ho capito, anzi abbiamo capito, che il principino voleva metterci alla prova, cercando di capire se eravamo noi quelli che stava cercando :-)
Un mese importante, pieno di regali, di giochi, di coccole.
Un mese in cui ha stretto i primi legami forti con le persone che lo accompagneranno per tutta la vita: nonni, zii e cugini. 
Ha imparato a camminare.
Sta imparando ad amarci. Ci abbraccia fortissimo, ci bacia.
Prende la nostra mano e se la stringe al cuore.
Facciamo i giochi nel letto tutti e 4 insieme.
Andiamo in giro in bici cantando la canzone dei coccodrilli o di whisky il regnetto.
Si va a fare shopping.
Si sta seduti nel carrello della spesa.
Si siede per terra di fronte alla Gioia parlando nel linguaggio dei Minion, con lei che lo guarda curiosa.
Dorme a bocca aperta come la sua mamma...
È un piangolone come il suo babbo :-)
È vivace come la Gioia. 
Direi che è proprio nostro figlio. 
Buon primo mesiversario famiglia. 
Che siano mille milioni di mesiversari come questi!! 



 

martedì 13 giugno 2017

I figli vengono dal cuore

È proprio vero. I figli vengono dal cuore. 
Non so esprimere a parole quello che la nostra creatura ci fa sentire, ma anche il solo essere abbracciata, il vedere il suo sorriso alla Pippo con un dente a Catania e uno ad Aosta, vedere che mi si butta addosso per essere preso in braccio... 
e poi vedere come è riuscito a conquistare i nonni, gli zii e i cugini. 
Ti accorgi davvero che non serve portare in grembo 9 mesi un esserino per amarlo, ma basta che sia tuo figlio. 
Ci si sceglie. Noi abbiamo scelto lui come lui ha scelto noi. 
Siamo una famiglia. ❤️
E alla fine dei conti, questa cosa non dispiace poi nemmeno alla Gioia... :-)




sabato 10 giugno 2017

A casina nostra

Finalmente a casa. 
Finalmente a casa noi 4.
La casa è piena adesso, e io sono straordinariamente felice. 
La Gioia finalmente ha qualcuno che le allunga il cibo dal tavolo e un seggiolone da leccare :-)
Oggi è stato bravissimo.
Ha conosciuto i nonni (che sono già impazziti), gli zii e i cugini che sono venuti a fare merenda con il gelato e gli hanno regalato un favoloso costumino (anzi 2), e poi abbiamo conosciuto la spiaggia e l'acqua del mare. 
Poi stasera passeggiata con la Gioia, ma al ritorno è calata la palpebra... giornata intensa per noi, stra piena per lui. 
Ma è stato bravissimo, nemmeno una lacrima. 
È proprio nostro figlio. Mi sembra di aver fatto la mamma da sempre. 
Sono felice, il mio cuore stramazza di risate e io sono la più fortunata del mondo intero!!! 

 

venerdì 9 giugno 2017

Buona vita

Lo guardo e ho l'impressione che sia sempre stato con me.
Il modo in cui ride, il suo modo di cercarci...
Quando allunga le braccia perché vuole venire in braccio... e poi ti stringe e ti appoggia la testa sulla spalla... 
E poi stare seduti a tavola e mangiare tutti e tre insieme...
E poi fare i giochi nel letto... e fargli le pernacchiette sul pancino... 
be', credo che la vita questa volta mi abbia fatto proprio un bel regalo. Il regalo che aspettavo da una vita.
Ora desidero solo che cresca forte e sano, e che la mia famiglia sia sempre unita. 
Che io, Cristian, la Gioia e il piccoletto possiamo scrivere insieme una bellissima storia d'amore... 
buona vita piccolo principe!!!



lunedì 5 giugno 2017

Il piccolo principe e la volpe

In quel momento apparve la volpe.
«Buon giorno», disse la volpe.
«Buon giorno», rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
«Sono qui», disse la voce, «sotto al melo...»
«Chi sei?», domandò il piccolo principe, «sei molto carino...» «Sono la volpe», disse la volpe.
«Vieni a giocare con me», le propose il piccolo principe, «sono così triste...»
«Non posso giocare con te», disse la volpe, «non sono addomesticata.»
«Ah! scusa», fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
«Che cosa vuol dire “addomesticare”?».
«Non sei di queste parti, tu», disse la volpe, «che cosa cerchi?» «Cerco gli uomini», disse il piccolo principe. «Che cosa vuol dire “addomesticare”?»
«Gli uomini», disse la volpe, «hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?»
«No», disse il piccolo principe. «Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”?»
«È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”...»
«Creare dei legami?»
«Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te uni- ca al mondo.»

Comincio a capire», disse il piccolo principe. «C’è un fiore... credo che mi abbia addomesticato...»
«È possibile», disse la volpe. «Capita di tutto sulla Terra...»
«Oh! non è sulla Terra», disse il piccolo principe.

La volpe sembrò perplessa.
«Su un altro pianeta?»
«Sì.»
«Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?» «No.» 

«Questo mi interessa! E delle galline?»
«No.»
«Non c’è niente di perfetto», sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
«La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uo- mini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano...».
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
«Per favore... addomesticami», disse.
«Volentieri», rispose il piccolo principe, «ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose.» «Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe. «Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!»
«Che bisogna fare?», domandò il piccolo principe.
«Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe. «In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio
 e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino...»
Il piccolo principe ritornò l’indomani.

Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comin- cerò a essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti

 Che cos’è un rito?», disse il piccolo principe.

«Anche questa è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza.»
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della partenza fu vicina:
«Ah!», disse la volpe, «... piangerò.»
«La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...»
«È vero», disse la volpe.
«Ma piangerai!», disse il piccolo principe.
«È certo», disse la volpe.
«Ma allora che ci guadagni?»
«Ci guadagno», disse la volpe, «il colore del grano.»
Poi aggiunse:
«Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto».
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
«Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente», disse. «Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ora è per me unica al mondo.»
E le rose erano a disagio.
«Voi siete belle, ma siete vuote», disse ancora. «Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa.»

ritornò dalla volpe.

«Addio», disse.
«Addio», disse la volpe. «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.» «L’essenziale è invisibile agli occhi», ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
«È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.»
«È il tempo che ho perduto per la mia rosa...», sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

 «Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...»

«Io sono responsabile della mia rosa...», ripeté il piccolo principe per ricordarselo.

Il Piccolo Principe, 

Antoine de Saint - Exupéry 


 

 

domenica 4 giugno 2017

Si parte!!!

In partenza per andare da lui. 
Da oggi comincia ufficialmente la nostra vita in 4 (con la Gioia 🐶 ovviamente, pezzo integrante della famiglia).
Per di più, oggi è proprio il nostro anniversario di matrimonio!! Un regalo più bello non potevamo riceverlo :-)
Siamo pronti prontissimi!!!! 


Ehi fratello, ti sto aspettando sul tuo tappeto... :-) 



giovedì 1 giugno 2017

1 giugno 2017



H.7.30 
È arrivato il grande giorno. Cristian si fa la barba, vuole essere bellissimo oggi. 
Io ho pensato e ripensato a come vestirmi. Come se a lui/lei potesse interessare :-)
Non ho idea di cosa succederà oggi, Cristian chiede cosa faremo/diremo, io penso solo che ho la lumaca nello stomaco e le gambe in pappa. 
Paura, tantissima. 

H.18.45
Giornata quasi terminata.
Faccio fatica ad esprimere quello che provo. È stata una giornata intensa, probabilmente una delle più intense della mia vita.
È lui. È nostro figlio.
Meravigliosamente meraviglioso. 
È lui che attendavamo da così tanto tempo. E spero che fossimo noi quelli che lui aspettava. La paura del primo incontro è svanita all'improvviso, e ha lasciato il posto alla voglia di conoscersi. E se prima era titubante e ci guardava con fare sospetto, poi ha cominciato a giocare con noi. E quando mi è venuto in braccio e mi ha abbracciato? Be' ecchevelodicoaffa'. L'abbraccio che attendevo da tutta una vita. 
Poi merenda ( prepariamo bavaglini sparsi per tutti i muri di casa!!!). Poi mi hanno fatto cambiare il pannolino e l'ho messo a nanna. 
Per noi sarà stata una giornata piena di stimoli, ma per lui credo sia stata ancora più intensa.
Ora di corsa a casa a preparare la cameretta. 
A comprare tutto il comprabile, e a cercare un bel libro dove si insegni come si diventa mamma in 10 mosse :-)
Io e Cristian ci siamo abbracciati fortissimo. 
Per quanto tempo l'abbiamo atteso. E per quanto tempo l'abbiamo sognato e sperato. Ora in un battito di ciglia è arrivato, e io credo di essere la persona più fortunata, orgogliosa e ricca che possa esserci al mondo. 
Buona nuova vita a noi famiglia.
Buona nuova vita a te meraviglia delle meraviglie. Che tu possa avere tutto: gioia, spensieratezza, amici, affetti... e giocattoli :-)
E che possiamo essere noi dei bravi genitori per te. 
Ti amiamo da sempre. 
Ti ameremo per sempre.





martedì 30 maggio 2017

Lacrime ad Hyde Park

Ed improvvisamente cambia la tua vita.

Quella gravidanza iniziata 6 anni fa, è giunta al termine.

Ricevi quella telefonata, che attendi da così tanto che quasi non ci speri e credi più. 

Hanno scelto noi. Hanno scelto noi perché credono che possiamo essere i migliori genitori per te.

Giovedì veniamo a conoscerti.

Io e Cristian non capiamo più niente.

Siamo seduti su una panchina di Hyde Park a Londra e cominciamo a chiamare mamma, suocera, sorella, fratello. 

E un fiume di lacrime. Ma gli inglesi si fanno gli affari loro, non ci guardano :-)

Giovedì. Giovedì di questa settimana?

Giovedì dopo domani???

Mi tremano le gambe. 

Mi trema il cuore.

Partono le domande: dobbiamo comprare il passeggino, il lettino, il sedile per la macchina. Il seggiolone. E poi cosa mangia? E i vestitini? E che taglia avrà? 

Oddio. Non ho mai fatto la mamma. 

6 anni per prepararsi e poi alla fine si arriva impreparati.

Che paura. 

E quando lo vediamo cosa proveremo? Come si comporterà? Sarà felice, spaventato, scostante? 

Non so. Quello che so è che ho il cuore in subbuglio. 

Sono tremendamente felice e tremendamente spaventata allo stesso tempo. 

Piccolo, ti abbiamo preso una cosa oggi.

Il tuo primo gioco. 

Ci tenevo a prendertelo, perché oggi per noi è un giorno speciale. Abbiamo saputo  che arriverai a riempire i nostri cuori. E noi ce la metteremo tutta per riempire il tuo. Ti daremo tutto e più di tutto. Insegnaci a diventare dei bravi genitori. 

Insegnaci ad amarci come tu vuoi essere amato. 

Disegnamo insieme la nostra vita insieme e costruiamo la storia della nostra famiglia. Ti aspettiamo, e anche la Gioia ti sta aspettando.

Ti abbiamo preso una giraffina.

La giraffa è un animale speciale: guarda in alto e vede lontano. 

Che la tua vita possa essere ricca di amore, gioia e risate. 

In bocca al lupo a noi.




sabato 27 maggio 2017

Keep calm e in bocca al lupo

Colloquio in tribunale.
Pare ci siano buone notizie, ma non ci sbilanciamo.
Dobbiamo aspettare qualche giorno che si riuniscano e prendano la decisione migliore. 
In bocca al lupo Chiara e Cristian!!!!


mercoledì 24 maggio 2017

Una strana giornata

Mattina intensa al lavoro.
Poi la notizia che marito deve essere di nuovo operato al ginocchio perché una vite anallergica ha fatto allergia (!!!!).
Poi il probabile sciopero degli aerei previsto per domenica proprio ora che riuscivamo, con i turni, ad andare via un paio di giorni.
Poi la mail quasi all'ultimo minuto che ci programma un incontro con l'ente nel paese di moltomoltolontano.
Poi la chiamata di uno dei tribunali in cui siamo stati. "Abbiamo bisogno urgentemente che veniate. Sabato riuscite?"
Sabato. Fra 3 giorni. Ovvio che mi sconvolgi la vita. Ovvio che vengo, cascasse il mondo. Un'urgenza è un'urgenza :-) 
Completamente asettici, affrontiamo anche questo incontro. 

"Chi non spera l'insperabile non lo scoprirà"



giovedì 18 maggio 2017

Perù 🇵🇪

Scelto l'ente, scelto il paese: Perù!!!
Ci prepariamo a rinnovare i passaporti, a fare le analisi del sangue, rifare la relazione psico-sociale e ovviamente la valutazione dallo psicologo :-) 
Sperando di partire il prima possibile :-)
In bocca al lupo a noi!!! 


domenica 14 maggio 2017

Festa della mamma 2017






Tanti auguri a me di buona festa della mamma, perché sono mamma di una bambolina pelosa. 
Dedicato a me, che ho il marito più super del mondo. Insieme ce la faremo. Sempre mano nella mano. Grazie. ❤️

sabato 29 aprile 2017

L'incontro formativo con l'ente

A volte ho come l'impressione di essere pazza.
Talmente "piena" di alti e bassi, e di sbalzi d'umore che faccio fatica a starmi dietro (e a sopportarmi). Immaginate un po' la gente che mi sta accanto.
Oggi incontro con l'ente; uno dei vari incontri di formazione che si fanno nel corso dell'attesa verso il paese straniero.
Siamo andati nel paese di moltomoltolontano per cui, anche oggi, sveglia abbondantemente prima dell'alba. 
Eravamo 6 coppie, una più bella dell'altra. Tutti belli esteticamente, ma anche bellissimi nel modo di parlare, nelle cose che dicevano, belli come coppia, sorridenti, spontanei. 
E ti accorgi che non siamo soli. Ma che siamo tutti sulla stessa barca. Una barca a remi, ovviamente. Nel bel mezzo dell'oceano.
Si è parlato dei "lavori" che ci sono stati dati da fare a casa. Il momento dell'incontro, la prima settimana insieme. Le metafore. Si è parlato di paure, aspettative, certezze. Ed è bello vedere che quello che pensi tu, è quello che pensano anche le altre coppie. E come probabilmente quello che ti passa in testa, le crisi di pianto, la voglia di niente, forse capita anche alle altre future mamme adottive.
Poi incontro individuale con la psicologa, per parlare nello specifico dei paesi a cui abbiamo pensato, sulla base delle nostre caratteristiche, dei nostri vincoli dati dal decreto, e del rischio sanitario che siamo disposti ad affrontare. 
All'uscita un po' di crisi. Perché ti accorgi per l'ennesima volta quanto sarà ancora lungo il cammino (almeno altri 2 anni  e mezzo), e di quanto purtroppo (sarà banale a dirsi) è una macchina per far soldi. A scapito di mio figlio che mi sta aspettando dall'altra parte del mondo.
Ma io devo prima dimostrare di avere la fedina penale pulita, di non essere pazza passando dalla valutazione dello psichiatra, e far vedere il mio conto in banca. Perché i soldi sì che fanno la differenza quando si tratta di crescere un bambino. 
Quanto mi fa soffrire tutto questo mondo, che amarezza. E non chiediamoci poi come mai calano le adozioni, o come mai alla fine del percorso arrivano 2 coppie su 10. 
Italia, rifletti.


venerdì 14 aprile 2017

Esausta

Un po' delusa, un po' triste, un po' arrabbiata. 
Oggi colloquio in un tribunale di molto molto lontano.
Premetto che ormai andiamo senza aspettative agli incontri con i giudici.
O meglio. Senza aspettative, ma comunque pieni di speranza.
Arriviamo carichi, emozionati, sorridenti come non mai. Arriviamo che siamo solo io e Cristian, nella nostra semplicità a volte anche banale. Siamo semplicemente noi. Non arrivo con i tacchi,nè truccata. Perché mi devono vedere per quello che sono nella vita.
Ma devono ascoltarmi e rispettare le mie idee.
Non sono mamma (ancora). Non sono una mamma adottiva (ancora). Ma in questi anni, da quando è iniziato il nostro percorso, noi siamo cresciuti. Abbiamo imparato cosa può voler dire essere stato abbandonato, picchiato, violentato psicologicamente. Sappiamo che il nostro bimbo potrebbe voler dormire per terra o mangiare con le mani "perché ha sempre fatto così". Forse vorrebbe rubare, perché ha sempre fatto così. Forse sarà chiuso, forse sarà un libro aperto. Forse ci accetterà il giorno stesso che entrerà in casa nostra, forse mai per tutta la vita. 
E io tutto questo lo so, anche se non l'ho mai provato in tutta la mia vita.
 Perché durante la nostra istruttoria ci hanno prospettato il peggio del peggio. E io so qual è il peggio del peggio, anche se non l'ho provato sulla mia pelle. 
Ma tu, mi devi ascoltare. Perché in questi anni io ho capito cosa vuol dire adottare un bambino. Conosco a menadito le mie paure presenti e future. So quello che sono disposta ad accettare e quello che non ho la forza di accettare. 
L'adozione non è un atto di volontariato. Per quello c'è la Caritas, la croce rossa o si parte in missione in Africa.
L'adozione è un atto d'amore. Lo si fa perché io voglio amare un bambino e dall'altra parte voglio essere amata. E il mio bambino vuole essere amato. Con tutte le difficoltà che questo può comportare.
Ho ancora tutto da imparare, sicuramente, ma il mio punto di vista va ascoltato. 
Detto questo, non so com'è andato questo colloquio. Io ne sono uscita un po' stanca e provata. È stato sicuramente stimolante, ci ha fatto ragionare tanto, ma non vedo tutto come lo vede lui. 
Non credo che ci richiameranno, anche se è palese che un bimbo che aspetta la sua famiglia c'è. 
Sono esausta.




giovedì 6 aprile 2017

Una telefonata tira l'altra

In attesa che il tribunale di sabato scorso ci faccia sapere qualcosa (nel bene o nel male), un altro tribunale ci ha chiamato ieri per un colloquio. 
Credo di aver capito che alla scadenza del decreto i vari tribunali fanno un giro di ricognizione per capire che intenzioni hanno le coppie che hanno dato la disponibilità. 
Credo anche che se ti chiamano ad un anno di distanza "gatta ci cova", e quindi vale tutta la pena girare l'Italia. 
Prima o poi arriverà, anche per noi. 
Se il prezzo da pagare è fare il giro delle 7 chiese girando l'Italia, o prendere un aereo e andare a 15.000 km di distanza, lo paghiamo volentieri. 
Nel frattempo guardiamo al lato positivo della cosa... ci vediamo un po' d'Italia :-) 




sabato 1 aprile 2017

E per quanta strada ancora c'è da fare, amerai il finale!!!


Abbiamo finalmente trovato la canzone di questa nostra avventura... Cesare Cremonini docet:

"Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo

L'incanto sarà godersi un po' la strada
Amore mio, comunque vada
Fai le valigie e chiudi le luci di casa

Coraggio, lasciare tutto e indietro e andare
Partire per ricominciare
Che non c'è niente di più vero di un miraggio
E per quanta strada ancora c'è da fare amerai il finale

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Chi ha detto che tutto quello che cerchiamo
Non è su un palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle solo da lontano

Ti aspetto dove la mia città scompare
E l'orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi e vieni male

Coraggio, lasciare tutto e indietro e andare
Partire per ricominciare
Che se ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c'è da fare amerai il finale

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Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love

Il mondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove, conta solamente andare
Comunque vada, per quanta strada ancora c'è da fare

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Share the love, share the love
Share the love, share the love
Share the love, share the love

Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno

E siamo solo di passaggio
Voglio godermi un po' la strada
Amore mio comunque vada
Buon viaggio!
Siamo in auto, verso casa. Questa mattina partenza prestissimo per il tribunale che ci ha convocato circa un mese fa.
2 persone, una ragazza giovane (il giudice che ci ha chiamato, credo) e un signore con un capello alla Branduardi.
Ci hanno prima di tutto chiesto se sapevamo perché eravamo lì. "Per un colloquio conoscitivo???"
Esatto. Ci hanno fatto però intendere che, visto che è passato quasi un anno da quando abbiamo inviato la nostra domanda di adozione nazionale al loro tribunale, non era proprio un caso che ci avessero chiamato. Insomma: c'è qualcosa nell'aria.
Il colloquio è iniziato in modo strano. Il signore ha disegnato un cerchio, o meglio, la terra. Ha disegnato il nucleo, poi le parti interne, fino ad arrivare alla superficie esterna, la crosta terrestre.
Ha disegnato vulcani, oceani, colline.


Risultati immagini per crosta terrestre nucleo



Io e Cristian credo che nel cervello avessimo un milione di punti interrogativi: dove vuole arrivare???
La domanda è stata: voi siete sulla superficie. In cosa vi identificate? In un vulcano, in una collina, in una foresta??
Io: entroterra, assolutamente collina.
Cristian: foresta, vasta e incontaminata.
Poi ci ha chiesto attraverso che elementi potremmo collegare quello che ci sentiamo di essere con il resto del mondo.
Io: con la condivisione
Cristian: con l'esplorazione, facendo domande.
Abbiamo discusso un po' della condivisione. Ci ha chiesto se il bimbo fosse in età pre - verbale, piuttosto che verbale, come condivideremmo con lui le informazioni.
Poi ha fatto un cerchio: era Cristian.
Poi un altro cerchio: ero io.
Poi un altro cerchio: il bimbo.
Ci ha chiesto cosa cambierebbe nella nostra vista se da 2 diventassimo in 3. Direi tutto!!! Dai giochi sparsi per casa, agli urli, ai tempi, alle abitudini, all'organizzazione della vita. Ma si riempirebbe la nostra vita, oltre che la nostra casa.
Poi ha fatto un altro cerchio: un altro bimbo. Che cosa cambierebbe se anziché uno, fossero 2 i bimbi? Bè, difficoltà triplicate, ancora più giochi e urli per casa, ma con il giusto aiuto, e il rimboccarsi le maniche, ce la si mette tutta per farla andare alla grande.
Bè signori, vi faremo sapere! :-)
Ovvio, l'idea è che ci sia qualcuno che sta aspettando una famiglia. L'idea è anche che non ci siamo solo noi in lista d'attesa. La speranza è che abbiano capito quanta voglia di famiglia abbiamo, e che potremmo essere dei genitori bravini :-)

Per quanta strada ancora c'è da fare, amerai il finale!!!





martedì 28 marzo 2017

Sogno finito

Sogno finito. Il tribunale che ci aveva chiamato più volte per l'abbinamento, ci ha telefonato questa mattina dicendo che il bimbo non è più adottabile. 
La situazione giuridica si è complicata, e tutto è stato sospeso. 
E così, dopo 4 mesi di speranza e di attesa, è finito anche questo sogno. 
Speranza dove sei finita???


mercoledì 8 marzo 2017

Quel guazzabuglio del cuore umano

Quel guazzabuglio del cuore umano, diceva il buon Manzoni. 
Poi c'era Mago Merlino, ne "La spada nella roccia" della Disney che diceva "un bel guazzabuglio moderno".
Guazzabuglio: mescolanza confusa di cose eterogenee
Oggi quello che sentivamo dentro io e il marito, era un gran bel guazzabuglio. Ossia, un gran bel casino. 
Partenza di buon ora questa mattina, direzione ente prescelto. 
Abbiamo trascorso una buona oretta per leggere tutto il contratto di conferimento; controllato i documenti che abbiamo portato, cd con le foto, pagamenti e scadenze, spiegazioni varie. 
Da oggi siamo ufficialmente in viaggio per l'estero. Paesi favoriti: Perù, Haiti e Vietnam.
Ma questo si deciderà con precisione fra qualche tempo. 
Arrivati a casa, suona il telefono di marito. Numero sconosciuto, l'ennesimo call center? 
E invece no. Un tribunale dei minori che ci chiede un incontro.
Confusione più totale. E ora cosa vogliono? Conoscerci, o proporci un abbinamento??? Ma proprio ora? 
Appuntamento per il 1 aprile. 
E così in ballo abbiamo solamente:
- tribunale n. 1 con situazione difficile del bimbo in corso
- ente conferito
- tribunale n. 2 
Cosa succederà ancora???
In ogni caso, val sempre la pena tenere le dita incrociate :-) 



mercoledì 1 marzo 2017

Pretty Woman e Cenerentola

In una scena di Pretty Woman, la protagonista, parlando di storie d'amore, chiede all'amica di farle un nome di qualcuno a cui è andata bene. Lei ci pensa un po', e poi risponde:
"Quella granculo di Cenerentola".
Ironico, ma vero a volte. Le cose sono belle nelle favole. Ai protagonisti delle favole le cose vanno sempre alla grande. Un bacio del principe sveglia la principessa dal coma (a questi principi li farei venire tutti da me in rianimazione a baciare i miei pazienti!!! vediamo se fanno miracoli!!), il ranocchio diventa principe, la principessa lancia la treccia giù dalla torre e si ritrova l'amore della sua vita in davanti. I tre porcellini vengono mangiati dal lupo, ma quando aprono la pancia del lupo sono ancora vivi e vegeti. Per non parlare addirittura dei 7 capretti, anche loro nella pancia del perfido lupo, ma sani e salvi.
Io non ho mai avuto quel colpo di fortuna da poter dire "cavolo, che culo Chiara!!" tranne ovviamente quando ho incontrato il mio principe Cristian, momento in cui mi sono giocata tutti i bonus - fortuna di un'intera vita. Ma ne è valsa la pena.
Solo che avrei davvero voluto che per una volta, arrivasse un colpo di fortuna anche a noi. Che per una volta le cose andassero lisce come l'olio.
Diventare genitori è difficile. Chi ha figli biologici magari non si vive l'angoscia dell'attesa e la trafila burocratica di un'adozione, oltre che le illusioni e le disillusioni. Ma magari ha un figlio che lo fa crepare per tutta la vita. Il genitore adottivo ha tutti e due: pene e dolori, lacrime e illusioni durante l'attesa della gravidanza che dura anni, più (magari sì o magari anche no?) un figlio che li fa crepare nell'adolescenza.
Proprio perché tutto è così profondamente difficile, speravo che questo fosse il nostro momento magico. 2 mesi fa ci siamo detti: cavolo, hanno chiamato proprio noi!!! Fuori regione, e per un bimbo con la rarissima adozione nazionale!! Non mi sembra vero!
Ed io, sognatrice che non sono altro (tipo Biancaneve che al pozzo canta "un giorno lui verrà") poi rimango come un'oca.
E in questo periodo psico - fisicamente pesantissimo, anche questa non ci voleva.
Il mio bicchiere è sempre mezzo pieno di solito, ma questa volta forse dovevo guardare bene quanta acqua c'era dentro.
Dal tribunale non ci hanno chiamato; li abbiamo cercati noi, ma invano. Abbiamo mandato mail, lasciato messaggi. Nessuno si è fatto sentire. "Nessuna nuova, buona nuova"?? Non credo. l'11 aprile scade il decreto di idoneità, e non c'è più tempo.
Profondamente delusa e dispiaciuta, ieri sera ci siamo messi a passare in rassegna gli enti che abbiamo visitato. Ne abbiamo scelto uno; poi abbiamo scelto il paese, e anche i paesi di riserva.
E oggi ho chiamato. Martedì prossimo abbiamo appuntamento per conferire ufficialmente incarico all'ente. Da quel momento partirà un conto alla rovescia di 4-5 anni prima di avere fra le braccia il nostro bimbo, se tutto va bene.
Sapete perché le coppie adottive hanno tutte più di 40 anni? Perché la gravidanza dura ancora di più di quella di un elefante. 7,8-10 anni. Ma dicono che poi si dimentica tutto. Sarà anche così, ma l'attesa sfianca, e solo i più forti arrivano alla fine.
Domani compro un gratta e vinci. Magari vinco mille milioni di euro e mi porto a casa tutti i bambini degli orfanotrofi del mondo. Alla faccia della burocrazia italiana.